Triestina, mister Galderisi a TLP: "Dobbiamo recuperare, ma due gol si possono fare"
La Triestina vive ancora un altro momento critico nella sua storia, ma Giuseppe Galderisi ci tiene a conquistare la salvezza, anche se la sua squadra è allo stato attuale ridotta ai minimi termini. Senza Princivalli, senza Lima, senza D’Ambrosio, Rossetti e Thomassen, la compagine alabardata deve comunque segnare due gol al Latina senza subirne. Intervenuto in esclusiva ai microfoni di Tuttolegapro.com, il tecnico nativo di Salerno ritiene si può riuscire in questo, ma occorre l’aiuto di tutti, compresa la gente di Trieste.
“Ci aspetta un’impresa difficile – commenta Galderisi – Non è impossibile, come il calcio dimostra. A Latina abbiamo fatto secondo me una buona gara nonostante i tanti assenti: abbiamo avuto le possibilità per vincere, ma abbiamo subito anche delle occasioni da gol da parte loro. Recupereremo qualche giocatore, anche se ne ho perso qualcun altro. La situazione mentalmente è un po’ complessa, non tanto per la sconfitta dell'andata, ma per tutto un insieme che giorno dopo giorno, mese dopo mese, ha portato difficoltà sotto tutti i punti di vista. Stiamo raschiando il barile, e dobbiamo raschiarlo fino alla fine cercando di dare tutto quello che possiamo, in rispetto della maglia, dei tifosi e dei nostri sacrifici. È da ottobre che andiamo avanti con una situazione drammatica, ma ciò non deve apparire come un alibi. Abbiamo novanta minuti da giocare, e anche se il nostro rammarico è di aver perso solo nel finale a Latina, credo che tutto sia possibile nel calcio”.
Data la presenza nel vostro organico di gente molto significativa, si poteva fare anche qualcosa in più?
“Quando sono arrivato io la squadra era in zona play-out, abbiamo perso strada facendo alcuni giocatori come Princivalli, Thomassen, De Vena, Lima, ho perso D’Ambrosio per infortunio… Rossetti lo sto recuperando, Galasso alterna momenti dove c’è a problemi… E’ una squadra che è partita col piede sbagliato, non conosco tutte le difficoltà fino al 25 ottobre perché non c’ero, non rinnego niente di quello che è stato il mio lavoro, anzi, sono felice dell’impegno di questo gruppo, abbiamo avuto una buona classifica per un certo punto e potevamo anche pensare di attaccarci con qualche buon risultato, abbiamo messo in difficoltà le prime anche se poi nel momento clou abbiamo sbagliato qualche partita in casa. È stata veramente un’annata molto complicata, però abbiamo ancora la possibilità di tirarci fuori con una grande prestazione domenica. Non bisogna piangersi addosso per quello che abbiamo vissuto, ma dobbiamo cercare di lavorare bene e sfruttare al massimo tutto ciò che può capitare”.
Dovrete fare due gol al Latina per la salvezza. Senza subirne.
“Esatto. Siamo stati per un periodo una squadra che ha fatto molti gol, abbiamo avuto un attacco buono, anche se purtroppo abbiamo la peggiore difesa, ma due gol credo che nel calcio si possano fare. Ci vuole molto equilibrio, molta attenzione, non bisogna aver fretta, e contiamo sul rientro di Godeas, sulla voglia di Motta, Gissi e Allegretti. Sono i giocatori che ci sono rimasti per dare più esperienza a questo gruppo”.
Potremmo parlare di qualcosa di più carino: nei trenta preconvocati del ct dell’Italia Prandelli c’è un ragazzo che lei fece debuttare quattro anni fa tra i professionisti, quel Marco Verratti che oggi è un pilastro del Pescara. Aveva quasi 16 anni all’epoca.
“E’ vero. La Serie A raggiunta dal Pescara mi ha reso felice perché ho rivissuto i sei mesi che ho trascorso io. Fu anche quello un periodo concluso con un fallimento totale, il gruppo cercava di fare le cose fatte per bene, e c’era questo ragazzino della Berretti di cui si parlava positivamente. Verratti lo feci debuttare in Coppa contro l’Albinoleffe, non aveva neanche sedici anni e non c’erano dubbi su di lui. È un giocatore tignoso, con una grande personalità, sa giocare anche senza palla, e sono orgogliosissimo di averlo fatto esordire”.
Verratti può partecipare all’Europeo?
“Sarei molto felice di vederlo in questa manifestazione, non perché mi sento legato, ma perché credo che abbia le qualità. Questo è un discorso che lascia il tempo che trova: spetta a Cesare Prandelli decidere, e credo che abbia le idee ben chiare. Per il futuro ci scommetterei che Verratti possa diventare un punto di riferimento per la Nazionale”.
Torniamo alla Triestina: domenica ci saranno gli ultimi novanta minuti del campionato. Lei ha fatto tanti sacrifici per la causa, ma non rimarrebbe a Trieste in presenza di un programma serio e di una società stabile?
“Il primo obiettivo è cercare di recuperare tutto quello che serve per ribaltare una situazione come quella dell’andata. Sarebbe una grande gratificazione per la squadra, i componenti dello staff, e il curatore fallimentare Turazza. Credo che un futuro la Triestina ce lo avrà: non merita sicuramente di retrocedere. È una questione d’orgoglio: noi abbiamo rinunciato a soldi, ci siamo decurtati lo stipendio, ci siamo arrangiati in tutto e dovunque, occorre qualcuno che dia solidità. È quello che è stato fatto col Pescara: in un paio d’anni è diventato un’ottima società ed è arrivato in Serie A. Questo è il mio augurio che ho fatto alla Triestina. Io dopo quello che ho vissuto quest’anno ho le idee chiare per quello che servirebbe, ma mi piacerebbe salvare la squadra e portarla in Serie B. Mi piacerebbe essere io l’artefice, ma ci sarà tempo per pensare al futuro: dobbiamo prima salvare la Triestina”.


