ESCLUSIVA TLP - Fabio Gallo: "2^ Divisione di qualità, come non mai. I tecnici devono essere più uniti. Vi spiego cos'è successo a Brescia..."
Quando i soldi non fanno la felicità. Fabio Gallo, ex allenatore della Giacomense, ha preferito salutare Brescia prima del campionato per problemi ambientali. Senza firmare il contratto da secondo che la società lombarda gli aveva messo davanti. Una scelta intelligente, visto che il mister Marco Giampaolo, pochi giorni fa, ha deciso di lasciare le rondinellesempre per contrasti con la tifoseria. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva l'ex Atalanta Gallo per i suoi lettori.
Da osservatore e intenditore, prime impressioni dalla Lega Pro?
"Seguo molto il il girone A di 2^ Divisione, lo conosco meglio. L'Alessandria si è ripresa, dopo un inizio balbettante. Per me farà un campionato di vertice, è molto forte. Al contrario ho visto in difficoltà il Castiglione, soprattutto se confrontato a quello della passata stagione. Pure la Spal sta facendo fatica ma ha una squadra competitiva.
Per il resto la sorpresa di questa Lega Pro è il Pontedera, di domenica in domenica sta facendo benissimo. Il Lecce la delusione, fino a questo momento. E' una grossa incognita, non si capisce come sia possibile ritrovarsi in fondo alla classifica con una rosa del genere. Ma prima che vengano fuori i valori reali ci vorranno altre cinque giornate".
A Brescia sia lei che Giampaolo avete deciso, in tempi diversi, di auto-esonerarvi. Come mai?
"Si sono create situazioni strane, non c'è stata la stima necessaria per lavorare in tranquillità. Questo la dice lunga sullo stato d'animo di Giampaolo nei mesi passati a Brescia. Prima ha dovuto affrontare la mia grana, poi ha avuto il problema del confronto con Calori. In entrambe le situazioni non aveva colpe: nel primo caso si è fatto pesare a dismisura il mio passato all'Atalanta, nel secondo è stata la società a dividersi da Calori, che tanto bene aveva fatto nella scorsa stagione. Credo che Giampaolo sia andato via per poca chiarezza con la società: un conto è avere l'obiettivo dichiarato di vincere, con una squadra competitiva, un altro è avere in mano un gruppo che deve crescere molto e idee poco chiare sugli obiettivi. In questo caso la comunicazione diventa fondamentale".
Si è parlato di un mister scomparso dopo che i tifosi avevano inneggiato a Calori...
"Giampaolo domenica aveva comunicato le sue dimissioni irrevocabili ed è rimasto a Brescia ulteriormente per tre giorni. Quindi non è scappato, come sottolineato da parte della stampa. Anche qui è mancata la parte comunicativa".
Si ritiene fortunato perché potrà ancora allenare, a differenza di mister Giampaolo?
"Viste come sono andate le cose possiamo dire di si, ma solo in parte. Perché sono stato privato della possibilità di migliorare professionalmente con un allenatore verso il quale nutro grandissima stima. Avrei potuto firmare il contratto e poi chiedere la rescissione. E invece ho rinunciato a dei soldi perché non ero andato lì per questioni economiche. Peccato perché ho perso tutto luglio e agosto convinto di aver trovato squadra. Adesso non c'è nulla di concreto, solo qualche chiacchiera. Nel frattempo mi documento, rimango molto attivo aggiornandomi. Alessandria-Spal sarà il prossimo match che vedrò. Rimango alla finestra e aspetto una possibilità di lavoro".
Le dispiace non allenare nell'ultimo anno della 2^ Divisione?
"Si, molto. Quest'anno tutte le squadre sono molto attrezzate, la qualità è maggiore rispetto alle passate stagioni. Prima per salvarsi bastava non arrivare in fondo al gruppo, ora servirà entrare nella parte sinistra della classifica".
Il giocatore che vorrebbe nella sua prossima squadra?
"Mi piacerebbe allenare Cozzolino, giocatore di grandissimo spessore e qualità. Un ottimo investimento della Spal che lo ha preso dalla Pro Patria. Peccato non averlo avuto in rosa la passata stagione, prima che il titolo della Giacomense si spostasse a Ferrara.
Ho visto anche numerosi giovani districarsi bene in queste prime giornate. Quando un giovane è bravo gioca a prescindere, contributi o meno. Le società devono essere brave a pescare gli under più meritevoli, adatti per la categoria".
Come vede la categoria dei tecnici nei prossimi anni?
"Con la riforma le squadre professionistiche saranno sempre meno e gli allenatori abilitati sempre di più. Dovremo essere uniti come categoria per evitare di diventare zimbelli della società. Se uno di noi viene esonerato, il subentrante non deve vendersi per pochi euro. Deve avere la forza di farsi rispettare contrattualmente".


