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Ripescati con 300 mila euro. Contanti. Senza deroghe se non hai il campo. Consenso sui programmi. 800 mila euro all’anno per la sede. Troppi. L'arbitro Nasca chi lo retrocede?TUTTOmercatoWEB
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
giovedì 2 giugno 2016, 08:00Il Punto
di Vittorio Galigani
per Tuttoc.com

Ripescati con 300 mila euro. Contanti. Senza deroghe se non hai il campo. Consenso sui programmi. 800 mila euro all’anno per la sede. Troppi. L'arbitro Nasca chi lo retrocede?

Quell’applauso spontaneo dell’aula, nel corso dei lavori dell’ultima assemblea di Lega Pro, ha sancito un patto fondamentale. Si è trattato di una limpida manifestazione di consenso. Condivisa e scrosciante. L’approvazione, incondizionata, delle linee guida dettate da Gabriele Gravina. Le Società sanno, ora, che nella terza serie professionistica esiste un progetto. Innovativo. C’è programmazione. Sono stati sufficienti cinque mesi per dare un volto nuovo a quella gestione. Stanno scomparendo anche le residue riserve dei più scettici.

Il format. La formula del campionato. La formazione dei gironi.  Le operazioni di marketing. La pay per view per le partite in diretta streaming. Una ventata di novità. Interessanti. Una visione emancipata del sistema. Che rispetta l’aspetto agonistico, predominante nell’evento sportivo, ma strizza l’occhio anche ai risvolti economici e commerciali che ne derivano. 

I ricavi, adeguati alla produzione dello spettacolo offerto, conferiscono solidità, salute e continuità. In ogni settore imprenditoriale.

Aspetti di gestione che il vertice della Lega ha inteso condividere con la base. Democraticamente. Proposte e progetti frutto di applicazione professionale. Sottoposti all’approvazione dell’assemblea. Rispettando quanto si diceva precedentemente. Che i presidenti dovevano riappropriarsi dei loro diritti.

La pay per view nelle dirette streaming. Una ottima operazione di marketing. Appunto. Nel Paese dei campanili ogni novità, onerosa, deve però essere fatta digerire. Non esiste iniziativa che non trovi qualcuno pronto a storcere il naso. E’ tipico dell’umano. Figurarsi in Italia. Occorrerà dar tempo all’utenza. La facilità dell’acquisto, on line, dell’evento e la passione per i colori della propria squadra aiuteranno a far superare quel gap, iniziale, dei 2,90 euro a partita. Realisticamente la vedo dura che, almeno inizialmente, possano essere acquistati, in numero consistente, i “pacchetti” riguardanti l’intera stagione sportiva. 

In questa ottica la collaborazione dei club potrà risultare determinante. L’applicazione professionale dell’ufficio marketing di ogni Società ed una adeguata campagna promozionale, contribuirebbe al successo di questa iniziativa dalle prospettive notevoli. L’imponente numero dei contatti registrati, nelle stagioni trascorse, lascia intravvedere la possibilità di ricavi veramente interessanti. 

Un bel guaio l’acquisto della nuova sede della Lega Pro.  Quella villa sulla via di Diacceto a Firenze. A suo tempo fu pubblicizzata come una operazione di grande immagine. Finalmente, si disse, la Lega Pro domiciliata in una location prestigiosa. Degna dell’importanza che la categoria rappresentava all’interno del sistema calcio. Venne evidenziata come operazione di grande investimento. Di una rilevanza patrimoniale senza precedenti. Poi ci ha pensato la Procura della Repubblica di Napoli a scoperchiare il vaso di Pandora. A smentire con i fatti. Mettendo alla luce tutti i problemi di natura economica e giudiziaria che pendono tutt’ora sul fabbricato. Fallimenti, sequestri conservativi, pignoramenti. 

Nella realtà quell’operazione si è rivelata un vero e proprio fallimento.

Aprirne l’ingresso, giorno dopo giorno, comporta costi, annuali, per circa 800 mila euro. Una pazzia. Denaro pagato dai presidenti. Sottratto alla loro disponibilità. 

Quella villa sarà prossimamente ceduta in locazione. E’ indispensabile renderla economicamente produttiva. Una decisione più che opportuna. Condivisibile sotto tutti i punti di vista. Questo nella volontà di Gabriele Gravina. La sede della Lega di serie C dovrà presto essere trasferita in uffici moderni più idonei e più funzionali. E, passaggio determinante, dai costi notevolmente più contenuti rispetto allo sperpero sopra indicato.

Come le Leghe di serie A e B. Che a Milano, sono ubicate in un fabbricato, al numero 4 di via Rosellini. Disposte su due piani. Da tempo immemorabile. Non ci saranno i lampadari di Murano e stucchi antichi ai soffitti ed alle pareti, ma sono ugualmente molto rappresentativi.

L’argomento del giorno riguarda sempre i ripescaggi. Il fondo perduto. La tassa che tiene in sospeso il futuro immediato di tante Società. Il Consiglio Federale, nel merito, renderà pubbliche le sue decisioni il 7 giugno prossimo. Per essere riammessi in serie C occorrerà versare, comunque, 300 mila euro. Per contanti. Allegandoli alla domanda. Questa non è soltanto una semplice indiscrezione. Come accennato in precedenza quel denaro, ove qualche Società intendesse aderire, confluirà,a differenza degli anni precedenti, nelle casse della Lega Pro. 

La Lega dilettanti ha da tempo diramato una sua graduatoria per i ripescaggi. Che tiene conto soltanto dei meriti sportivi acquisiti nella stagione in corso. Tra le Società che hanno partecipato ai play off. Per essere ripescati occorrono infrastrutture idonee. Nel rispetto delle norme e dei regolamenti. Riguardano la capienza dell’impianto, l’illuminazione, gli spogliatoi ed altro ancora. Anche la “salute” nella situazione patrimoniale Non saranno concesse deroghe per andare a giocare in altri stadi. La Caronnese, per fare un esempio, non possiede quei requisiti alle strutture. Non potrà essere ripescata. Indipendentemente dalle sue possibilità economiche.

Il Collegio di Garanzia ha respinto i ricorsi della Procura Federale e della Procura Generale del Coni. Avversi alla decisione della Commissione d’appello Federale sul caso Lanciano. Il Livorno è irrimediabilmente retrocesso in serie C. Nulla da obbiettare nei confronti dei rossoneri abruzzesi. Splendidamente difesi da tre “bomber” di lusso. Eduardo Chiacchio, Michele Cozzone e Cesare Di Cintio. La riflessione riguarda invece l’arbitro Nasca ed i suoi collaboratori all’Ardenza. Nell’ultima gara di campionato decisiva per la salvezza. I loro pacchiani errori hanno condannato la squadra di Aldo Spinelli. A farla retrocedere non sono stati i giudici e nemmeno il Lanciano. E’stato l’arbitro Nasca.

Mi domando: ora, dal punto di vista sportivo, quale futuro dovrebbe aspettarlo? 

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