Martina, il Presidente Muschio a TLP: "Fase di acuta riflessione, occorre uno scossone da parte di tutti"
Sono giorni importanti al Martina per il presente e il futuro della società. Domenica pomeriggio contro il Borgo a Buggiano si è chiusa una stagione, la prima dal ritorno nei Pro, partita con ben altri auspici, culminata con una salvezza proprio negli ultimi novanta minuti.
Neanche il tempo di tirar fuori lo champagne dal frigo, che arrivano come un fulmine a ciel sereno le dimissioni del Direttore Generale Michele Petrosino, che in conferenza stampa mette a conoscenza la cittadinanza e i mezzi di informazione del suo passo indietro. A seguire arriva l'annuncio (su un noto social network) di identica decisione da parte del vicepresidente Adriano Favia.
A questo punto c'è da provare a capire qualcosa in più su questa vicenda e noi di TuttoLegaPro.com abbiamo contattato in esclusiva il numero uno del club pugliese, l'avvocato Donato Muschio Schiavone.
Persona molto disponibile, ci ha spiegato in maniera sintetica e molto lineare come stia realmente la situazione in seno al Martina calcio.
Presidente, al sud c'è un proverbio che dice: "passata la festa, gabbato lu santu". In parole povere, estremizzando il concetto: arrivata la salvezza tutti vogliono farsi da parte.
"Capisco molto bene il senso della sua domanda e le dico che questo è un momento di riflessione acuta da parte di tutte le componenti della società. Perchè questo avvenga deve esserci un incontro con le persone che hanno voce in capitolo e vedere che strada intraprendere per il futuro".
Dopo la gara di domenica si è dimesso il Direttore Generale Michele Petrosino.
"Abbiamo preso atto della sua decisione, ma al momento la società non avendo ricevuto comunicazioni ufficiali, si riserva di prendere posizione sul tema. Petrosino è una figura importante all'interno della società ed è molto conosciuto in zona. E' lui che porta avanti il discorso del reperimento di fondi come sponsorizzazioni e quant'altro, quindi sarebbe una perdita non da poco per noi".
Anche Favia, vicepresidente del club, ha deciso per un passo indietro. Lo ha comunicato tramite un noto social network
"Guardi, io non amo particolarmente la realtà virtuale di certi social network e non sono nemmeno iscritto a nessuno di questi. Sono abituato, anche per il lavoro che faccio, a confrontarmi con le persone. Vedremo di incontrarci anche con Favia per capire le sue intenzioni e decidere di comune accordo il da farsi".
Cosa deve avvenire perchè non finisca la "favola Martina"? Ricordiamo che la società è partita dalla Prima Categoria pugliese ed è arrivata in quattro anni in Lega Pro.
"Cosa deve avvenire dice lei. Semplice: noi vogliamo che ci sia uno scossone da parte della cittadinanza. Lo stesso che abbiamo sempre sentito negli ultimi anni. Vede, noi siamo un gruppo vincente, ma non siamo dei benefattori e nemmeno vogliamo passare per tali. Da tenere in considerazione anche l'aspetto che quest'anno abbiamo pagato uno scotto derivante anche dall'inesperienza di non conoscere a fondo il mondo del calcio e di chi vi gravita intorno. Siamo persone per bene che fanno calcio per passione e ovviamente in questi incontri che avremo nei prossimi giorni ci confronteremo per capire chi vuole stare al passo e continuare a fare le cose per bene e chi invece intende scendere, cosa per altro del tutto legittima".
Lei parla di inesperienza: su cosa nello specifico?
"Bé devo dire che negli ultimi anni siamo sempre riusciti ad amalgamare lo spogliatoio, cosa che quest'anno ci è riuscita meno e abbiamo sofferto fino alla fine".
Da cosa è dipeso secondo lei?
"Diciamo che nel calcio esiste una figura che è il procuratore, atta più a crear confusione che a portare dei vantaggi alle due controparti: società e giocatore. Questo stato di cose comporta danni che non è sempre facile ricucire, come lei potrà immaginare. Purtroppo - mi permetta la battuta - queste sono cose che capitano quando devi affidarti a mani esterne che in un certo senso ti fanno la squadra, ma con soldi tuoi. Di questo aspetto ne ho parlato recentemente con il Direttore Generale della Lega Pro, Francesco Ghirelli. C'è bisogno che ogni società si crei un settore giovanile in proprio e si evita questo "bagno di sangue" che avviene per via di certe operazioni che danneggiano i club più che avvantaggiarli. Noi abbiamo cresciuto ragazzi come Memolle e Leuci, per dirle i primi due nomi che mi vengono in mente, andando a prenderli nelle periferie della regione. In questo modo si crea un circuito virtuoso, che porta solo dei vantaggi a tutti".
Presidente, nei giorni scorsi si è aperta un'inchiesta da parte della Procura Federale della Figc sulla partita Martina-Aprilia. Lei cosa ci può dire al riguardo?
"Cosa posso dirle su questa partita. E' stata come le altre e mi chiedo come si possano aprire indagini del genere su certe cose, ma sia chiaro che se qualcuno ha danneggiato il Martina con un comportamento poco limpido e lineare, noi siamo più che favorevoli a questa inchiesta. Comunque su questo voglio anche dire che noi fino alla settimana prima eravamo in corsa per un posto nei play off, obiettivo che ci eravamo posti ad inizio stagione, ma dopo quella partita c'è stato un netto calo dal punto di vista della tensione nervosa da parte della squadra, notato anche dalla tifoseria, che ci ha portato a soffrire fino alla fine".
Prima di chiudere volevamo chiederle cosa ne pensa dell'apertura da parte del Comune di Martina nei confronti della società. Da quello che abbiamo letto, ci dovrebbe essere un incontro nel fine settimana.
"Si si, ho letto anche io questa cosa e non può che farmi piacere, ma quello che ci tengo a puntualizzare è la richiesta di uno scossone da parte della città e di chi è interessato a fare calcio con noi. Noi siamo abituati a fare le cose per bene. Se ci sono i presupposti, non ho dubbi per pensarla diversamente, si può mettere in piedi una squadra che punti a qualcosa di importante anche la prossima stagione. Non dimentichiamo che noi in quattro anni siamo arrivati dalla Prima Categoria alla Lega Pro. Quante società possono vantare in tempi recenti una cosa simile?".


