ESCLUSIVA TLP - Lapadula: "L'esperienza in Slovenia mi ha cambiato. Aspettavo la B, ma a Teramo c'è un grande progetto. Ecco cosa prometto ai tifosi"
A soli ventiquattro anni ha già indossato sette maglie. Un peregrinare in lungo e in largo per la penisola italica con una puntatina all'estero in Slovenia. Esperienza che ha cambiato la carriera di Gianluca Lapadula, bomber torinese classe '90. A Teramo con Donnarumma compone uno dei tandem offensivi più micidiali della categoria e ieri con una doppietta ha tramortito il Gubbio. Il numero dieci biancorosso si è raccontato in esclusiva a TuttoLegaPro.com.
Col Gubbio una vittoria sofferta...
"Abbiamo giocato bene e meritato i tre punti, ma hai ragione. Per quanto fatto in campo la gara non doveva restare in bilico fino all'ultimo".
Giocate molto bene e create parecchie occasioni da rete a partita, eppure al massimo segnate due reti. E' un controsenso?
"In apparenza sì, ma ti assicuro che è esattamente il contrario. Sia io che Alfredo (Donnarumma ndr) siamo assatanati in zona gol. Vogliamo segnare e facciamo di tutto per riuscirci. Forse ci è mancata un pizzico di fortuna o di cattiveria. Lo dicevo anche negli spogliatoi...".
Dica...
"Dobbiamo mettere a segno il sigillo del 2-0, altrimenti ogni settimana ci ritroveremo a lottare sino all'ultimo secondo con il cuore in gola per strappare i tre punti. Anche se sul campo abbiamo dominato".
Parole da leader...
"Sono cresciuto molto negli ultimi anni. L'esperienza all'estero mi ha cambiato positivamente".
Era finito al Nova Gorica in Slovenia: cosa è scattato in lei in quell'avventura?
"L'annata in Slovenia è stata per me piena di gloria. Abbiamo vinto la coppa nazionale contro uno squadrone come il Maribor, composto da quasi tutti nazionali. Sono stato protagonista segnando 14 gol in 32 partite. Al Nova Gorica ho acquisito maggior consapevolezza di me stesso, l'anno nel calcio sloveno mi ha dato sicurezza".
Esperienza da consigliare quindi?
"Certamente".
A giugno, però, è ritentrato in Italia...
"Speravo in una chiamata dalla Serie B".
E invece?
"Non è arrivata, però poi mi ha chiamato il Teramo. Sono sceso di nuovo in Lega Pro, ma ho trovato una società modello e un progetto davvero importante".
Cosa è cambiato dal Teramo delle prime due giornate a quello attuale schiacciasassi?
"Ti confesso che ho sempre sostenuto che fossimo sulla strada giusta anche quando venivamo sconfitti. Le prestazioni c'erano e non meritavamo di perdere entrambe le gare con Pisa e Grosseto".
Cosa vi era mancato?
"Soffrivamo tantissimo sulle palle inattive, dove gli avversari puntualmente ci castigavano. Adesso abbiamo corretto certe situazioni e i meccasini con il trascorrere delle settimane sono migliorati".
Come si trova con mister Vivarini?
"L'impatto è stato buono. Il mister prepara bene le partite e ci sta dando una grande mano".
Adesso vi aspetta il Santarcangelo, a caccia di punti di salvezza.
"Dovremo andar lì con cattiveria e fame. Te lo dico per esperienza personale: nel calcio a fare la differenza sono le motivazioni. Grazie a quelle l'anno scorso abbiamo battuto il Maribor nella finale di Coppa di Slovenia. Sulla carta non c'era partita, ma noi avevamo più voglia di vincere e alla fine ci siamo conquistati il trofeo".
Che campionato si aspetta in chiave promozione?
"Anche qui ci sono tante squadre blasonate e con calciatori importanti. Pisa, Spal, Ascoli sono formazioni di alto livello, ma non si scende in campo con i nomi ma con le motivazioni e la voglia di vincere. Se giochiamo con voglia, determinazione e cattiveria come abbiamo fatto nelle ultime gare, possiamo dar fastidio a tutti".
Sognava la B in estate, magari ci arriva col Teramo...
"Siamo alla quinta giornata di campionato. Parlare di queste cose è eccessivo e prematuro. Una cosa la prometto: se si continua su questa strada e manteniamo il desiderio di vincere, che abbiamo messo in campo nelle ultime settimane, possiamo fare tanti punti".
In chiusura una curiosità: è vero che si è scelto il procuratore in famiglia?
"(sorride ndr). Siete sempre sul pezzo. Con Gianluca (Libertazzi ndr) c'è un rapporto vero di amicizia, che va davvero oltre il calcio. Mia madre è stata la sua madrina, ci conosciamo da vent'anni. Non è il classico agente per me. Anche adesso chissà quanti messaggi mi avrà mandato su Whatsapp dopo la doppietta (risata ndr)".


