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Gravina al lavoro. Il format, i ripescaggi, le garanzie, i budget. Un progetto industriale condiviso e inappuntabile. L’organico a 60 non sia una vittoria di Pirro, narrava Lotito…TUTTOmercatoWEB
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
giovedì 11 febbraio 2016, 07:56Il Punto
di Vittorio Galigani
per Tuttoc.com

Gravina al lavoro. Il format, i ripescaggi, le garanzie, i budget. Un progetto industriale condiviso e inappuntabile. L’organico a 60 non sia una vittoria di Pirro, narrava Lotito…

Vittorio Galigani, esperto dirigente calcistico, già Direttore Sportivo e Direttore Generale in numerosi club professionistici dalla Serie A alla ex Serie C. Editorialista per TuttoLegaPro.com

Il campionato che verrà. L’interesse e l’attenzione di tutti rivolti verso la Lega Pro del futuro. Un compito impegnativo quello che attende la nuova governance. Gravina è chiamato a dipanare situazioni complesse. A dare certezze in merito alla soluzione dei tanti problemi ereditati. Accumulati, nel tempo, sulla quella scrivania. Il format, i ripescaggi, le licenze nazionali, le garanzie, i budget. Queste, nel presente, le priorità.

Un anno, il primo della nuova gestione, utile per mettere a punto gli ingranaggi. Il direttivo, sin dalla prossima riunione, è chiamato a tracciare le linee guida di un progetto concreto. Inappuntabile. Di crescita costante e sicura.

Di solidità.

Un piano di lavoro che, nella prossima assemblea ordinaria, dovrà essere discusso e condiviso con tutti i presidenti. Nel rispetto di quel coinvolgimento generale desiderato e più volte espresso da Gravina. Una comunione di intenti indispensabile prima di presentarsi all’esame del Consiglio Federale.

Nel rispetto di quanto previsto dalle norme, le componenti, tutte le componenti, sono indirizzate sul ripristino del format a 60 squadre. Sarà il riaffermarsi delle regole e non solo. 

Si dovrà decidere, però, sulla sua composizione. Per le retrocessioni rimarranno in vigore le regole attuali. Una per girone direttamente ed altra sei, complessivamente, decretate dai risultati dei play out.

Le nove declassate saranno integrate dalle vincenti dei nove gironi di serie D. Si dovrà quindi stabilire quale metodo applicare nella scelta delle sei squadre da privilegiare, per completare l’organico a 60. Come coinvolgere la Lega Pro e la Lega Nazionale Dilettanti. Una accreditata linea di pensiero propende per l’inserimento anche di un paio di squadre B. Appartenenti a Società della massima serie. 

Stante la crisi che in categoria sta già coinvolgendo alcune compagini, potrebbe aprirsi un contenzioso al momento del rilascio delle licenze nazionali. Difficoltà emergenti dalle difficoltà di riuscire a rispettare gli impegni che già si denotano in alcuni.

Ed allora. In quanti saranno in grado di superare quell’esame? Questo è, concretamente, l’interrogativo.

Un caso, già nel presente, è rappresentato, purtroppo, dalla Carrarese (non me ne vogliano quei tifosi, ma parliamo di realtà evidenti e manifeste) che risulta essere stata posta in liquidazione su richiesta del Collegio dei Sindaci revisori della stessa Società ed al quale il presidente federale, a termini di regolamento, avrebbe già dovuto revocare l’affiliazione (Art.16 comma 5 delle Noif).

La successiva inadempienza di qualche ulteriore Società allargherebbe, ancor più, la forbice per i ripescaggi.

L’obbiettivo però è quello di “ripulire” la Lega Pro. Conferire credibilità al brand. Mettere al bando gli insolventi. Far scomparire definitivamente la voce deferimenti e penalizzazioni. Di qualsivoglia natura. Quelle brutte appendici tra parentesi che, nelle classifiche, indicano i punti detratti, vanno cancellate.

Che dire. La categoria sarà in grado di esprimere 60 Società strutturalmente e finanziariamente solide? Questo sarà il contendere. 

Un argomento sul quale occorrerà soffermarsi con una analisi approfondita. Un argomento che merita la massima attenzione di tutta l’assemblea.

Abbattuto quel fondo perduto (i tanto vituperati 500mila euro) agli aventi titolo per il ripescaggio potrebbe essere richiesta una fidejussione di importo superiore (un milione di euro o forse di più). Potrebbe essere fissato un tetto agli ingaggi. Con obbligo di garanzie bancarie a copertura di eventuali splafonamenti. Sia al budget generale come ai singoli contratti.

Restrizioni che sarebbero ritenute indispensabili per evitare la diaspora che, anno dopo anno, porta inevitabilmente alla cancellazione di alcune Società in carenza.

Con la speranza poi che il ripristino del format a 60 squadre non abbia a rivelarsi  una vittoria di Pirro. 

Si. Perché al di là delle forti pressioni di comodo, esercitate a suo tempo dal “magno” Claudio per comprimere l’organico, la riduzione a 54 squadre, in atto nella annualità corrente deve far riflettere tutti.

Dover infatti ammettere che, alla resa dei conti, Claudio Lotito aveva ragione, rappresenterebbe uno smacco imperdonabile.

Ma veramente!

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