Società a gamba tesa sulla Federcalcio. Impugnata la delibera sui ripescaggi. In cinque hanno depositato la domanda. Sarebbero le privilegiate. La forbice si restringe ma sperano in tanti
Una decisa entrata in takle ed a gamba tesa. Quella di Forlì, Gubbio e Sambenedettese che hanno impugnato dinanzi al Collegio di Garanzia la delibera del Consiglio Federale che dettava le norme per il ripescaggio.
Una “mano” felice ha ispirato le tre Società per un gesto che solo all’ apparenza ed agli sprovveduti può sembrare eclatante.
Una “mente” preparata quella che ha ispirato la scelta delle tre Società sopra menzionate. Che ha posto in risalto come la Figc non ha alcun potere per imporre alle stesse Società il versamento di contributi, in aggiunta a quelli ordinari, previsti per l’iscrizione ai campionati. Una richiesta in aperto contrasto che “quelle” esigenze di equilibrio finanziario, richiesto a tutte le Società di calcio. Le stesse (esigenze) della quale la Federcalcio ha ripetutamente affermato di volersene dare carico.
Una “mente” avveduta che ha dato la stura al dibattito su quella imposizione che tende a scoraggiare le Società a chiedere il ripescaggio. Quel tentativo di realizzare, al di fuori delle procedure previste dallo Statuto, la riduzione degli organici della Lega Pro. Una procedura, anomala, tanto caldeggiata da una arrembante linea di pensieroinstauratasi all’interno del Consiglio Federale.
Sarebbe una riforma illegittima, realizzata di fatto, con un colpo di mano.Un argomento, scottante, che abbiamo dettagliatamente ed ampiamentesviscerato, in anteprima, su queste pagine.
Oggi, alla luce degli ultimi accadimenti, potremmo comunque cominciarlo a chiamare il “fondo disperso”.
Oggi, come anticipato, Seregno, Pordenone e Albinoleffe hanno depositato la loro domanda di ripescaggio. Perfetta. Corredandola anche di quei, criticati, 500 mila euro. Mettendosi in tal modo al riparo da qualsivoglia sorpresa ed in attesa dei pronunciamenti degli Organi della giustizia sportiva. Sarebbero infatti somme restituite nel caso avessero la meglio le Società ricorrenti contro quel comunicato della Figc 327/A del 30 giugno scorso.
Hanno presentato domanda di ripescaggio, orfana in questo caso del fondo perduto, anche Monopoli e Viterbese. Pronte a far valere le loro ragioni, diverse, percorrendo tutti i gradi di giudizio. Arrivando, se necessario, dinanzi al Tribunale dello sport del Coni.
Dalle ore 19 del 27 luglio tutti tifano per loro!
Sulla scia di tutte le Società scese oggi sul piede di “guerra” si sono infattirinvigorite le speranze di almeno una decina di altre compagini. Tutte meritevoli ed in possesso delle giuste credenziali per ambire alla Lega Pro. Tutte rimaste ai nastri di partenza, oltre i limiti consentiti, per la carente disponibilità di circolante riferita a quella “tangente”.
Il ripescaggio, che soltanto alcuni giorni addietro appariva come una chimera difficilmente raggiungibile, ha assunto connotati più confacenti alla causa. Sono solo cambiati gli scenari.
Facendo salve le situazioni derivanti dalle sanzioni che scaturiranno dai processi sportivi per illecito, posti a disposizione ne sarebbero rimasti, potenzialmente, soltanto due. Se non, addirittura, uno!
Allo stato attuale sarebbero infatti privilegiate Albinoleffe, Pordenone Seregno (in regola sotto tutti i punti di vista), a seguire Forlì, Gubbio e Sambenedettese, (che hanno fatto ricorso al Collegio di Garanzia dello sport) e per concludere Monopoli e Viterbese, che pongono sul tavolo le loro giuste, rispettive, ragioni. Otto sui dieci disponibili. Con la Paganese che il prossimo 31 luglio tenta, con un ricorso, la riammissione in extremistra i professionisti.
Improvvisamente incombe un rischio.
Nella folta schiera delle papabili, qualcuna potrebbe rimanere con un palmo di naso. Rimanere esclusa perché giudicata improvvisamente in sovrannumero.
Sabato, intanto, inizia la Tim Cup 2015/16. Il calendario ordina al Potenza, (che naviga alla deriva, senza squadra, in crisi societaria e senza nessuna guida tecnica), di recarsi, il 2 di agosto. In notturna, a Cittadella.
Ma si puo!?


