Iuliano a TLP: "Giocare a Pagani? Nemo propheta in patria..."
E' stata una stagione dalle due facce l'ultima vissuta da Rino Iuliano (28) con il Campobasso. L'esperto estremo difensore, conosciuto con in soprannome di jaguaro era partito titolare nella prima parte di stagione, quando la compagine molisana aveva come guida tecnica Nicola Provenza, salvo poi ritrovarsi in tribuna con il cambio d'allenatore. Una scelta che però non ha intaccato la professionalità di Iuliano, il portiere, infatti, s'è sempre allenato con grande impegno e abnegazione con il team molisano. La lunga carriera dell'estremo difensore classe 1984 inizia con la Salernitana, Iuliano fa tutta la trafila delle giovanili con i granata, poi due anni da titolare in Serie D con la Battipagliese gli garantiscono l'approdo tra i professionisti con la maglia del Potenza. Quattro stagioni in Basilicata per il portiere originario di Pagani, poi la chiamata della Salernitana in C1 nel Gennaio del 2008. Iuliano veste la maglia granata in Serie B nella stagione 2009-2010 ed in quella successiva, rimanendo a Salerno anche in C1 nel campionato 2010-2011. La scorsa estate la chiamata del direttore generale del Campobasso Enrico Coscia e la decisione, maturata dopo la morte della madre, di ripartire dalla C2. Il Campobasso, come detto, l'ultima avventura a due facce del portierone Rino Iuliano che intervistato in esclusiva da TuttoLegaPro.com si concede ad una lunga chiacchierata sul presente, passato e futuro:
Lei è partito dalle giovanili della Salernitana, ha mai fatto un pensiero ad una chiamata della società granata?
"Si, ho fatto tutta la trafila delle giovanili con la Salernitana e ho già vissuto più di un'esperienza con quella maglia, chi non andrebbe a Salerno per giocare? E' una piazza importantissima a cui è impossibile dire di no".
Altra piazza importante è quella di Pagani, lei è proprio originario della cittadina salernitana. Come mai non le è mai stata concessa la possibilità di vestire quella maglia?
"Diciamo che vale il detto latino: Nemo propheta in patria, ovvero nessuno è profeta nella sua città. Ho una grande amicizia che mi lega al presidente Trapani, ma come detto difficilmente qualcuno riesce a fare bene nella sua città".
Tornando a dodici mesi fa, alla sua scelta del Campobasso, come mai decise di approdare in Seconda Divisione nonostante le tante richieste anche dalla B?
"Avevo ricevuto un interesse dalla Reggina, dove conoscevo il tecnico Breda, ma anche dal Catanzaro di mister Cozza. Alla fine il direttore Coscia mi ha convinto, anche perchè dopo l’improvvisa morte di mia madre non me la sentivo di prendere impegni pesanti, senza nulla togliere ad una piazza come Campobasso".
L'avventura in rossoblè segnata da un inizio positivo, ma da un finale in chiaroscuro..
"Si, all'inizio con il tecnico Provenza ho giocato tutte le partite da titolare, poi il nuovo tecnico ha deciso di puntare su scelte differenti. Io per quanto mi riguarda ho sempre dato il massimo ad ogni allenamento, dimostrando grande professionalità. Ora però mi manca il campo, ho un altro anno di contratto con il Campobasso, ma valuteremo il da farsi".
Se dovesse arrivare una chiamata dal tecnico Cozza?
"Cozza ha il mio numero di telefono, ci conosciamo bene. Se gli servissi andrei volentieri al Catanzaro".
In termini concreti ha già ricevuto qualche contatto?
"Si, ho ricevuto delle richieste dalla Prima Divisione".
Come passa attualmente il suo tempo Iuliano?
"Sono in vacanza, ma cerco di conciliare anche qualche allenamento per non farmi trovare impreparato per quando si inizierà con la preparazione estiva".
L'ultima domanda è sull'eventuale sogno nel cassetto che custodisce ancora Iuliano...
"Non ho sogni in particolare, ma soltanto un desiderio: voglio ritornare a giocare con continuità".


