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Ebolitana, Nicastro a TLP: "Il mio sogno? Parare un rigore a Messi"TUTTOmercatoWEB
Federico Nicastro, portiere dell'Ebolitana
© foto di Luigi Gasia/TuttoLegaPro.com
mercoledì 16 maggio 2012, 17:30Interviste TC
di Daniele Mosconi
per Tuttoc.com

Ebolitana, Nicastro a TLP: "Il mio sogno? Parare un rigore a Messi"

E' stato uno dei pochi a salvarsi nella prima stagione nei professionisti degli eburini. A 31 anni ha ancora voglia di volare tra i pali.

Il protagonista di questa intervista esclusiva per TuttoLegaPro.com, ha il volto di un ragazzino, nonostante l'anagrafe segni trentuno primavere, essendo lui un classe '81. Federico Nicastro da Firenze è il portiere che ha creduto nel progetto Ebolitana (sua attuale squadra, ndr): "Devo dire che è molto facile nel calcio condannare, però noi, a fine girone d'andata, non eravamo messi così male. Avevamo una squadra di tutto rispetto. Poi, dopo l'aggressione subìta a gennaio, il giocattolo si è rotto".

L'episodio che ci narra, risale al 10 gennaio, due giorni dopo la sconfitta per 6-1, patita contro il Gavorrano al "Dirceu" di Eboli. Molti giocatori avevano come il sentore dell'esplosione del malcontento della tifoseria, ma non avrebbero mai pensato a tanto. Così come spesso capita in certe realtà, non sono i risultati a salire alla ribalta, ma è la violenza spesso cieca e ingiustificabile.

Federico, da quel momento secondo te cos'è accaduto?

"Abbiamo perso giocatori importanti che avevamo in rosa, vedi Nigro, Esposito e Astarita. Gente che ci dava qualità e son convinto che se non fosse accaduto quel fattaccio, noi ci saremmo salvati ad occhi chiusi".

Nella sua carriera, Nicastro non è stato - per sua fortuna - solo protagonista di episodi negativi, ma ha saputo essere attore principale di due medaglie d'argento con la nazionale, alle Universiadi di Bangkok (2007) e Belgrado (2009) con Giorgio Veneri alla guida di entrambe le spedizioni. Ha vinto due campionati, uno con la Massese (quando ancora si chiamava C2, ndr) e la Lucchese con Paolo Indiani in panchina. Ha militato tra le altre, a Crotone e la scorsa stagione insieme a Gennaro Ruotolo (attuale allenatore del Sorrento, ndr) ha vissuto la splendida cavalcata del Savona.

Quale ricordo porti con piacere di questa tua annata?

"Dispiaciuto per la retrocessione, perchè non piace a nessuno perdere, io per natura non vorrei perdere neanche una gara tra amici, quindi il rammarico è davvero tanto. Un ricordo? Guarda, era la prima stagione che giocavo in Campania e devo dirti che ho trovato persone stupende. Mi avevano sempre parlato del cuore di queste persone, però finchè non ci sei vicino non te ne rendi conto. Hanno sempre la battuta pronta e sanno sempre come far nascere un sorriso. Sono persone molto diverse dagli stereotipi che i media vogliono dipingere. Porterò di loro un bellissimo ricordo".

Rimaniamo su questo filone: la partita più bella di questa stagione?

"Sono due in particolare. Una fu contro la Paganese, fu molto bella perchè in quella gara rimanemmo in dieci ed io parai il rigore a Luca Orlando. La partita finì 0-0. Bella fu tutta la settimana che anticipò l'incontro, con la tifoseria che sentiva tantissimo questa partita. L'altra è sicuramente quella contro il Catanzaro. Feci delle cose incredibili, ricevendo anche i complimenti dagli avversari. E lì la soddisfazione fu doppia. E' raro trovare qualcuno che non sia della tua squadra a farti i complimenti".

Il compagno di squadra con cui hai legato maggiormente chi è?

"A domanda specifica ci vuole una risposta ben precisa: Abel Pignatta. E' un attaccante argentino con cui ho diviso la casa. Insieme abbiamo condiviso di tutto ed ho imparato ad apprezzarlo non solo come giocatore, ma soprattutto come uomo. Con lui è nata una bella amicizia. Però consentimi di ringraziare il mio preparatore dei portieri qui ad Eboli (Domenico Corcione, ndr), persona splendida che mi ha insegnato tantissimo".

Toglimi una curiosità: ma per un portiere di 31 anni, cosa c'è ancora da imparare? Per un giocatore credo sia diverso, perchè ci sono sempre dei movimenti importanti che ogni allenatore gli insegna, ma per un portiere?

"Guarda, da imparare c'è sempre e ti assicuro che il nostro ruolo è quello più studiato dalla scienza. Ricordo che lo scorso anno, al Savona avevamo Rossano Berti come preparatore. Io feci un allenamento specifico con le fotocellule".

Ed in cosa consisteva?

"In pratica questo esperimento consentiva di studiare elementi fondamentali nel nostro ruolo. Per prima cosa, la macchina arrivava a stabilire il tempo di reazione su un tiro. Inoltre si riusciva a misurare il tempo di stacco del piede che dava la spinta alla gamba per il tuffo, ed infine la velocità con cui riuscivi a tuffarti sul pallone. Sembrano piccole cose, ma nel nostro ruolo sono fondamentali, perchè la prontezza è la base principale. Da quest'anno, questo studio viene usato anche dall'Inter con i propri portieri".

Quali sono le qualità che deve avere un buon portiere secondo te?

"Quando mi capita di vedere le partite in tv, mi accorgo se un portiere è affidabile o meno, dal tuffo con cui fa suo il pallone dopo un tiro. Ma la cosa principale che deve avere uno che fa il mio mestiere, è quello di dare serenità alla squadra. I difensori sanno che dopo di loro c'è il portiere, quindi devono sapere di avere una certezza tra i pali".

L'ultima è una domanda un po' particolare: a chi ti piacerebbe parare un rigore al novantesimo? Ed in quale stadio?

Lo sento leggermente sorpreso, non se l'aspettava la domanda. Ci vuole qualche secondo prima di rispondere: "Mamma mia! Penso che mi piacerebbe essere al "Bernabeu" e parare un rigore a Lionel Messi. Solo chi è portiere può capire che razza di adrenalina può darti un rigore parato ad un avversario". Chi l'ha detto che a 31 anni un portiere debba essere finito?!

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