Bomber Zampaglione a TLP: "La sfortuna mi ha tolto la Serie A. Quest'anno è decisivo perché il Chievo mi noti"
Si dice che, nello sport come nella vita, i treni passino solo una volta. Domenico Zampaglione sembra esserne consapevole, ma allo stesso tempo non vuole rassegnarsi al fatto di aver perso la sua opportunità di giocare in Serie A per colpa degli infortuni. E ha tutta l'intenzione di riprendersi quello che, forse, la fortuna gli ha tolto. Per farlo, sarà indispensabile fare bene quest'anno all'HinterReggio, trascinando se possibile i calabresi alla salvezza.
Zampaglione, attaccante classe '86 nato a Messina ma cresciuto in Calabria, dopo alcune stagioni tra Seconda Divisione e Serie D sale alla ribalta a 25 anni, quando venne acquistato dal Chievo. Lì, la sfortuna si è accanita. Acquistato quest'anno dall'HinterReggio, ha trovato domenica a Teramo i suoi primi due gol stagionali, e nell'intervista che ha concesso in ESCLUSIVA a TuttoLegaPro.com ha svariato tra molti argomenti. Dalle sue parole traspare tanta voglia di calcare i campi più importanti d'Italia, e di raggiungere quest'obiettivo facendo bene prima in maglia biancoblu. Di seguito l'intervista completa.
Finalmente, a Teramo, i primi gol stagionali, peraltro decisivi per la prima vittoria stagionale dell'Hinterreggio. Ci racconta le sue due reti?
"Il primo è arrivato da una palla messa dentro, sporcata poi dal difensore: io mi sono inserito e me la sono trovata sui piedi. Così ho calciato di prima intenzione e ho segnato. Il secondo è stato il più bello: ho stoppato una palla tagliata e da 30 metri l'ho messa sotto l'incrocio. In più è stato anche un gol importante, perché il 2-0 ha dato tranquillità alla squadra".
Ora vi aspettano due partite difficili contro Martina e Chieti: servirà che lei si ripeta...
"Speriamo. Abbiamo un'altra trasferta contro un'ottima squadra come il Martina. Necessitiamo di continuità, se no andremmo a vanificare tutto quello che abbiamo fatto di buono a Teramo. Quindi spero in una grande prestazione mia e della squadra, e l'auspicio è di fare gol e di portarci a casa i punti di cui abbiamo tanto bisogno in questo momento".
Con Venuto avete raggiunto la vittoria al secondo tentativo. Cosa è cambiato con l'avvicendamento di allenatore?
"Penso che ogni allenatore sia diverso dagli altri. La vittoria di Teramo è anche frutto del lavoro di mister Di Maria: in una settimana e mezzo l'allenatore ti può dare del suo, ma poi i giocatori sono quelli. Credo che con mister Venuto la differenza sia che ora utilizziamo maggiormente il pressing alto. Non giochiamo più d'attesa, ma andiamo incontro all'avversario. Mi sono trovato bene con entrambi, sia Di Maria che Venuto mi conoscono e mi stimano. Poi purtroppo nel calcio contano i risultati, che con Di Maria non sono arrivati. Ora con Venuto li stiamo trovando e il merito è anche suo".
Quanto è difficile, secondo lei, la missione-salvezza della sua squadra?
"Adesso come adesso è una missione che si può fare. Non ti so indicare la difficoltà, però c'è da dire che non è mai facile raggiungere gli obiettivi che ci si prefissa. Bisogna continuare a lavorare in allenamento e dare seguito alla partita di Teramo: lì abbiamo espresso il nostro miglior calcio, e infatti sono arrivati i tre punti".
Lei è nato a Messina ma si è realizzato calcisticamente in Calabria. Ci racconti la sua storia.
"Sono nato a Messina soltanto per caso, però sono cresciuto nella provincia di Reggio e quella è la mia terra. Nascere lì è stata solo una questione anagrafica, un incidente. Quando dico che sono nato a Messina mi guardano male (ride ndr)".
Dopo la stagione super col Valle Grecanica, in cui ha segnato 31 gol, il Chievo l'ha acquistata e l'ha mandata in prestito al Latina. Poteva essere il momento-chiave della sua carriera: cosa non ha funzionato in nerazzurro?
"Si parla tanto di fortuna: io non ne ho avuta. Sono partito bene durante il ritiro ma poi un infortunio mi ha tenuto fuori due mesi. Quando inizi il campionato saltando la preparazione, è sempre dura rientrare. Quello secondo me è stato il bivio della mia carriera: venivo da 31 gol, 19 l'anno prima e 10 l'anno prima ancora. Avevo tanto bisogno di una conferma tra i professionisti, che purtroppo non è arrivata perché sono stato sfortunato. Ho cercato di ritrovarmi a dicembre con l'Aversa Normanna, dove sono partito benissimo segnando subito, poi un nuovo infortunio mi ha costretto a rimanere fuori tanti mesi. Quando parti così è dura recuperare la stagione. Peccato perché ci credevo; sono ancora in tempo e in più il Chievo mi ha prolungato il contratto (Zampaglione è in comproprietà tra clivensi e HinterReggio, ndr), a dimostrazione che credono in me e che qualcosa di buono ce l'ho. Però quello credo sia stato l'anno decisivo e sono stato un po' sfortunato".
Ci credeva. E ora quanto crede realmente alla possibilità di vestire gialloblu in futuro?
"Ho 26 anni ed effettivamente ci sono tanti giovani emergenti, però nel mio piccolo ci credo sempre; anche a 30 anni si può arrivare in Serie A. E poi se bruciamo le ambizioni e i sogni adesso, si perde la voglia di continuare. Ora sono ancora in Lega Pro, e credo che anche questa sia una stagione decisiva per la mia carriera".
Perché i clivensi la riprendano in considerazione serviranno tanti gol. Si è posto un obiettivo in tal senso?
"Di solito non me ne pongo, anche perché sono uno che non si esalta quando le cose vanno bene e non si abbatte quando vanno male. Però credo che per essere preso in considerazione sia necessario superare la doppia cifra. Ritengo che raggiungere quest'obiettivo per un attaccante sia importante. Vieni visto in un'altra maniera. Dai dieci gol in giù sei solo l'attaccante 'da Lega Pro', se fai qualcosina in più puoi ambire anche ad altre categorie".
E dalla realizzazione di quest'ambizione della propria punta di diamante passano buona parte delle speranze di salvezza dell'HinterReggio.


