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Cesare Di Cintio: Questo calcio sta per morire, ecco come rialzarsi
venerdì 4 giugno 2010, 00:00Il Punto
di Cesare Di Cintio
per Tuttoc.com

Cesare Di Cintio: Questo calcio sta per morire, ecco come rialzarsi

Nato a Bergamo il 1 luglio '72, vive e lavora tra Bergamo e Milano. Svolge la professione legale, specialista in risanamenti aziendali. Iscritto all'Ordine degli Avvocati di Bergamo da luglio 2002. Manager Sportivo.

Il calcio italiano sta subendo una condizione problematica sotto diversi punti di vista a livello economico. La Lega Pro, così come alcuni club di Serie B, dovranno il prima possibile adattarsi alla nuova filosofia calcistica che dovrà prevedere più attenzione ai bilanci, senza distogliere l'opportunità di fare business per alimentare in maniera consistente la possibilità di investire nuove risorse per raggiungere determinati obiettivi calcistici. Una società di calcio ormai è ispirata al modello aziendale, e senza una programmazione e un'attenta analisi di ciascun bilancio è ora difficile poter condurre in maniera perfetta un club, dalla Serie A alla Lega Pro.

L'imprenditore che investe nel calcio deve avere un ritorno economico, anche indiretto. Il club deve esser autosufficiente e deve sapersi autogestire senza dipendere dal singolo imprenditore. Molti patron della categoria stanno invocando importanti aiuti a livello economico, ma senza una seria programmazione rivolta a tutti coloro disposti a sposare il progetto, sarà difficile agganciare nuovi partner.  Tanti squadre si stanno giocando la permanenza nel calcio che conta, la salvaguardia del proprio titolo sportivo e del rispettivo blasone.

La Lega Pro sta ora vivendo la situazione difficile del Mantova di Lori. Sicuramente il lavoro che è da fare penso che non sia indifferente, ma son certo che nulla è impossibile e tutti i team che sono alla ricerca disperata di soluzioni in grado di fronteggiare questa situazione delicata del calcio, può dare sbocco ad una serie di nuove attività di marketing e investimenti per il territorio non indifferenti ai Comuni, alle istituzioni e, soprattutto a nuovi partner.

Per dare una grossa scossa si è giunti al momento di portare al centro nuove idee imprenditoriali e manageriali. Il mio compito è quello di fare funzionare al meglio la società sportiva oppure risanarla nei casi di situazioni prefallimentari, ma allo stesso tempo un club "sano" può avvalorare la propria forza confermandosi in certi palcoscenici calcistici.  Lo sport è da coniugare alle attività economiche e, prevalentemente, in un determinato territorio al fine di valorizzare la città e la realtà calcistica che lo rappresenta. La gestione di una società di calcio è ispirata al modello aziendale. Ritengo che un club di calcio debba avere due organigrammi, uno aziendale e uno tecnico, entrambi coordinati da un manager con competenze tecniche e aziendali in modo tale che possa produrre utili e non perdite. Per fare questo è importante definire la strategia aziendale preventivamente.
L'imprenditore che investe nel calcio deve avere un ritorno economico, anche indiretto. Per questo è necessario uno studio preventivo tramite vere e proprie proiezioni di mercato. La società di calcio deve esser, secondo questo modello, autosufficiente e poter vivere di vita propria senza legare il proprio destino a quello del singolo imprenditore. Molte realtà calcistiche, che fino a poco tempo fa si basavano unicamente sul profilo economico del cosiddetto “Patron”, che le teneva in vita, poi sono letteralmente cadute a picco.

Il nodo stadio, che coinvolge ora diverse società italiane, dalla A alla Lega Pro, è molto determinante in questo tipo di discorso. La società di calcio dovrà negli anni immobilizzare, ovvero rendere concreto il proprio patrimonio tramite l'investimento d’immobili. Nel mondo del calcio di oggi è un’opportunità di guadagno, poiché potrebbe esser sede anche di altri eventi: concerti, eventi culturali e sportivi legati al territorio. La società, in questo modo, guadagna tutto l'anno e, inoltre, avrebbe una maggiore affidabilità rispetto alle banche. In questo sistema, però, la politica e i Comuni dovrebbe agire in maniera più consensuale a seri progetti di gestione manageriale di un club attraverso lo stadio. 
E' sempre più importante fare del sociale, argomento trattato da poco a Roma al Coni. Associazioni benefiche come Live Onlus, per esempio, sono importantissime se accostate a società e calciatori di qualsiasi categoria.

Non è per niente tutto finito, sfide playoff e poi i grandi verdetti. Ci auguriamo che non arrivino degli altri verdetti in negativo sulle mancate iscrizioni di club di primo o secondo livello, perchè si può raggiungere la "salvezza" solo se non si perde tempo e si valuta al meglio la propria situazione calcistica.

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