Catania, Longo lancia la sfida alla Scafatese: "Voglio continuità, niente cali di tensione"
Dopo il convincente successo per 4-0 contro il Cosenza, il Catania di Emilio Longo torna in campo al "Massimino" per la quarta giornata del Girone C di Serie C, dove affronterà la neopromossa Scafatese. In conferenza stampa della vigilia, il tecnico rossazzurro ha tracciato la strada da seguire, mettendo in guardia i suoi dai pericoli della sfida e richiamando la squadra a mantenere altissima la concentrazione per dare continuità di prestazioni e risultati. Di seguito le dichiarazioni raccolte da CataniaToday:
Mister Longo, che tipo di gara vi aspettate contro la Scafatese e qual è la condizione mentale del gruppo dopo il 4-0 al Cosenza?
"Adesso la cosa più importante è dare continuità, avere lo spirito giusto e interpretare al meglio la fase di non possesso e le transizioni negative. La Scafatese è una squadra interessante e ben strutturata, che per i nomi a disposizione non sembra affatto una neopromossa. Hanno giocatori di qualità come Emmausso, che è un calciatore estemporaneo e non dà punti di riferimento. Dobbiamo alzare al massimo la soglia dell'attenzione: in questo girone non esistono partite facili. Siamo stati bravi a creare un ambiente equilibrato, non ci siamo demoralizzati dopo le sconfitte e non dobbiamo esaltarci ora".
Sotto l'aspetto tattico e dei singoli, ci sono novità tra difesa e centrocampo in vista della formazione titolare?
"Ho ancora quattro o cinque opzioni nella mia testa e sceglierò all'ultimo. Quaini è un giocatore eccellente e aggressivo: sto valutando se impiegarlo anche nella linea difensiva. Per quanto riguarda Allegretto, ha avuto una frattura alla mano, un dettaglio non da poco per un difensore. Su Vallocchia e Raimo stiamo facendo le giuste valutazioni sul minutaggio e sui reintegri. Non ho preclusioni per la difesa a tre o a quattro: se ho calciatori forti che vanno a mille, il modulo si adatta alle loro caratteristiche".
Quali sono gli aspetti principali su cui avete lavorato per migliorare la manovra?
"Un aspetto su cui dobbiamo crescere sono sicuramente i calci piazzati: ne battiamo tanti, ma serve migliorare la traiettoria e la capacità di occupare gli spazi in area. In fase di possesso cerchiamo rotazioni continue per non dare punti di riferimento, anche se al momento lo facciamo ancora con sufficienza. Soltanto sulle idee di gioco non transigo: pretendo una squadra che provi sempre a dominare con il pallone".
Con tre gare ravvicinate alle porte, come vive la responsabilità di guidare una piazza importante come Catania?
"I calciatori dovranno essere tutti utili alla causa, la gara più importante resta sempre la prima. Per me essere qui è la realizzazione di un percorso partito 26 anni fa dalla Terza Categoria. Non può esserci preoccupazione in me per un sogno che sto vivendo: la proprietà ha allestito un organico importante e noi dobbiamo diventare al più presto competitivi ai massimi livelli".
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