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ESCLUSIVA TLP - L'ex Ancona Camillucci: "Contatti con alcuni club, vedremo. Neglio organici gli uomini esperti servono sempre, anche se i giovani dorici sono di qualità"TUTTOmercatoWEB
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
venerdì 31 luglio 2015, 13:00Interviste TC
di Claudia Marrone
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - L'ex Ancona Camillucci: "Contatti con alcuni club, vedremo. Neglio organici gli uomini esperti servono sempre, anche se i giovani dorici sono di qualità"

Una carriera che inizia nei professionisti nel lontano 2001, dopo un'esperienza in Serie D, poi alcuni anni di B e adesso una lieve fase di stallo che probabilmente, però, si sbloccherà a breve. L'esperto, essendo un classe '81, Cristiano Camillucci è sicuramente stato uno dei protagonisti della stagione da poco conclusa dell'Ancona, con la cui maglia ha collezionato 24 presenze, in quello che poi è stato un ritorno in dorico dopo i tre campionato, uno anche cadetto, vissuti dal gennaio 2008 al giugno 2010. TuttoLegaPro.com contatta in esclusiva il centrocampista, sia per un bilancio sulla stagione in biancorosso che per una panoramica generale sul momento del calcio italiano. 

A mente fredda puoi adesso ripensare alla stagione che si è conclusa a maggio, e che hai vissuto da protagonista, e a quello che è il momento dell'Ancona: che idea ti sei fatto di tutto ciò?

"Per quanto riguarda l'anno passato ad Ancona, posso dire che è stata una stagione positiva, l'obiettivo era la salvezza e noi l'abbiamo raggiunta anche con anticipo rispetto alle aspettative, addirittura vivendo un periodo in cui potevamo puntare a qualcosa in più. Sono molto soddisfatto di quanto è stato, eravamo un gruppo nuovo con tanti volti appena arrivati e tanti giovani, ma c'è stata una grande amalgama. Adesso, dopo l'addio del presidente e del DS Marcaccio, è subentrato Salviamolancona, che ha dato una sostanziosa mano al club per rimanere nei professionisti: i tanti sacrifici fatti hanno portato, logicamente, al puntare sui ragazzi giovani per la prossima stagione, ma anche se i più esperti sono penalizzati, io compreso, sono convinto che faranno bene, una buona base c'è già".

Come dicevi, la stagione dell'Ancona è stata molto positiva. Cosa pensi abbia spinto l'ex presidente Marinelli a una così drastica decisione?

"Durante il campionato il presidente era davvero molto soddisfatto, il percorso intrapreso è stato bello, ma, nell'ultimo periodo, come ho sentito, ci sono stati problemi con il comune, che si sono trasformati in mancanza di aiuti concreti per le idee di Marinelli, che voleva fare un centro sportivo per l'Ancona. Credevo fosse un solo sfogo per smuovere le acque, ma invece c'è poi stato il reale addio".

Questo è un problema che riguarda molto società, spesso in conflitto con le amministrazioni comunali. Ma quanto è importante avere strutture proprie per un club?

"Sicuramente avere un proprio centro e proprie garanzie è molto importante, è un punto di appoggio anche per la squadra che intravede poi l'organizzazione e le ambizioni che ci sono dietro a un progetto di questo genere. Nei professionisti ciò è importante, ma vedo tanti problemi in molte zone, come dicevi". 

Facciamo un passo indietro rispetto a ciò che dicevi sui giovani. Hai estrema fiducia in quelli che sono all'Ancona, ma in linea generale l'obbligo dei cosiddetti under non è particolarmente producente nel calcio, per nessuno. Generalizzando, tu che sei tra i "vecchi", come ti poni di fronte a questa situazione che si è venuta a creare?

"Io sono sicuro davvero che i miei ex compagni faranno bene, sono buoni giocatori, ma credo comunque, in linea generale, che i calciatori esperti servano in una squadra, sia in campo che nello spogliatoio, ma ultimamente si punta solo ai giovani per avere poi i contributi federali, e in ciò il momento economico incide: da quello che vedo tante società adottano questa politica, sono in poche quelle spendono, e per spendere intendo comunque un rimanere nei limiti. E' poi vero che tanti giovani meritano, sono bravi, ma non si può nascondere che chi non rientra nei parametri anagrafici nuovi ne risente molto". 

Come hai visto cambiare la terza serie del calcio italiano in poco meno di un ventennio di carriera?

"Soprattutto quando ho iniziato io nei professionisti, le cose erano molto diverse, sul livello tecnico c'era più qualità, e anche il lato economico era diverso, si poteva far più mercato perchè anche gente di Serie A e B, con esperienza, scendeva in Serie C dietro cospicui compensi, che ora non è certo più possibile erogare. Però devo dire che ora il calcio, a livello di corsa e fisico, è migliorato molto, ci sono tecniche più specializzate e preparatori che hanno rinnovato il loro modo di lavorare".

Ma dopo un mese di stop forzato, è tanta la tua voglia di tornare a giocare o stai pensando a ruoli alternativi sempre nel calcio?

"Il mio obiettivo è continuare ancora a giocare, vedremo poi cosa uscirà fuori. Recentemente ho avuto contatti con Arezzo e Campobasso, adesso il mio procuratore sta parlando anche con altri club. Intanto che aspetto continuo ad allenarmi, seppur in un campo scuola, per tenermi in forma".

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