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ESCLUSIVA TLP - Fano, Germinale: “Dai play off ai play out? Stimolante questa nuova sfida. E adesso dipende da noi”TUTTOmercatoWEB
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
lunedì 15 maggio 2017, 21:00Interviste TC
di Claudia MARRONE
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Fano, Germinale: “Dai play off ai play out? Stimolante questa nuova sfida. E adesso dipende da noi”

Un curriculum di quelli che parlano da soli, fatto da gol e presenze in lungo e largo per l'Italia, ma sempre con l'umiltà e la voglia di chi sa mettersi in gioco: Domenico Germinale è sicuramente uno degli uomini più rappresentativi del Fano, che da questa settimana volgerà la massima attenzione alle sfide play out per mantenere la categoria. L'attaccante, ai microfoni di TuttoLegaPro.com si racconta alla vigilia di questo importante appuntamento.

Dopo cinque play off giocati, per la prima volta in carriera, disputerai anche i play out: come arriva il Fano agli spareggi salvezza?

“14 gare fa eravamo ultimi, tutti ci davano per spacciati, ma nel girone di ritorno le cose sono poi cambiate, e i play out sono stati un primo importante obiettivo raggiunto: chiaramente non dobbiamo fermarci ora, anche perché nelle due sfide abbiamo il vantaggio della posizione in classifica, ma anche la fortuna di un grande pubblico che potrà farci sentire a casa in entrambe le partite. i tifosi ci hanno sempre dato una mano anche nei momenti difficili, a Fano c’è una buona cultura del calcio. Però dobbiamo mantenere la massima umiltà, non dimenticando che il Forlì in campionato ci ha creato alcune difficoltà: ma a differenza di tempo fa, dove non dipendeva solo da noi, adesso abbiamo la possibilità di farlo dipendere solo da noi”.

Probabilmente le cose a Fano sono cambiate anche con gli arrivi di gennaio, dove c’è da annoverare, oltre al tuo, quelli di Filippini e Fioretti: tutti gli elementi di esperienza a dimostrazione che il calcio non ha età.

“Non sono poi così vecchio, alla fine ho sempre 29 anni (ndr)! Di certo c’è che sia la proprietà che la città meritano la salvezza, perché gli sforzi fatti dal presidente sono stati notevoli, e in caso di permanenza tra i pro, con lo scheletro della rosa in essere, si potrebbe fare un campionato sicuramente diverso. Filippini e Fioretti erano poi due giocatori che conoscevo, il loro valore non si discute, ma comunque delle potenzialità c’erano in tutta la squadra: è stato per me stimolante accettare questa nuova sfida verso la salvezza”.

Per quel che concerne il tuo personale il bilancio può dirsi positivo: cinque gol, diversi assist e tanta continuità.

“Dopo l’infortunio dell’anno scorso mi sono rimesso alla grande, fisicamente sto bene e avevo voglia di dimostrare il mio valore: finora posso ritenermi soddisfatto. E non voglio fermarmi adesso, le due prossime gare valgono davvero una stagione, anche se poi l’analisi tecnica va fatta alla luce di un campionato e no di due sole partite per non sminuire quanto di buono ha fatto tutta la squadra”.

Anche perché aver giocato cinque play off in carriera è sinonimo di giocare a vincere. Ma a proposito di play off: cosa pensi della nuova formula?

“E’ spettacolare. Crea appunto spettacolo ma allo stesso tempo da illusione a molte squadre, perché alla fine chi arriva decimo non può essere considerato tra le squadre di vertice, la distanza dal primo posto alle volte è anche notevole, ma è giusto comunque che anche realtà nuove, più piccole ma ben organizzate, si affaccino a un determinato calcio. Chiaro che a livello tecnico qualcosa si va a perdere, ma alla lunga i valori vengono fuori, anche se…è troppo lunga. Alla fine in una gara secca ci può stare che una squadra, per mille motivi, vada a concedere una partita”.

Quello che poi è successo a tre squadre che conosci bene: Padova, Bassano e Como.

“Al Como vanno però fatti i complimenti, Andrissi è una persona che ammiro e credo che lui, insieme al DG, abbia avuto il coraggio e la bravura di tenere in piedi tutto anche quando la situazione non era delle più semplici: la rosa era assolutamente competitiva e si è sempre mostrata su alti livelli, e anche il mercato di gennaio è stato fatto con il massimo criterio. Alla fine penso che non vada drammatizzata nemmeno la situazione del Padova, basta pensare che ha sempre fatto campionati di vertice dal ritorno in Lega Pro, avvenuto solo due anni fa: quest’anno ha lottato in un girone tosto, contro piazze importanti, e anche se meriterebbe categorie superiori non si può fare una tragedia di quanto successo domenica. Alla fine il campionato dei biancoscudati non è stato da buttare, ma è ovvio che si guarda solo la fine tutto diventa negativo: si deve ripartire dal positivo e lavorare sul negativo. Per quel che invece riguarda il Bassano, credo che abbia solo pagato il cambio della colonna vertebrale che ha fatto grande la società nelle passate stagioni: il rischio di pagare qualcosa quando si cambia molto c’è”.

Nel Girone B sta invece sorprendendo l’Albinoleffe, possibile mina vagante di questi play off: ti aspettavi un campionato così dalla Celeste?

“Si, perché conosco l’ambiente, e so come lavorano. Il presidente non ha ma mollato, e Giacchetta ha fatto ottime scelte, la squadra è un giusto mix tra elementi esperti e giovani di grandi prospettive: normale che fosse premiato il bel percorso. Ed è anche giusto, le società forti lo meritano”.

Discorso a parte per l’Alessandria: cosa è successo nell’ambiente grigio?

“Difficile capirlo dall’esterno. Di sicuro la Cremonese ha sempre tenuto botta, e questo ha inciso, ma io posso dire che ad Alessandria una fortuna la hanno: il presidente. Di Masi è una persona che ha la piazza nel cuore, è davvero il primo tifoso, un signore in tutti i senti, con un’umiltà che dovrebbe essere di esempio: è sempre vicino alla squadra, far da scudo ai ragazzi è nel suo dna. Poi c’è alle spalle una grande società, che programma sotto tutti i punti di vista, basta pensare a come lavora bene l’ufficio marketing: la grande programmazione prima o poi li premierà, non devono mollare”.

Vincono invece Foggia e Spal, con la prima promossa in B e l’altra addirittura in A.

“A livello di programmazione sono il top, e a questo si deve aggiungere la voglia di vincere: quando poi si è tutti uniti senza pressioni, con il pubblico che ha la giusta pazienza in virtù del lavoro svolto, tutto succede. Sono felice davvero per entrambe le squadre, che credo faranno bene anche nella prossima stagione nonostante vadano a misurarsi con altri campionati”.

Capitolo Catanzaro: una delle grandi della Lega Pro, ora in lotta per la salvezza, dopo che pochi anni fa ha disputato, proprio con te in rosa, i play off. Come ti sei spiegato questa involuzione?

“Troppi cambiamenti negli ultimi anni, e come dicevo non sempre le rivoluzioni fanno bene. Io laggiù sono stato benissimo, spero che alla fine la stagione delle Aquile possa risolversi nel modo più positivo”.

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