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Il fatto della settimana - Gli svincolati in Serie C non sono sempre una seconda scelta: cosa raccontano gli ingaggi di Torregrossa, Anzolin e GomisTUTTOmercatoWEB
Ernesto Torregrossa, Lumezzane
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Oggi alle 00:00Il Punto
di Valeria Debbia
per Tuttoc.com

Il fatto della settimana - Gli svincolati in Serie C non sono sempre una seconda scelta: cosa raccontano gli ingaggi di Torregrossa, Anzolin e Gomis

Il mercato della Serie C è chiuso da quasi un mese, ma gli svincolati continuano a trovare spazio. E, soprattutto, continuano a trovare spazio nomi che rendono sempre meno convincente l'idea dello svincolato come semplice soluzione d'emergenza.

La settimana che va chiudendosi ne ha portati due di cui uno - tra l'altro - ha già debuttato nel corso delle gare di sabato: Matteo Anzolin al Bari e Alfred Gomis alla Vis Pesaro. A questi va aggiunto Ernesto Torregrossa, ufficializzato dal Lumezzane già sabato scorso ma troppo importante per il tema della settimana per essere escluso (e anche lui già buttato nella mischia). Tre storie differenti, tre esigenze differenti e tre modi diversi di intendere quella che ormai è diventata una sorta di seconda finestra di mercato.

Perché il mercato ordinario è finito, ma la costruzione di una rosa può continuare.

La normativa FIGC per la stagione 2026/27 consente infatti il tesseramento dei calciatori professionisti con rapporto scaduto o già svincolati entro il 30 giugno 2026 fino al 31 marzo 2027. Diverso è il caso dei giocatori che si liberano attraverso una risoluzione nel corso della stagione, per i quali valgono finestre specifiche. E questa possibilità, settimana dopo settimana, sta assumendo un significato sempre più interessante.

Torregrossa, quando lo svincolato torna a casa

Cominciamo da quello che, anche cronologicamente, è il caso un po' particolare di questa settimana. Ernesto Torregrossa è tornato al Lumezzane dopo tredici anni. Il club valgobbino lo ha ufficializzato il 19 settembre, facendogli firmare un contratto fino al 30 giugno 2028. L'attaccante classe 1992 era reduce dalla stagione in Serie B con la Carrarese. Non è semplicemente un giocatore di esperienza che scende di categoria. È un ritorno alle origini.

Torregrossa aveva infatti già vestito la maglia del Lumezzane nella stagione 2012/13, dopo essere transitato anche da Verona, Siracusa e Como. Quella parentesi valgobbina arrivò poco prima della definitiva consacrazione del centravanti, che negli anni successivi avrebbe costruito gran parte della propria carriera tra Serie A e Serie B.

Il suo ritorno racconta quindi una delle possibilità più affascinanti offerte dal mercato degli svincolati: quella di riportare in una piazza un giocatore che, in condizioni normali, probabilmente sarebbe rimasto fuori portata per un club di Serie C.

È anche una scelta che va oltre l'emergenza. Il biennale fino al 2028 racconta un investimento pensato su un orizzonte più ampio della semplice necessità contingente. Il Lumezzane ha aspettato che Torregrossa diventasse disponibile e poi ha utilizzato quella porta lasciata aperta dalla normativa per riportarlo dove, tredici anni prima, era iniziata una parte importante della sua storia calcistica. Anche se il primo nuovo approccio con la maglia rossoblù ha lasciato l'amaro in bocca, sia per la sconfitta casalinga ad opera della Folgore Caratese sia per una prestazione non particolarmente brillante.

È comunque il volto romantico del mercato degli svincolati. Ma non è l'unico.

Anzolin e il mercato che corregge gli imprevisti

Per capire invece la funzione più pratica degli svincolati basta spostarsi a Bari. Il Bari ha ufficializzato Matteo Anzolin il 23 settembre, facendogli firmare un contratto fino a giugno 2027 con opzione. Il terzino sinistro classe 2000 arrivava dalla Triestina, dalla quale si era svincolato al termine della precedente stagione. Qui non c'è nostalgia, e nemmeno un'operazione costruita mesi prima. C'è un problema da risolvere.

Gli infortuni contemporanei di Riccardo Burgio e Alessandro Celli, entrambi indisponibili per diverse settimane, hanno lasciato il Bari con poche alternative sulla corsia mancina. Ed è proprio questa situazione ad aver spinto il direttore generale Pierpaolo Marino e il direttore sportivo Antonio Minadeo a guardare alla lista degli svincolati.

La scelta, però, non è caduta su un giocatore da attendere o da rimettere in carreggiata. Anzolin arriva con un curriculum già molto consistente per la categoria. Nella scorsa stagione, in una Triestina retrocessa in Serie D, ha disputato 38 partite di campionato, partendo titolare in 37 occasioni e giocando 35 volte tutti i 90 minuti. Il suo percorso comprende inoltre Juventus Next Gen, Wolfsberger e oltre settanta presenze complessive con la Triestina.

È quasi la dimostrazione perfetta di come funziona questa particolare coda del mercato. La società non può più andare a comprare un giocatore sotto contratto, ma può individuare un professionista già pronto, senza vincoli e con un'esperienza recente in Serie C. In questo caso, lo svincolato non serve a cambiare il progetto: serve a evitare che un imprevisto lo modifichi.  È una differenza importante. E il suo solido debutto nel successo per 1-0 contro il Cosenza è lì a dimostrarlo.

Gomis, quando il parametro zero diventa un progetto

Poi arriva Alfred Gomis. E qui il discorso cambia ancora. La Vis Pesaro ha ufficializzato il 24 settembre l'arrivo del portiere classe 1993, rimasto libero dopo la conclusione della sua esperienza al Palermo. Il contratto sottoscritto con il club biancorosso scadrà addirittura il 30 giugno 2031. Cinque anni. Già soltanto questo dato basta a rendere Gomis il caso più particolare della settimana. Perché una durata contrattuale simile racconta che la società non sta semplicemente cercando un portiere da utilizzare nell'immediato: sta legando al proprio progetto un giocatore che porta in dote un'esperienza difficilmente paragonabile a quella della maggior parte dei profili disponibili a parametro zero.

Gomis ha infatti giocato in Serie A, Serie B e Ligue 1. Con il Rennes ha disputato anche quattro partite di Champions League nella stagione 2020/21. Nel suo curriculum ci sono inoltre Spal, Salernitana, Cesena, Avellino, Crotone, Como, Lorient e Palermo, oltre alle 16 presenze con la Nazionale del Senegal e alla partecipazione alle spedizioni mondiali del 2018 e del 2022. Nel 2021 ha fatto parte della squadra senegalese che ha conquistato la prima Coppa d'Africa della propria storia.

Non è quindi soltanto uno svincolato. È un giocatore con un passato internazionale che sceglie la Serie C. E forse è proprio questo l'aspetto che rende il suo trasferimento particolarmente significativo. La Serie C non è soltanto il posto in cui finiscono i calciatori che devono ancora arrivare. Può essere anche il punto dal quale ripartono quelli che hanno già conosciuto categorie e palcoscenici molto più importanti.

Gomis, in questo senso, rappresenta qualcosa di diverso rispetto ad Anzolin. Il terzino del Bari risolve un problema contingente; il portiere della Vis Pesaro sembra inserirsi in una logica più ampia, come suggerisce anche la durata del suo contratto.

Tre svincolati, tre fotografie della Serie C

Ed è proprio mettendo insieme questi tre casi che il tema diventa più interessante. Torregrossa è il ritorno: un giocatore che conosce la categoria e che torna nella piazza che ne ha accompagnato l'esplosione, dopo una carriera vissuta a lungo tra Serie A e Serie B. Anzolin è la correzione: un profilo che non era necessariamente nei programmi estivi, ma che diventa utile quando due infortuni contemporanei modificano gli equilibri di una rosa. Gomis è invece il progetto: uno svincolato con curriculum internazionale al quale la Vis Pesaro ha proposto un contratto di cinque anni. Tre esigenze completamente differenti che utilizzano la stessa possibilità regolamentare. 

Ed è qui che viene da chiedersi se abbia ancora senso considerare quello degli svincolati un vero e proprio mercato residuale. Perché il termine «residuale» porta con sé l'idea di ciò che resta dopo aver scelto tutto il resto. Ma Torregrossa non è esattamente qualcosa che è rimasto. Gomis, con il suo percorso internazionale e un contratto fino al 2031, ancora meno. Anzolin appartiene invece a quella zona intermedia nella quale il mercato degli svincolati diventa una polizza contro gli imprevisti.

La caratteristica della Serie C è proprio questa: la stessa opportunità può assumere un valore completamente diverso a seconda della società che decide di utilizzarla.

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