Poggibonsi, ds Cianciolo a TLP: "Ripescaggio? Spazio a chi non è mai fallito. Stadi a norma? O tutti o nessuno. Tante domande, vogliamo risposte"
Concluso il campionato c'è chi prepara la stagione che verrà e chi, invece, non sa in quale categoria giocherà. E' la situazione paradossale che vede coinvolte, ogni estate, le squadre in odor di ripescaggio. Quest'anno indecifrabile come non mai: ufficialmente servirà una sola chiamata, vista l'esclusione della Nocerina. Ma gli addetti ai lavori sono pronti a scommettere che anche altre compagini alzeranno bandiera bianca. In più c'è il nodo dei criteri scelti: la tradizione sportiva farà leva sul numero di matricola o no? Domande che si pone anche, in esclusiva a TuttoLegaPro.com, Giuseppe Cianciolo, direttore sportivo del Poggibonsi: "Non voglio attaccare nessuno né ce l'ho con nessuno. Ma rileggendo il comunicato ufficiale riguardo il ripescaggio ci sono dei punti oscuri da chiarire. Il più importante riguarda la tradizione sportiva: se si parla di meriti sportivi, mi domando quali siano quelli di società escluse per dissesto finanziario. Chi per 90 o 100 anni, come il Cuneo, ha disputato campionati senza mai aver avuto problemi di questo genere, onorando sempre gli impegni, credo abbia grossi meriti sportivi e meriterebbe la massima considerazione.
Faccio l'esempio, in piccolo, di Poggibonsi: da 10 anni sono qua e abbiamo sempre pagato tutti, mai avuto penalizzazioni e conti sempre a posto, a prescindere dal risultato sportivo. L'anno più difficile della nostra storia, quando sono venuti a mancare entrambi i presidenti, abbiam deciso di ripartire dal basso ma non prima di aver sanato tutti i debiti. Se tutto questo viene messo in secondo piano per dare spazio a società escluse o radiate negli anni non credo sia corretto o regolare. Una squadra nata da pochi anni come fa a prendere il merito di campionati dei decenni precedenti? Così si privilegerebbero squadre che si sono comportate male nel passato. Ma sono speranzoso e spero prevarrà il buonsenso. Non sto cercando appigli, né voglio passare avanti a nessuno. Il mio è un discorso generale. Credo che il presidente Macalli la pensi come me, perché anche lui vuole difendere i diritti di chi negli anni si è sempre comportato bene onorando tutte le scadenze.
In ogni caso la domanda è sempre la stessa: il numero di matricola conta o meno? Credo sia fondamentale saperlo perché per fortuna quest'anno i costi del ripescaggio non sono alti, ma una fidejussione costa: sapendo di essere nelle prime posizioni uno rischia quei 10-20 mila euro, ma essendo, ad esempio, in decima questo sforzo non lo si fa".
Anche sul terzo punto del ripescaggio, oltre alla classifica dell'ultima stagione e la tradizione sportiva, il diesse Cianciolo si pone delle domande. "C'è un dato che spero di aver capito male: gli spettatori di un campionato di Serie D o Promozione valgono quanto quelli di Lega Pro? Lo spettacolo, è vero, non è lo stesso, ma neanche il costo del biglietto. A parità di spettatori credo sarebbe giusto dar spazio a chi è andato a veder squadre in campionati professionistici".
Chiosa finale sul discorso stadio, vera spada di Damocle di chi vorrà far domanda di ripescaggio: "Tante squadre hanno problemi nel rendere agibile per la Lega Pro il proprio impianto sportivo. Anche noi, su questo, stiamo lavorando alacremente con il Comune. Concordo in pieno sulla regola di avere stadi a norma ma in questo caso bisogna chiarire se la deroga per poter giocare in impianti fuori dalla propria città vale solo per le società appena salite dalla Serie D o anche per chi fa già parte da tempo della Lega Pro. Noi, ad esempio, non potremo giocare a Siena che è nostra confinante ma altre squadre, escludendo naturalmente le neopromosse, potranno farlo su terreni di gioco non loro? Servirebbe maggior chiarezza su questi punti. Speriamo ci vengano date in tempo tutte le risposte".


