ESCLUSIVA TLP - Arezzo, il tecnico Capuano: "Questa società in D è come vedere Belen che fa la barista"
Torna nel suo mondo: quella serie C prima, Lega Pro adesso. Ezio Capuano ha concesso a TuttoLegaPro.com un'intervista esclusiva a poche ore dal verdetto che dovrebbe vedere il ritorno dell'Arezzo nei Pro dopo quattro anni nei dilettanti.
Il progetto degli amaranto l'ha subito affascinato, ma il tecnico dei toscani ci tiene a precisare: "Ho sempre avuto squadra, sono io che ho scelto di andare ad Arezzo perché ho trovato una persona come il Dottor Mauro Ferretti, corretta e di specchiata moralità".
All'inizio l'Arezzo aveva rinunciato alla richiesta di ripescaggio e tutto lasciava presagire che i toscani dovessero partire dai dilettanti. Nei giorni scorsi si sono riaperti i termini per le domande, con gli aretini in prima fila per via della posizione migliore rispetto al Taranto (pugliesi sconfitti 1-0 in casa nello scontro diretto nei play off del campionato di serie D della scorsa stagione, ndr) nella graduatoria per l'eventuale ripescaggio.
Potremmo raccontarvi tutto sulla vicenda, ma sarà il tecnico stesso a spiegarla.
Mister, come sta?
"Bene grazie".
Manca poco al ritorno nei Pro dell'Arezzo.
"Abbiamo fatto tanti sacrifici, ci abbiamo sempre creduto. In un giorno e mezzo abbiamo dimostrato di avere una società fortissima, tra le più forti d'Italia anche se qualcuno ci infangava continuamente. Ritorna Arezzo nella categoria che merita e per me, lasciatemelo dire, fare la D sarebbe stato distruttivo. Quindi abbiamo una società solida, forte e in poche ore costruiremo una squadra degna di questa città".
Vediamo di fare un po' di chiarezza: all'inizio la società aveva rinunciato al ripescaggio.
"Non è vero. All'inizio la società era stata mal consigliata, perché poi questi sono fatti inconfutabili. Se un presidente spende un milione e centoquaranta mila euro in un giorno per ripianare i debiti e con le banche chiuse tira fuori seicento mila euro, penso che non ha problemi economici. Alle persone va fatto capire come stanno le cose e dispiace che si era tentato di mettere una città e una tifoseria contro Mauro Ferretti (attuale numero uno dell'Arezzo, ndr), che le posso garantire essere una persona per bene. Ho avuto l'onore di conoscerlo e ho apprezzato la sua moralità altissima e di grandi potenzialità. Qualcuno aveva deciso di screditarlo, però poi nella vita le verità vengono sempre a galla. E' la storia che riporta la veridicità dell'uomo".
Lei parla di "presidente mal consigliato".
"Sì, ma i fatti sono molto chiari e sappiamo di chi stiamo parlando".
Danilo Pagni?
"L'ha detto lei".
Si dice che lei non fosse visto bene dal procuratore Franco Zavaglia.
"Questo non lo so. Nel calcio ognuno pensa ai propri interessi. Vede, io sono una persona scomoda, un aziendalista e probabilmente sono visto bene dalle proprietà. E' normale che Capuano dia fastidio. Se non ero ben visto, il motivo è da ricondurre al fatto che quel procuratore voleva mettere i suoi uomini per interessi personali".
"Per la D questa squadra va bene, ma se vogliamo fare i professionisti non basta". Queste le sue parole qualche giorno fa.
"Ribadisco ancora una volta questo concetto: questa era un'ottima squadra in serie D, ma sicuramente non all'altezza di un campionato difficile come la Lega Pro".
Toledo è andato via perché intratteneva rapporti con altri club: ce lo conferma?
"Toledo è andato via perché ha sbagliato e chi commette degli errori con Capuano va via. Il ragazzo è fortissimo, però il rispetto viene prima di tutto. Ha fatto delle cose che non andavano fatte e chi infrange le regole, almeno con me, non può far parte del mio gruppo di lavoro".
Ci conferma che lei ha caldeggiato l'arrivo di Carmine Cucciniello?
"Cucciniello è un ottimo elemento che avevamo preso per la D, ora per la Lega Pro vedremo...".
Quindi non è sicuro che rimanga?
"Nessuno è sicuro di rimanere, come nessuno è sicuro di partire. Faremo delle valutazioni frutto di riflessioni attente. Non frutto di improvvisazione".
Però se vi dovessero ripescare, voi mercoledì prossimo (10 settembre, ndr) già giochereste contro la Torres in casa. Di tempo non ce n'è molto a dire il vero.
"Ho capito, ma non è che possiamo farci prendere dal panico perché si gioca subito".
Gira voce su dei probabili acquisti. Stamattina abbiamo riportato i nomi del portiere Benassi, del centrocampista Carcione e della punta Bernardo.
"Sono giocatori importanti, ma queste cose dovete chiederle al Direttore sportivo (Sandro Federico, a Chieti nella scorsa stagione, ndr), è lui che fa il mercato".
Federico farà anche il mercato, lei sarà anche un aziendalista, ma qualche nome l'avrà fatto. O no?
"Sicuramente. La squadra la facciamo insieme e ogni scelta è condivisa. Non viene preso nessuno contro il volere di uno e il volere di un altro. Non rientra nello stile di questa società".
Pensate di costruire una squadra per salvarvi o per divertirvi?
"Noi dobbiamo mantenere la categoria, siamo in ritardo. Avremo delle difficoltà illimitate nelle prime partite, ma se dovessimo salvarci sarebbe come aver vinto un campionato".
I tifosi dell'Arezzo la amano.
"Non solo ad Arezzo mi hanno amato. Io sono per il popolo e combatto per loro. Tengo a ribadire che in queste settimane, nei momenti di difficoltà Capuano si è messo sulle spalle l'Arezzo, andando contro tutto e tutti, quando tanti personaggi discriminavano la società e il suo presidente. Difficilmente sbaglio le valutazioni e ora mi godo questo momento".
L'Arezzo è la società più a nord che allena.
"E' un'occasione importante che cercavo da tanto tempo. Ho trovato una società ideale, in una città bellissima e tra le più belle d'Italia".
L'Arezzo capiterà nel girone nord e per lei sarà un inedito. Crede che sia una difficoltà in più il fatto di non conoscere a fondo questo girone e le squadre che lo compongono?
"Sono l'allenatore che in Italia ha allenato con più continuità nel calcio professionistico, quindi penso di avere conoscenza, capacità e preparazione".
Dopo sei anni si è separato dal suo secondo, Giuseppe Padovano. Quest'ultimo ha scelto di andare a lavorare alla Reggina.
"Padovano è uno dei più grossi collaboratori che ho avuto. Le strade si sono divise e credo che sia andato a migliorare andando alla Reggina. Gli faccio i migliori auguri".
Tra i giovani che ha in rosa l'Arezzo, c'è qualcuno degno di nota?
"Ritengo che Francesco Fé, classe 1996 (giovanili della Lazio, ndr), sia un prospetto interessante. Tenete d'occhio anche Vincenzo Guarino, classe 1995 (ex Juve Stabia, ndr)".
Si dice ad Arezzo che lei "sia un bravo citto" (ragazzo in dialetto aretino, ndr).
"Io sono un bravo citto non solo ad Arezzo. In tutta Europa e in tutto il mondo. Sicuramente avrò altri difetti, ma sono un gran bravo citto".
Lei prima di firmare nell'Arezzo aveva avuto degli approcci importanti con la Paganese.
"Guardi, io avevo sempre squadra prima che mi chiamasse l'Arezzo. Capuano non resta mai a piedi. Le posso dire un'ultima cosa?".
Prego...
"L'Arezzo in D è un po' come vedere Belen che fa la barista. Siccome Belen non poteva fare mai la barista, l'Arezzo merita di tornare in Lega Pro".


