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ESCLUSIVA TLP - Maurizi: "Con la Paganese addio consensuale. Ecco cosa non ha funzionato"TUTTOmercatoWEB
© foto di Prospero Scolpini/TuttoLegaPro.com
lunedì 30 dicembre 2013, 20:30Interviste TC
di Nicolò SCHIRA
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Maurizi: "Con la Paganese addio consensuale. Ecco cosa non ha funzionato"

Continua l'ecatombe di allenatori in Lega Pro. L'ultima panchina a saltare è stata quella della Paganese: mister Agenore Maurizi ha fatto spazio al tandem Fusco-Belotti. Un addio consensuale quello maturato fra il tecnico di Colleferro e il club azzurrostellato. Nonostante la squadra più giovane dell'intera Prima Divisione e le scelte spesso aziendaliste, le vedute di staff tecnico e dirigenza non coincidevano più. L'ex tecnico del Pergocrema si è raccontato in esclusiva a TuttoLegaPro.com.

Mister, da poche ore si è conclusa la sua esperienza a Pagani. Rimpianti?

"La vita va avanti e purtroppo ho fatto i conti con la realtà dei risultati, che nella nostra cultura calcistica sono legati solo alle vittorie. Personalmente valuto altri aspetti come la crescita dei giovani nell'ottica di un risanamento societario e il gioco espresso in campo, ma da noi conta solo il punteggio della partita domenicale".

Gli scontri diretti contro Viareggio e Barletta vi hanno visti vittoriosi; mentre contro le big come Frosinone, Pisa e Lecce sono piovuti complimenti, nonostante le sconfitte...

"Il livello attuale del Girone B di Prima Divisione è assimilabile ad una sorta di B2. Ci sono tantissime formazioni esperte ed attrezzate per il salto di categoria, eppure in campo abbiamo tenuto testa a tante squadre che avevano elementi reduci da campionati superiori. Non dimentichiamoci che la Paganese era piena di ragazzi al debutto nei professionisti: ciò si è riflettuto in alcune ingenuità, che ci sono costate punti pesanti nei minuti di recupero di alcune gare come a Frosinone o in casa col Lecce. Certo, se guardiamo meramente i risultati, il bilancio è negativo e ciò non si può negare. I perchè di questi risultati hanno aspetti differenti e queste valutazioni le lascio agli addetti ai lavori".

Si è parlato di divergenza di vedute in merito al mercato del club...

"I calciatori che sono arrivati hanno avuto il mio avallo. Tanti elementi che avevano richiesto hanno rifiutato di vestire la maglia della Paganese. Potrei fare almeno dieci nomi, ma non servirebbe a nulla. Personalmente ho voluto elementi come Zamparo, Beretta, Martinovic, Monopoli e Deli. Gli altri calciatori sono stati acquistati dalla società. Non voglio passare perciò come il capro espiatorio di una classifica non brillante e difficile".

Il progetto era biennale. Cosa non ha funzionato?

"Nel calcio si parla tanto di progetti e si impostano in estate squadre seguendo questi presupposti, ma in realtà alle prime difficoltà si bada solo ai risultati. Sono stato ingenuo e stupido io a ricascare nello stesso errore fatto l'anno scorso a Treviso, ma è l'ultima volta. Se non avrò le sufficienti garanzie tecniche, non accetterò più di allenare una squadra. Sono stato troppo aziendalista nell'ultimo biennio e alla fine ho pagato in prima persona. Basta guardare la media dell'età delle mie squadre in campo come fate voi di TLP in una rubrica specifica, per accorgervi di quanto sto affermando. Io pensavo al bene della società e lavoravo in prospettiva futura, valorizzando e lanciando nella mischia tanti ragazzi acerbi e alle prime presenze in carriera. Il tutto in funzione di avere questi calciatori pronti e valorizzati l'anno venturo. Invece si è guardato solo il risultato. Per questo alla fine è stato un addio consensuale, tanto da farmi mantenere un ottimo rapporto con il presidente Trapani. Sono stato un c..... a pensare che nel calcio esistano dei progetti, bisogna pensare solo al presente".

In Campania sono circolate voci che l'accostavano a fantomatici sponsor: cosa c'è di vero?

"Nulla. Sono state insinuazioni maldicenti per cercare di mettermi in cattiva luce. Avessi avuto davvero lo sponsor, sarei ancora in panchina e non ci sarebbe stato l'esonero. Nel calcio odierno c'è molta ipocrisia e un eccessivo perbenismo, pertanto consiglio a tutti di leggersi la tesi di Benoit Cauet per il Master allenatori a Coverciano. Oggigiorno l'allenatore è una componente dell'azienda in cui lavora e quindi può anche aiutare il club al proprio sostentamento, ma questo non è il mio caso. Infatti sono stato sollevato dall'incarico".

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