Aprilia, Calderini a TLP: "Bella stagione, ma con un gruppo più esperto potevamo giocarci i primi due posti. TLP Awards? Io voto Vivarini.."
Non c'è solo festa in casa Aprilia. Sì, perché se è vero che la posizione attuale di classifica (quarto posto) è senza dubbio soddisfacente e ben oltre gli obiettivi minimi di inizio stagione, è anche vero che senza la crisi dei mesi invernali la compagine pontina avrebbe potuto attestarsi ben più in alto. Ha questo rimpianto anche Elio Calderini, uno dei giocatori strategicamente più importanti nell'organico biancazzurro.
Calderini nasce nel giugno '88 a Città di Castello. E' un giocatore capace di ricoprire un po' tutti i ruoli del reparto avanzato: cresce nel settore giovanile della Juve Stabia con cui esordisce appena 18enne in Prima Divisione. Poi un'esperienza negativa ad Arezzo e il rilancio in Serie D, al Civita Castellana (stagione 2008/2009), dove segna dieci gol. Il giocatore umbro viene acquistato dal Frosinone, che lo presta prima a Foligno (Prima Divisione, cinque reti in diciannove presenze), poi alla Sangiovannese (quattro reti in 31 partite in Seconda Divisione). Nell'estate 2011 l'approdo a titolo definitivo all'Aprilia, dove sfiora la doppia cifra. Quest'anno, alla seconda stagione nell'Agro Pontino, Calderini sta dando il suo contributo con sei reti che - almeno nelle intenzioni - andranno a crescere in questo finale di stagione. Il giocatore umbro si è raccontato in ESCLUSIVA a noi di TuttoLegaPro.com: segue l'intervista completa.
Domenica avete stoppato la Salernitana: senza quella flessione tra novembre e febbraio avreste potuto rimanere in scia dei granata?
"Secondo me si. Abbiamo avuto una flessione durata tredici partite, in cui abbiamo totalizzato appena nove punti. Ne bastavano sette/otto in più per combattere per i primi due posti".
Ora, comunque, la vostra dimensione sono i playoff: traguardo comunque insperato a inizio anno...o no?
"Insomma, la squadra è sì giovane, ma alla fine c'è molta gente di valore. Di sicuro ora i playoff sono un traguardo possibile, il Teramo è a -5... Ma anche a inizio anno, anche se la parola 'playoff' non si pronunciava per scaramanzia, personalmente sotto sotto già ci speravo. In fondo anche l'anno scorso li abbiamo giocati".
Entrambi i tecnici che vi hanno allenato quest'anno hanno elogiato il vostro gruppo: è questa la vostra forza?
"Si, il nostro è un gruppo stupendo, giovane e unito. Certo che, essendo molto giovani, ci manca esperienza: questo si è visto anche nel momento difficile che abbiamo vissuto. Con una squadra un po' più esperta la nostra crisi forse sarebbe durata la metà".
E il cambio di allenatore vi ha oggettivamente aiutato ad uscire da quel momentaccio: come?
"Indubbiamente, mister Favaretto ha lavorato soprattutto sulla testa, visto che tecnicamente e tatticamente la squadra è molto forte. Il problema era il fattore mentale, anche se poi non si sa mai la causa precisa di una crisi".
Come valuta il calendario che avete di fronte?
"Di sicuro quello del Teramo è più facile e dobbiamo stare attenti al loro ritorno. Noi abbiamo tutte partite difficili, a parte l'ultima ad Aversa e la quartultima a Melfi, che speriamo si salvi il prima possibile e non si giochi nient'altro (gli impegni che attendono l'Aprilia sono, nell'ordine, le trasferte di Pontedera e Martina, il Melfi in casa, il Gavorrano fuori, il Chieti in casa e l'Aversa fuori, ndr). Ormai raggiungere il secondo posto è molto difficile, perché i punti di distacco sono tanti e le partite rimaste poche. Anche vincendo a Pontedera, la missione resterebbe complicata".
Non segnate moltissimo, ma vincete spesso di misura: si può parlare di un Aprilia cinico?
"Sì, si può dire così. Le prime partite non sono veritiere, infatti all'esordio abbiamo vinto 5-1. Poi certo che nel girone di ritorno è tutto più difficile perché le altre si rinforzano, quindi noi prendiamo quello che viene e ci accontentiamo di vincere anche con un solo gol di scarto".
Lei è ad Aprilia ormai da due anni: piazza e società sarebbero pronte per la Prima Divisione?
"Per me si. La nostra è una piazza tranquilla, dove si sta bene. La nostra è una di quelle società molto sane, che eroga gli stipendi regolarmente, ed è anche ambiziosa: lo si vede dagli investimenti fatti, compresi quelli di gennaio quando sono arrivati giocatori importanti come Lattanzio, Comini, Mariotti e Hanine".
Il suo obiettivo è la doppia cifra? Magari da raggiungere anche ai playoff...
"Magari, sarebbe molto bello anche se non mi ritengo un bomber di razza. Ma l'importante è arrivare ai playoff: la doppia cifra farebbe molto piacere ma non è un obiettivo primario".
Infine, a chi va il suo voto per i nostri TLP Awards? Dire “Favaretto” non vale...
(ride, ndr) "Per la Seconda Divisione io dico Vivarini: l'ho sempre stimato, per me è uno dei migliori allenatori che ci siano in circolazione. In Prima voterei Camplone".


