ESCLUSIVA TLP - Pro Patria, Serafini: "Stagione difficile, ma siamo compatti per conquistare la salvezza"
Cuore Pro Patria. Se possiamo dare un appellativo del genere ad un elemento della rosa della squadra bustocca, certamente non possiamo non rivolgerci a Matteo Serafini. Sesta stagione in maglia biancoblu, il capitano sta provando a trascinare i compagni verso una salvezza che appena qualche settimana fa sembrava un miraggio. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva Serafini, con lui abbiamo parlato della vittoria sulla Cremonese, del rush finale del torneo e anche del suo futuro a Busto Arsizio.
Raccontaci questa vittoria con la Cremonese. Da come siete scesi in campo, sembrava che i tre punti non potesse toglierveli proprio nessuno.
"È stata una partita nella quale bisognava farsi trovare pronti sia dal punto di vista mentale che da quello fisico. Venivamo da un pareggio importante (1-1 a Renate, ndr) ma dal punto di vista della prestazione avevamo fatto un passo indietro. Volevamo riscattarci davanti ai nostri tifosi. Anche in settimana ci siamo incontrati per compattare l'ambiente e per affrontare con spirito positivo questa situazione".
Una stagione difficile per voi. Colpa anche della riforma della Lega Pro?
"Purtroppo noi abbiamo avuto delle difficoltà oggettive. Siamo al quarto allenatore e di conseguenza è stato un anno sempre con l'acqua alla gola. Abbiamo dovuto sempre inseguire e di gioie ne abbiamo avute veramente poche. Per noi oggi fare i play-out sarebbe come fare i play-off. E riuscire a salverci equivarrebbe a vincere il campionato. Per quanto riguarda la riforma, ha dato spazio ai giovani, ma il livello secondo me si è abbassato. Chi sta in alto e punta a vincere il campionato spende soldi. Chi sta in fondo punta sui giovani, ma alla fine chi ha bisogno di punti si affida ai cosiddetti vecchi, soprattutto a gennaio".
Questione allenatori. Innegabile che con mister Montanari c'è stata un'inversione di tendenza a livello di risultati e soprattutto di vittorie. Cinque con lui, appena due nelle tre precedenti gestioni.
"Da gennaio abbiamo cercato di fare un passo alla volta e cercare di imboccare la strada giusta. Prima lo facevamo solo in determinati momenti, a causa di una situazione instabile sia fuori che dentro lo spogliatoio. C'erano giocatori che prima erano in campo, poi si ritrovavano in tribuna. Era difficile portare avanti un progetto comune, essere una vera e propria squadra. Risolvere la quotidianità diventa complicato, soprattutto nel girone di ritorno, dove tutti hanno bisogno di punti e sputano sangue ogni domenica. Da gennaio effettivamente qualcosa è cambiato".
Programmare quindi risulta fondamentale per fare un buon campionato...
"Esattamente. Abbiamo avuto grosse difficoltà. Siamo partiti ultimi, con un punto di penalizzazione dovuto alla fidejussione presentata con un giorno di ritardo. Aggiungiamo il ritiro affrettato e iniziato tardi, con la squadra tutta da costruire. E poi le incertezze a livello societario e così via. Anche per noi giocatori era poco chiara la situazione. Siamo stati bravi, da quando c'è stata più tranquillità, di compattarci e ripartire. Non è il momento di abbassare la testa, perché la strada è ancora in salita".
Ancora due sfide prima della conclusione, Venezia in trasferta e Monza in casa. Quale sarà più difficile?
"Penso che giocare in casa ti da un grande aiuto, soprattutto per una squadra come noi che si deve salvare. Avendo trovato il giusto affiatamento anche con i tifosi, con tutto l'ambiente, penso che la partita di Venezia di venerdì sia più delicata. Bisogna arrivarci con la testa giusta per riuscire a far capire sia a noi stessi, ma anche agli avversari, che noi di punti ne abbiamo veramente bisogno".
L'anno prossimo dove giocherà Matteo Serafini?
"Al momento non lo so. Sono concentrato a chiudere al meglio questa stagione. Bisogna continuare a lavorare perché il traguardo è molto lontano e sarà molto faticoso raggiungerlo. Ci vuole applicazione, anche come esempio per i ragazzi più giovani. Ho un altro anno di contratto con la Pro Patria, ma me lo devo conquistare sul campo".


