INTERVISTA TC - Pres. Sicula: "A Siena in bus, sognando l'Olimpico"
Dai campi polverosi delle categorie dilettantistiche al giocarsi la Coppa Italia. Sulla carta, ovviamente, visto che la Sicula Leonzio non è tra le favorite per la vittoria finale. Ma anche sul campo, da domani, in quel di Siena, per la prima in assoluto da quando Giuseppe Leonardi è il presidente dei bianconeri. TuttoC.com ha intervistato in esclusiva il patron dei siciliani, approfittandone per trattare temi di mercato e di governance.
Dalla Promozione alla Coppa Italia dei "grandi".
"La prima in assoluto per la Sicula. Un prestigio per noi, sappiamo che si tratta di una partita di luglio ma questo vale per tutte le squadre".
Che partita sarà in Toscana?
"Non siamo al completo e non siamo pronti al 100%: diciamo più al 65/70% rispetto a quanto vedremo in campionato. Noi non dovevamo nemmeno giocare la Coppa, abbiamo scoperto di esserci il giorno stesso in cui è stato creato il tabellone. E poi affrontiamo una delle finaliste dei playoff. Non siamo vittima sacrificale ma con un po' di tempo in più e con un viaggio meno pesante forse sarebbe stato meglio. Mancano De Rossi e Narciso, Aquilanti è out, siamo un po' rimaneggiati".
Spostarsi di luglio non deve essere stato facile...
"Per nulla. In Sicilia abbiamo un grosso problema con i trasferimenti. Inoltre programmare una trasferta una settimana prima è stato pure impegnativo dal punto di vista economico. Purtroppo non abbiamo trovato voli e quindi alla squadra è toccato il viaggio via terra. Da ieri il team è in viaggio, oggi si è fermato a Napoli per poi ripartire per Siena".
Guardando il tabellone ci sarebbero Genoa e Roma un po' più avanti...
"Prima ci sarebbero Siena ed Entella, non proprio due squadrette qualsiasi. Il Pordenone insegna: la Coppa è un obiettivo strano, si può fare un'esperienza però è imprevedibile. Certo, sarebbe bello entrare a Marassi o all'Olimpico ma non sarà affatto facile. Giochiamocela e vediamo, ricordandoci che comunque vada sarà un buon test per il campionato".
Intanto si chiude una settimana che vi ha visto ufficializzare sei operazioni, praticamente una al giorno fino a oggi.
"Tante situazioni erano già monitorate e chiuse da tempo. Con D'Amico, ad esempio, il rinnovo era già impostato da tempo. Inoltre la Coppa ci ha portato ad accelerare qualche operazione che comunque sarebbe andata a buon fine. Poi siam contenti anche per aver preso Esposito dalla Juve Stabia: c'erano tante squadre su di lui ma la sua volontà è stata decisiva".
E adesso cosa manca?
"Abbiamo qualche uscita da fare, poi 3-4 entrate: due attaccanti, un terzino sinistro e un esterno offensivo. Il mercato da qui in avanti non sarà facile, soprattutto per le due punte, una under e una grande: per ora tante aspettano la B, altre hanno contratti importanti, poi ci sono squadre che non se ne privano. Però qualcosa bolle in pentola".
Chiusura sulla Lega Pro: ripescaggi tutti da capire, una sola squadra B.
"Le seconde squadre sono un flop, bisogna sistemare le vere problematiche della C e non fare questi esperimenti che non portano da nessuna parte. La Juve B farà dei danni perché sarà in classifica e questo falserà i campionati: non parliamo di una neopromossa ma di una squadra che sarà sicuramente forte. Anche perché, e l'abbiam visto nel calcio femminile, la Juve dove si mette non fa affatto cattiva figura. Però non capisco cosa c'entrino queste squadre. E non capisco nemmeno cosa succederà con le fideiussioni problematiche di altre squadre, come si iscrivono certi club per saltare in aria poco dopo, perché in C non ci sono fondi. E poi il calcio è al collasso: in B basta vedere le situazioni di Bari e Cesena. Sarà un'estate tremenda e dura per tutti: troppe incertezze, tanta confusioni, ricorsi e controricorsi. Potrebbe slittare anche la prima giornata, secondo me. Sul fronte ripescaggi, da catanese, non nascondo che sarei felice nel vedere il Catania in Serie B. Toglieremmo un derby ma ribadisco che gli etnei meritano altri palcoscenici".


