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ESCLUSIVA TLP - Monza, Candido: "Il presidente in panchina ha portato più stimoli. Dico grazie al Trap e a Strama perché..."TUTTOmercatoWEB
Roberto Candido
© foto di Flavio Mazzoleni/Monza-News.it/TLP
giovedì 12 dicembre 2013, 10:00Interviste TC
di Valeria DEBBIA
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Monza, Candido: "Il presidente in panchina ha portato più stimoli. Dico grazie al Trap e a Strama perché..."

Si reputa un trequartista atipico, gli piace creare occasioni, offrendo assist per i compagni ma domenica scorsa è stato suo il gol che ha sbloccato il risultato di Monza-Forlì (terminata 3-0, ndr). Il fantasista dei biancorossi brianzoli Roberto Candido si è reso poi protagonista anche sulla seconda rete, siglata da Anghileri venendo premiato come uno dei "man of the match" nientemeno che da Giovanni Trapattoni, presente in tribuna al "Brianteo". In questa intervista esclusiva concessa ai microfoni di TuttoLegaPro.com, Candido - oltre ad analizzare le prestazioni offerte dal Monza nelle ultime gare, che hanno portato anche alla qualificazione in semifinale di Coppa Italia Lega Pro - ripercorre la sua giovane carriera, svelando l'importanza di Andrea Stramaccioni (tecnico che lo ha allenato nelle giovanili dell'Inter, ndr) nel suo percorso di crescita.

Roberto, non possiamo che partire con la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia Lega Pro: so che tu non eri tra i convocati, ma i tuoi compagni sono riusciti a rifilare tre reti al Vicenza, squadra di 1^ Divisione, e quindi chiudere il mini-girone a punteggio pieno. 
"Ho sentito i compagni e mi hanno confermato la grande prestazione. Era quello che ci aspettavamo: sapevamo che scendendo in campo con l'atteggiamento giusto, avremmo potuto portare via i tre punti e quindi la qualificazione".

E' stata la seconda vittoria consecutiva di Coppa: prima era arrivata quella con la Virtus Entella. E' vero che i liguri si erano presentati al "Brianteo" in formazione rimaneggiata, ma i veneti invece avevano in attacco un giocatore del calibro di Tiribocchi.
"Sono convinto che in queste partite conti poco il nome del giocatore in sé. E' fondamentale lo spirito di squadra: sia con l'Entella sia col Vicenza abbiamo dato prova di forza ed unione. Siamo un gruppo solido e per questo non abbiamo avuto problemi contro due grandi squadre di 1^ Divisione. Sono state due vittorie meritate".

Spostando l'attenzione sul campionato, domenica scorsa è arrivato un successo contro il Forlì che vi ha in un certo senso risollevati, visto che venivate da cinque giornate in cui non eravate più riusciti a conquistare i tre punti. Quanta importanza ha avuto il presidente Armstrong, che già da tre domeniche siede in panchina?
"Ti dico la verità: è stata una cosa strana per noi. A me personalmente non era mai successo di avere il presidente in panchina durante la gara. Da un lato può apparire particolare, ma di certo ci ha dato delle motivazioni in più. Sul piano delle prestazioni - con lui in panchina - ne abbiamo avute di più ma anche meno buone. Non dico che sia merito suo, ma la sua presenza ha comunque fatto piacere a noi giocatori".

Quanto invece ti ha fatto piacere che un allenatore del calibro di Giovanni Trapattoni, presente al "Brianteo" domenica scorsa e stuzzicato su chi fossero i giocatori del Monza che più gli erano piaciuti, abbia nominato proprio te [LEGGI QUI]?
"L'ho ringraziato pubblicamente e personalmente. E' stato un onore ricevere i complimenti di un grande del calcio italiano, come lui".

Entrando nel dettaglio della tua carriera non possiamo che chiederti qualche aneddoto del periodo trascorso nelle giovanili dell'Inter, dove sei stato allenato da Andrea Stramaccioni, come il tuo compagno di squadra Giovanni Terrani.
"Non ho aneddoti particolari, ma ti posso raccontare che nel corso della stagione trascorsa con lui in panchina ho avuto alti e bassi nelle prestazioni. Non sono riuscito a rendere in mondo costante durante l'anno, avendo a volte dei cali. Però lui mi ha insegnato tanto, nonostante non abbia collezionato numerose presenze. Lui ha cercato di inculcarmi di essere più decisivo: io infatti mi perdevo spesso nei dribbling e lui mi rimproverava davanti alla squadra, prendendomi quasi in giro. Però così ho imparato a metterci più cattiveria. In conclusione posso dire che è un tipo veramente molto simpatico".

Dopo quell'esperienza ne hai avuta una nelle giovanili del Sassuolo. Con i neroverdi sei riuscito persino a debuttare in Serie B con la maglia da titolare restando in campo per ben 90 minuti, anche se immagino che non sia un ricordo del tutto positivo, visto che in quell'occasione il Siena vi rifilò un poker di reti.
"Assolutamente sì. E' stato un momento particolare: era l'inizio della mia carriera. Andai in prestito al Sassuolo per fare esperienza in Primavera. Nel girone di ritorno - dato che stavo facendo un grande campionato - venni premiato con alcune convocazioni in Prima Squadra. Ci fu poi un momento di emergenza e il mister decise di buttarmi dentro nell'undici iniziale: è stato un grande piacere, al di là del risultato finale. E' stata una grande esperienza che mi porterò dentro per sempre. Sperando di tornare sugli stessi palcoscenici il più presto possibile".

Poi il trasferimento al Sudtirol ed infine al Monza, squadra che comunque ti aveva già cercato nel gennaio 2013. Ma tu, nonostante con la maglia degli altoatesini non stessi passando un gran momento (solo sei le presenze in quella stagione, sempre da subentrato, ndr), allora rifiutasti.
"Sì, al Sudtirol è stata la mia prima stagione completa tra i professionisti: ovviamente speravo di avere più spazio, ma quando a gennaio il direttore del Monza, Gianluca Andrissi, mi cercò decisi - per motivi personali e per motivi legati ai rapporti tra le due società - di rimanere comunque in Alto Adige. La mia speranza era di ottenere più spazio nel girone di ritorno, cosa che poi non è avvenuta. In fin dei conti il mio trasferimento al Monza è stato solo rinviato a giugno. Sono contento di questa decisione: è stata la scelta migliore per me".

Rispetto alla stagione scorsa in 1^ Divisione, che livello qualitativo hai trovato quest'anno in 2^ Divisione? 
"L'anno scorso ero in una squadra qualitativamente più forte rispetto a quanto visto in 2^ Divisione. Ma il Monza di quest'anno - da un punto di vista caratteriale - è comunque forte e vincente. Di certo la qualità della 1^ Divisione in questa stagione si è abbassata molto a causa della mancanza di retrocessioni. Mentre si è alzato notevolmente il tasso in 2^: lo abbiamo dimostrato proprio noi, andando a vincere contro due club di 1^ Divisione in Coppa Italia. Personalmente io l'anno scorso ho fatto un po' fatica, forse perché era il mio primo anno e dovevo trovare il ritmo partita. Quest'anno lo sto trovando, è aumentata la mia esperienza e sta diventando tutto più facile. Nonostante sia un campionato comunque molto difficile".

Domenica affronterete il Santarcangelo sul suo campo. I clementini condividono il primato col Bassano e proprio ieri al loro presidente, Roberto Brolli, è stato chiesto dal nostro portale se puntassero a superare i veneti. Lui ha quindi risposto: "Una cosa alla volta per carità. Prima c'è il Monza: una squadra molto forte che ha grandi individualità. Non possiamo permetterci di sottovalutarli" [LEGGI QUI].
"Giustamente, aggiungerei io. Noi andremo lì per vincere la partita, come è nostra mentalità. Andiamo infatti su ogni campo con quell'obiettivo. Poi si vedrà. Sicuramente sarà una gara ostica, lo sappiamo".

Ritroverete il vostro condottiero, mister Antonino Asta, al rientro dopo le tre giornate di squalifica.
"Sì, il mister ha scontato la squalifica e tornerà in panchina. Per noi sarà un'ulteriore motivazione perché lui è una persona che trasmette una carica incredibile. E il suo ritorno è molto importante per noi".

Siamo quasi al giro di boa di questo campionato, mancano solo due giornate al termine del girone di andata: se ti chiedo un nome - sia dei tuoi compagni sia degli avversari finora incontrati - su chi punteresti?
"Tra quelli che mi hanno colpito c'è Alessandro del Real Vicenza: non lo conoscevo, era la prima volta che lo incontravo. Sta facendo veramente la differenza nella sua squadra: è lui che è riuscito a trascinarli fino al primato momentaneo. Nel Monza quest'anno ho conosciuto tanti ragazzi - giovani ed esperti che hanno vinto tanto nella loro carriera - e non mi va molto di fare dei nomi perché rispetto tutti. Ci sono giocatori che mi piacciono proprio come tipologia: ad esempio Vita. Dico lui perché sa ricoprire più ruoli e con lui mi trovo benissimo. Ma potrei dirti Valagussa e lo stesso Gasbarroni, anche se ora non sta bene. Sono tanti i giocatori che mi piacciono nella mia squadra".

Invece guardando fuori dalla Lega Pro, abbiamo scoperto che ti ispiri al centrocampista del Barcellona Andrés Iniesta e all'attaccante della Juventus Sebastian Giovinco.
"Iniesta per me è "il calcio". Mentre Giovinco era esemplificativo di una tipologia di giocatore a cui mi ispiravo fino a qualche anno fa. Ora un po' meno. Penso comunque di somigliargli fisicamente e per come andiamo a cercare la giocata in campo".
 

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