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ESCLUSIVA TLP - L'ex Arezzo Padulano: "In amaranto gruppo unito e di uomini veri. Ma la meritocrazia nel calcio sta sparendo..."TUTTOmercatoWEB
© foto di Bernd Feil (MiS)
sabato 25 luglio 2015, 13:00Interviste TC
di Claudia Marrone
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - L'ex Arezzo Padulano: "In amaranto gruppo unito e di uomini veri. Ma la meritocrazia nel calcio sta sparendo..."

Non basta alle volte aver fatto la trafila delle giovanili in club blasonati e diversa buona esperienza nel calcio dei grandi, alle volte l’anagrafe prende il sopravvento, e in modo spietato ti mette ai margini del lavoro anche se non meriteresti ciò; quando non c’è l’anagrafe, ci sono gli innumerevoli prestiti attraverso i quali i grandi club delle serie maggiori vogliono valorizzare i propri giovani inserendoli, quasi forzatamente, nel professionimo. E’ questa la situazione che stanno vivendo, con le nuove regole imposte dalla Lega Pro in merito alla composizione delle varie rose, tanti calciatori. Per avere una testimonianza in merito, per chi vive tutti i giorni sulla propria pelle queste dinamiche, TuttoLegaPro.com ha contattato in esclusiva l’attaccante classe '94, ex Arezzo, Fabio Padulano.

Una buona stagione all’Arezzo, che rimanere il punto da cui ripartire dopo questo mese e mezzo di stop quasi forzato e indipendente dalla tua volontà.

“Quello di Arezzo è stato per me un anno bellissimo, mi sono trovato molto bene con la piazza e con la squadra e sono grato a mister Capuano per tutto ciò che mi ha insegnato, mi ha permesso di crescere molto. Siamo stati un gruppo di uomini prima ancora che di calciatori, e questo è importante. Poi sono state fatte delle scelte, e adesso le nostre strade si sono divise”.

Tu adesso sei uno dei tanti giovani penalizzati dalle ultime riforme del calcio, cui poi sono seguite certe prassi che puntano a dar maggiore spazio alle Primavere delle big delle maggiori serie. Come stai vivendo questo periodo?

“Non è semplice trovarsi a 21 anni senza squadra, dopo la trafila nel settore giovanile della Juventus e due anni di Lega Pro, ma devo al momento convivere con ciò, senza mollare. Io mi sto allenando sempre, la mattina in palestra e il pomeriggio a Pompei con una rappresentativa di ragazzi svincolati: ci sono preparatori atletici ex Lega Pro che ci tengono in forma. Così sarò preparato per un’eventuale chiamata”.

Un collega, Gianni Brunacci di Arezzo Notizie, dopo la gara di Pordenone, affermò che la “carriera di questo piccolo fenomeno non si fermerà in Lega Pro”…

“Lo spero vivamente, ho davvero tanta voglia di emergere e fare bene, e nutro sempre la speranza che presto qualcosa si muova. Qualche contatto c’è stato, ma purtroppo sono stato penalizzato dall’età, spesso le società puntano ai giovani delle Primavere di Serie A e B per riscuotere i premi della valorizzazione dei ragazzi e per non avere stipendi da versare. Il tutto a discapito di chi merita”.

Pensi che la crisi economica abbia inciso su questo triste scenario che si è creato o ci sono anche fattori di mala gestione che lo hanno causato?

“La crisi economica che ha colpito l’Italia si sta chiaramente facendo sentire anche nel calcio, e indubbiamente influisce tanto sugli aspetti di cui parlavo prima. La meritocrazia ormai nel calcio non esiste più, poche società credono davvero nei calciatori”.

Hai iniziato a confrontarti con il professionismo due anni fa a Lamezia, in un momento di grande rivoluzione per la Lega Pro. Come hai visto cambiare la categoria in questo biennio?

“Approdai alla Vigor nell’anno di transizione alla Lega Pro unica, dove in Prima Divisione non c’erano retrocessioni mentre in Seconda c’era una grande scrematura, ma devo dire che una riforma serviva, anche per tentare di alzare il tasso tecnico delle squadra. Sono però stati fatti degli errori, qualcosa di meglio si poteva fare, ma non ho le giuste competenze per parlare di questi aspetti tecnici”.

Il calciatore chiede poi se è possibile un’ultima sua considerazione, e ovviamente acconsentiamo: “Io, con queste mie parole, spero di essere riuscito a sensibilizzare le persone in merito a questo argomento, nel calcio, come in qualsiasi aspetto della vita, dovrebbe solo esserci meritocrazia. Ma mi auguro di essere stato di aiuto a tanti ragazzi che stanno vivendo la mia situazione”.

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