Braglia: "Io a Sorrento ? Perchè no, ma ..."
Piero Braglia è un’altra idea, non meno concreta rispetto a quella che porta a Stringara, per la successione di Gianni Simonelli. “Sono onesto – spiega proprio Braglia -, finora non c’è stato alcun contatto con il Sorrento. Non mi ha chiamato nessuno. Al momento, quindi, sono solamente voci”. Focoso, determinato, convinto delle proprie capacità e vincente: Braglia sembra incarnare il tecnico ideale per le ambizioni della famiglia Gambardella. Ma prenderebbe in considerazione l’ipotesi Sorrento? La risposta è eloquente. “Perché non dovrei? In assoluto, adesso, sono disposto a sposare solo un progetto ben definito, dettagliato, solido. Non c’è nessuna differenza se l’obiettivo prefisso è quello di vincere il campionato o di conquistare la salvezza: a me basta che una proposta nei miei confronti sia sostenuta da una programmazione seria. La squadra può essere formata da giovani o senatori: in assoluto, per me, non è un problema, basta che ci sia gente che in campo lotti con cuore e cattiveria. Questo è il mio pensiero in generale perché, ripeto, al momento con il Sorrento non c’è nulla”.
Toscano di Grosseto, in panchina ha ottenuto quattro promozioni con Colligiana (dalla D alla C2), Montevarchi (dalla C2 alla C1), Catanzaro (dalla C1 alla B) e Pisa (ai playoff in B).


