Galigani a TLP: "Vi spiego come cambiano le regole in Lega Pro"
Tra pochi giorni Vittorio Galigani sarà il nuovo Direttore generale del Mantova. TuttoLegaPro.com ha voluto intervistarlo in esclusiva per ascoltare la sua interpretazione sull’ avvenuto cambiamento delle regole con l'arrivo della nuova stagione, essendo stato lui sempre in prima fila su questo portale, chiarendo di volta in volta cosa cambiava nel mondo del calcio in terza serie. Ovviamente la situazione è ancora abbastanza incerta, sia per quanto riguarda i club che parteciperanno al campionato sia per il format che sarà scelto in Lega Pro per stagione che va ad iniziare.
Numeri, al momento, se ne fanno tanti. Cerchiamo di dare un po’ di ordine, per evitare ulteriori confusioni, iniziando da come si è evoluta la situazione in queste ultime settimane.
Si era partiti la scorsa stagione con 77 club. In sede di iscrizione, cinque società sono state escluse perchè non hanno presentato la relativa domanda di ammissione (Taranto, Pergocrema, Triestina, Piacenza e Giulianova). Si è pertanto già scesi a 72. Undici, al momento, sono le società che non hanno superato l’ esame e sono: Treviso, Como, Spal, Foggia, Latina, Valle D'Aosta, Campobasso, Siracusa, Chieti, Andria e Casale.
La Co.Vi.Soc ha effettuato una ulteriore scrematura (casi drammatici sono Spal, Foggia, Treviso, Siracusa e Casale), anche se ufficialmente non sappiamo ancora quali sono i club estromessi, che hanno tempo fino a lunedì 16 luglio per presentare ricorso. La parola fine verrà data dal Consiglio Federale di giovedì 19 luglio. Quel giorno si potrà saperne di più circa questa tanto agognata riforma dei campionati, oppure se si rimarrà ancora per una stagione con un torneo di 1^ ed un’ altro di 2^ Divisione.
Galigani è uomo preparato, conosce questo mondo come pochi e così, riconoscendo la maestria che lo distingue, gli abbiamo chiesto di spiegarci quello che potrebbe accadere con i nuovi regolamenti.
Regola degli Under:
"Per iniziare, desidero fare una piccola annotazione. In Lega Pro, al momento, in sede di mercato, tutti i club si stanno muovendo solo sui giovani.
Se ne stanno cercando tanti, affannosamente, ma rimane un problema di fondo, ed è quello che in Italia non abbiamo ancora la cultura degli Under. In Europa, nel mondo, i giovani e quando parlo di loro, intendo i '93 o addirittura i '94, giocano, titolari, in prima squadra, disputano gare di Champions e con la maglia della nazionale del proprio Paese, in Italia invece, i ragazzi di quell’ età hanno difficoltà anche a trovare posto in Berretti. Ed è tutto dire. Conosciamo tutti perfettamente come, lo scorso anno, era posta la regola. Nei club di 1^ Divisione c' era l'obbligo di far giocare dall'inizio due under (la scorsa stagione erano i '91), mentre in 2^ Divisione dovevano essere tre. Cosa cambierebbe nella stagione che sta iniziando? Dovesse accadere che la riforma vada in atto immediatamente?, quale sarà l'obbligo per i club per accedere al diritto di ripartizione del “minutaggio”?
Sarà sufficiente il semplice l’ utilizzo, per tutti i novanta minuti, di due soli ragazzi nati dopo il primo gennaio del '92? Tutti interrogativi che avranno risposta solo in data successiva al prossimo 19 luglio".
Direttori sportivi:
"L'obbligo di assunzione imposto alle Società è una vittoria dell’ Adise, l’associazione di categoria. Da tempo si chiedeva una regolamentazione del ruolo dei Ds ed ora finalmente è avvenuto".
C'è una critica che viene posta a questa regolamentazione: se c'è tempo fino all'1 ottobre per mettersi in regola, a cosa vale imporre questa regola se il mercato in questo modo non lo fanno le persone preposte, in questo caso i Direttori sportivi?
"Il calcio è cambiato, ormai il mercato lo fanno i procuratori e i presidenti. Ogni occasione è buona per fare trattative e affari, anche sul marciapiede dinanzi all'Hotel. Il ruolo del direttore sportivo si è evoluto, abbraccia tanti argomenti che esulano anche dalla semplice ricerca di acquisizione di un calciatore. La critica, come mi viene posta, non fa una grinza, certo bisogna dire che tanti personaggi al momento interdetti, lavorano tranquillamente nei club, con le mansioni più disparate,le regole sono saltate da un pezzo. Non ci fa più caso nessuno. Ma, con i tempi che corrono, non è certo il caso di starsi tanto a meravigliare. Una domanda invece la faccio io. Un club dopo il 1 ottobre prossimo assume un ds iscritto all’ albo solo perché lo impongono i regolamenti e per evitare una sanzione. Poi lo tiene li in naftalina non facendolo operare. E’ cambiato forse qualcosa rispetto al passato?"
Infrastrutture e stadi:
Come si pone lei dinanzi al problema dell'Hinterreggio?
"Non credo che il problema sia solo il loro. Inadempienze ce ne sono anche altre. Il problema degli stadi rimane uno dei più attuali e scabrosi. Ritengo che la Lega Pro avesse già parlato in maniera chiara. Qualora ci fossero società che non rispettano
i criteri infrastrutturali e di sicurezza, è obbligo che si mettano in regola per tempo, non si può andare avanti perennemente in questa maniera. Nel caso di probabile riforma dei campionati, le società che avrebbero partecipato alla 2^ Divisione, dovranno necessariamente avere una proroga da parte della Lega Pro per sistemare il proprio impianto per la prossima stagione. Mi sembra scontato”.


