Marcolini: "L'Alessandria voleva il rinnovo, ma gli obiettivi erano diversi"
"In tanti anni ne ho viste di tutti i colori ma mai un’estate così turbolenta. Il calcio è lo specchio del paese: all’estero a fine giugno escono i calendari da noi iniziano le battaglie legali. Per disintossicarmi dall’essere passato dal sogno di esordire in B a un senza panchina ho mollato un po’ il tiro, ma dalla prossima settimana tornerò a pieno regime".
Dalle colonne de La Stampa, esordisce così l'ex tecnico dell'Alessandria Michele Marcolini, passato in estate ad Avellino, in quello che sarebbe dovuto essere il suo primo campionato di Serie B da allenatore, salvo poi il fallimento del club. Il mister guarda però oltre, e si concentra su quello che potrà essere il primo campionato di Serie C:
"Dato per scontato che il quadro generale non cambi, vedo la Toscana protagonista con l’aggiunta di Novara ed Entella. Gli azzurri hanno allestito uno squadrone, basti pensare alla coppia d’attacco Cacia-Eusepi. Il Siena non è da meno: non ha più il duo Marotta-Santini ma una rosa strutturata in ogni reparto con le qualità per ripetere lo scorso torneo. Sullo stesso livello metto il Pisa: ha preso Moscardelli, uno che i gol li fa da sempre, ha ingaggiato Marconi che D’Angelo conosce alla perfezione dai tempi dell’Alessandria e saprà far rendere al meglio. Di certo i nerazzurri non ripeteranno la scorsa stagione. Aggiungo la Carrarese: in avanti Baldini ha ricostituito la coppia di Empoli Maccarane-Tavano con i due che si trovano ad occhi chiusi e non è passata settimana che la società non abbia tesserato un giocatore di categoria. Infine c’è l’Entella che in tribunale o sul campo vuole tornare in B".
Ma le possibili sorprese non finiscono qui: "Mi stuzzica il Monza. Era già una squadra interessante e difficile da affrontare. Ci aggiungo la Pro Vercelli che pur avendo rivoluzionato la rosa è scesa dalla B e quindi ha più di un’ambizione".
Si chiude con l'Alessandria: "Il presidente Di Masi ha tenuto fede a quanto mi aveva anticipato ripartendo da una rosa giovane. Non avendo sotto osservazione l’organico lascio al campo la risposta. Il presidente mi ha offerto il rinnovo ma i nostri obiettivi non coincidevano. Per questo ci siamo lasciati nell’assoluto rispetto dei ruoli e amicizia. Quando è avvenuto non ero stato contattato dall’Avellino: si faceva il mio nome solo sui giornali".


