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BELOTTI DA NAZIONALE: QUANDO NON CI CREDEVA NESSUNO. CAOS SAVONA: GLI SCENARI. ADDIO GHIRELLI: I RETROSCENA
sabato 27 settembre 2014, 08:30Il Punto
di Nicolò SCHIRA
per Tuttoc.com

BELOTTI DA NAZIONALE: QUANDO NON CI CREDEVA NESSUNO. CAOS SAVONA: GLI SCENARI. ADDIO GHIRELLI: I RETROSCENA

Redattore e massimo esperto di calciomercato per TuttoLegaPro. Opinionista sulla Lega Pro per Radio Sportiva e sul calciomercato per Radio CRC e Radio24. Ha lavorato a Sportitalia nelle trasmissioni "Aspettando il Calciomercato" e "SpecialeSerieB"

"Crederci sempre arrendersi mai". Rilanciamo la litania resa un must da Simona Ventura ai tempi dell'Isola dei Famosi per raccontare la favola vissuta da Andrea Belotti. Il bomber di Calcinate ha stregato mezza Italia e Antonio Conte, che potrebbe a breve già convocarlo in Nazionale. Una escalation da predestinato del pallone. Dodici gol due anni fa in Lega Pro, dieci la stagione scorsa in cadetteria con tanto di promozione in A col Palermo. Al debutto nella massima serie, da titolare, una doppietta in casa del Napoli. Due acuti nel tempio del San Paolo per sigillare l'ascesa da cannonniere di razza anche nell'Olimpo del calcio. "Il gallo", soprannome scelto in onor del miglior amico Iuri che di cognome fa appunto Gallo, é stato riscattato pochi giorni fa dai rosanero per quasi un milione di euro. Un investimento importante quello del presidente Zamparini per accaparrarsi al cento per cento uno dei talenti emergenti del calcio italiano. Un plauso anche a Perinetti, bravo a fine agosto del 2013 ad anticipare la concorrenza di Sampdoria, Udinese e Hellas Verona. L'esperto dirigente romano ha puntato immediatamente sul classe '93, investendo 250mila euro cash per la prima metà del cartellino mentre gli altri club traccheggiavano pur di risparmiare. E dire che appena dieci anni fa - dopo l'Atalanta - anche l'Albinoleffe stava scartando il bomber bergamasco. Non era ritenuto all'altezza e l'addio era già stato sancito. A credere in lui, sempre e comunque, il suo agente, Sergio Lancini, che si oppose a tale provvedimento, riuscendo a mantenere il proprio pupillo come aggregato della Celeste per un altro semestre. Il ragazzo cresciuto con il mito di Sheva iniziò a segnare a raffica. Da allora non si è più fermato. Giá ai tempi della militanza in Primavera il suo manager pronosticava, inoltre, per Belotti un futuro da superstar. Due lustri dopo si potrebbe parlare di intuizione geniale. Milan e Roma lo stanno seguendo per la prossima stagione e appaion pronte a farsi avanti. Siamo pronti a scommettere e vaticinare per Belotti un carriera ad alti livelli: da festeggiare alla sua maniera. Con semplicità e davanti a un piatto di lasagne col pesce cucinate dal suo cuoco di fiducia, ovvero il fratello maggiore Manuel. 

Si fosse abbattuto uno tsunami sul Savona Calcio probabilmente avrebbe creato meno sconquassi nell'ambiente e i rapporti fra le parti nn si sarebbero lacerati in questa maniera. Spogliatoio in subbuglio e piccoli clan che si vanno ad originare sottotraccia all'interno della rosa. Il tutto all'interno di un organico dalle dimensioni extralarge: con ben 44 tesserati, in pratica quattro squadre da undici. Roba da organizzare un quadrangolare ogniqualvolta bisogna disputare una partitella d'allenamento. In arrivo ci sono diverse rescissione contrattuali, affinché si possa, quantomeno leggermente, ridurre gli effettivi componenti della squadra. Intanto qualche strascico pesante all'interno dell'ambiente l'ha lasciato la faida fra Di Napoli e Corda: frasi al vetriolo e accuse sfociate pure sul tavolo della Procura Federale. Una situazione sgradevole e spinosa destinata a ripercuotesi, direttamente o indirettamente lo capiremo in queste settimane, anche sul club. I diretti interessati si sono sfogati sulle pagine del nostro portale, prendendo posizione ufficialmente e le scintille non sono mancate. Dal ruolo di sobillatore dei suoi ex calciatori impresso a Corda alle accuse di quest'ultimo a Di Napoli di portare sponsor per allenare. La tempesta è ancora in atto come testimonia il siluramento avvenuto nelle ultime ore per il diesse Roberto Pruzzo. Un dirigente che non amava le luci della ribalta e decisamente aziendalista. Per questo ancor più soprendente, per certi aspetti, il materializzarsi dell'addio. Con Di Napoli c'era sintonia e le operazioni di mercato erano state condotte in sinergia. Evidentemente, però. il tarlo del feeling con Corda, risalente alla scorsa annata, era troppo forte nell'attuale tecnico biancoblù, che ha chiesto al Cavalier Delle Piane la testa del diesse. Ecco così sancita la separazione. Pieni poteri ora al diggì Mattia Giachello, uomo di fiducia del patron. Al momento, dunque, potrebbe non arrivare un sostituto di Pruzzo, anche se in estate c'erano stati contatti diretti con l'ex diesse della Pro Vercelli, Paolo Guidetti.

Da mesi erano separati in casa, un po' alla stregua di una moglie e di un marito nei quali è cessato il sentimento che per anni era riuscito a legare entrambi. Francesco Ghirelli e Mario Macalli erano ormai distanti e su posizioni divergenti, il che ha reso impossibile un prolungamento della convivenza. Fra dichiarazioni rettificate sui Playoff in Primavera da parte dell'ormai ex direttore generale nei confronti del numero uno della Lega Pro e declassamenti in occasioni di eventi ufficiali si è consumato lo strappo definitivo. Ghirelli si auspicava maggiori poteri decisionali, cosa non contemplata dallo statuto di Lega Pro, che conferisce ciò solo al presidente ed, eventualmente, al suo vicario (Archimede Pitrolo). Un tandem fautore dell'elezione, con la regia di Claudio Lotito, di Carlo Tavecchio al soglio della Presidenza federale. Scelte politiche in antitesi con il dirigente umbro, il quale - non è un mistero - aveva un ottimo feeling con Demetrio Albertini. D'altronde le regole sugli under e i relativi contributi portavano la firma di Pitrolo e la decisione di valorizzare mediaticamente il campionato, attraverso la frammentazione delle giornate in vari orari e in più giorni, è stata partorita da Macalli. Dunque la figura di Ghirelli era diventata più di facciata e istituzionale che operativa e legislativa. L'ultima goccia che fece traboccare il vaso ghirelliano fu l'assoluta indifferenza da parte dei vertici della terza serie in occasione della compilazione dei calendari a Firenze. Nella sede ufficiale Ghirelli fu trattato alla stregua di un semplice ospite/visitatore, tanto da essere lasciato tutto il tempo in platea senza venire nè coinvolto sul palco nè tantomeno menzionato. Un silenzio assordante quello circondante Ghirelli, che da settimane non rilascia neppure interviste dopo che in passato ci aveva abituato ad interagire quasi quotidianamente con i vari media. Nelle prossime settimane Macalli e Pitrolo valuteranno - ascoltando anche le proposte dei sessanta club appartenenti alla Lega Pro - se sia il caso o meno di nominare un possibile sostituto. Fermo restando che le introduzioni più significative dell'ex Serie C - fanno filtrare fonti vicine al dirigente cremasco - come i tre punti per vittoria e la disputa dei Playoff e Playout furono istituiti, allorquando il campionato si reggeva unicamente sul presidente (in primis Abete e dal 1997 Macalli) e il suo vice, con l'apporto della sola segreteria...

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