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ESCLUSIVA TLP - Poerio Mascella: "In Prima Divisione si vivacchia: pochi giovani all'altezza. La paura fa saltare le panchine in Seconda Divisione"TUTTOmercatoWEB
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
giovedì 7 novembre 2013, 00:43Interviste TC
di Nicolò SCHIRA
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Poerio Mascella: "In Prima Divisione si vivacchia: pochi giovani all'altezza. La paura fa saltare le panchine in Seconda Divisione"

Dopo il primo bimestre di campionato è tempo di bilanci in Lega Pro. Per questo motivo TuttoLegaPro.com ha deciso di affidarsi all'ex diesse della Ternana Poerio Mascella per analizzare le sfaccettature riguardi Prima e Seconda Divisione.

In settimana sono saltate ben sei panchine: da diesse che idea si è fatto in merito alla raffica di esoneri?

"Tanti cambi sono un po' figli dell'improvvisazione estiva. In Seconda Divisione in molti pensavano che fosse tutto facile, visto che a disposizione c'erano parecchie promozioni. In alcuni casi si è puntato su tecnici inesperti o non all'altezza della categoria e alle prime difficoltà le società si sono così rifugiate in mister esperti e navigati. Diversa la situazione al piano di sopra; infatti in Prima Divisione si sono palesati pochissimi avvicendamenti in quanto non ci sono retrocessioni. Una eccezione è stata la Carrarese, perchè la piazza dopo due anni difficili esigeva una svolta. Fermo restando che Braghin rimane un buon tecnico, anche se evidentemente non ha legato con l'ambiente e la squadra".

Da osservatore e addetto ai lavori che ne pensa di tutte le squadre di Prima Divisione imbottite di giovani?

"C'è la convinzione di aver fatto una buona squadra, ma qualcuno si è fatto prendere la mano esagerando con gli under. In Prima Divisione ci davvero pochi talenti emergenti. Ci sono giovani più interessanti, paradossalmente, in Interregionale che nell'ex Serie C1. Mi auguro che il livello si alzi nelle prossime giornate, perchè al momento in Prima - tolte le big che ambiscono al salto di categoria - il livello è basso. Le mancanza di retrocessioni avrebbe dovuto spingere i club ad osare più che a vivacchiare, badando semplicemente al reclutamento degli introiti derivanti dai contributi. Mi sarei aspettato maggior programmazione: è un anno buttato via per molte società che non stanno gettando le basi per la prossima stagione".

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