Improta a TLP: "L'Aquila non ha deluso, ora mettiamo la ciliegina. Quest'anno la doppia cifra è servita..."
11+1. Un bottino realizzativo mica male quello fatto registrare da Umberto Improta, attaccante classe '84, alla sua seconda stagione a L'Aquila. Con undici reti nella regular season, molte delle quali decisive (si ricordino quelle con Aversa, Arzanese e Foligno), l'attaccante napoletano ha contribuito in modo consistente al raggiungimento dell'obiettivo playoff: il minimo per una rosa forte come quella rossoblu. E, per non farsi mancare niente, Improta ha timbrato il cartellino anche nell'andata degli spareggi, contro il Chieti. Gli abruzzesi hanno così prevalso 2-0 (raddoppio ad opera di Carcione), mettendo un'ipoteca sulla conquista della finale valida per la promozione in Prima Divisione.
Noi di TuttoLegaPro.com abbiamo contattato in esclusiva Improta. L'ex attaccante, tra le altre, di Salernitana, Bellaria, Lanciano, Sudtirol e Lumezzane si è disimpegnato tra vari argomenti: segue l'intervista completa.
L'Aquila fuori dalle prime quattro: ad inizio stagione nessuno se lo sarebbe aspettato. O no?
"Beh, l'obiettivo era fare meglio rispetto all'anno scorso, quando non avevamo raggiunto i playoff. Però ad un certo punto della stagione eravamo a -2 dalla seconda, quindi non ti nego che abbiamo cercato la promozione diretta. Ma il calcio è strano, ci vuole anche un pizzico di fortuna ed invece in stagione abbiamo vissuto momenti un po' difficili. Ritengo che la qualificazione ai playoff sia da considerare come un successo abbastanza importante: ora ci siamo dentro, abbiamo iniziato bene e cercheremo di vincerli".
Però la squadra c'è. Secondo lei cosa non vi ha permesso di agguantare il Pontedera e la promozione?
"Si, la nostra rosa è abbastanza forte, composta da diversi elementi che hanno giocato in categorie superiori. Ciò che ci è mancato è stata la continuità, anche se poi è difficile stabilire le cause esatte di una mancata impresa. Di certo la Salernitana ha fatto un campionato strepitoso dopo un inizio difficile, mentre il Pontedera era meno quotato alla vigilia ma ha trovato la giusta quadratura nel corso della stagione: il campionato ha detto che entrambe sono state più forti di noi. Bisogna fargli solo i complimenti".
Sentite l'etichetta di favoriti, tra le quattro qualificate ai playoff?
"Ma a dir la verità non tutti ci davano per favoriti prima del match col Chieti. Effettivamente siamo la squadra più esperta delle quattro, ma guardando la classifica le favorite dovrebbero essere Aprilia e Chieti. Di certo i playoff sono un mini torneo a sé stante rispetto al campionato. Per noi è stato importante vincere la prima in casa, anche perché durante la stagione tra le mura amiche abbiamo sofferto parecchio. Domenica, invece, anche grazie al numeroso pubblico siamo riusciti ad invertire la tendenza".
A proposito di pubblico: a Chieti non potrete contare sul sostegno della tifoseria organizzata. Probabilmente sarà lo stesso in finale, in trasferta. Cosa pensa della decisione degli ultras di non seguirvi lontano dal Fattori (dettata dalla protesta contro Tessera del Tifoso e Articolo 9, ndr)?
"Simili scelte vanno rispettate, anche se spero che cambino idea perché il supporto dei tifosi è sempre fondamentale. Sembra che comunque qualcuno ci seguirà a Chieti: ovviamente noi giocatori preferiremmo che i nostri tifosi ci seguissero in massa anche in trasferta. Domenica, però, sono accorsi in tanti al Fattori ed hanno anche organizzato una bellissima coreografia, dandoci una grossa mano. Questo mi ha reso molto contento".
Chi fa più paura tra Teramo ed Aprilia?
"Innanzitutto non siamo ancora in finale. Domenica sarà molto, molto difficile: il Chieti è una buona squadra e ha fatto tanti risultati positivi in casa. Se tutto va bene, poi penseremo alla vera e propria finale. Più o meno penso che Teramo e Aprilia siano allo stesso livello; il Teramo ha dalla sua il grande entusiasmo, derivato dalla conquista dei playoff all'ultima giornata. Di certo per noi le motivazioni saranno tantissime: non saprei dirti chi preferirei incontrare".
Come valuta la sua stagione a livello personale?
"Sono contento, sono andato in doppia cifra per il secondo anno consecutivo qui a L'Aquila e ho anche segnato contro il Chieti, iniziando bene i playoff. Quest'anno sono certamente più contento dell'anno scorso, quando la doppia cifra non servì a nulla. Stavolta invece, grazie anche ai tifosi e ai compagni, abbiamo raggiunto i playoff: manca solo la ciliegina sulla torta, speriamo di raggiungerla attraverso questi fondamentali spareggi".
Mai, in altre piazze, ha segnato come ha fatto a L'Aquila. La sua volontà è quella di continuare a vestire questa maglia anche l'anno prossimo?
"Nel calcio non si può mai dire: di certo io e la mia famiglia a L'Aquila stiamo bene. Vediamo come finiranno i playoff, poi si discuterà con la società. Ora, comunque, sono concentrato sul finale di stagione. L'ambizione di salire di categoria ci sarà fin quando giocherò: quest'anno voglio farlo con L'Aquila".
Lei ha debuttato a Salerno, calcando anche i campi della Serie B. Questa Salernitana è già pronta a tornare nel calcio che conta?
"Salerno è una piazza che deve ambire a categorie superiori. Lì si è sempre fatto un ottimo calcio e c'è un grande pubblico: l'anno prossimo tenteranno di vincere il campionato e secondo me hanno già un'ottima squadra: confermando chi ha giocato con continuità quest'anno e con qualche innesto possono fare molto bene. A mio modo di vedere, la Salernitana merita almeno la Serie B".


