Taranto, dicembre mese verità. Pronti i tagli
Venti giorni per salvare il salvabile. Per molti calciatori del Taranto, quello di dicembre sarà il mese della verità. In tanti sotto esame con una sola certezza: per continuare a vestire la maglia rossoblu anche nel 2011 bisognerà tirare fuori i famosi attributi, quelli che molto spesso sono a venuti a mancare in una prima fase di stagiona troppo altalenante. Venti giorni, quindi, per recuperare la credibilità dello staff tecnico e la fiducia dei tifosi, sempre più scettici e meno entusiasti.
Cosa serve: il Taranto non riesce a segnare perchè non è capace di impostare. E' la diagnosi venuta fuori dopo tre mesi di campionato. Sin dall'estate ci si era resi conto che in questa squadra mancasse un regista, un elemento in grado di impostare la manovra dalle retrovie. E in questo senso, il mercato dovrebbe portare in dote un difensore centrale abile nel far ripartire la manovra. Ovviamente, il problema del gol è dovuto anche all'assenza di un attaccante centrale che possa supportare Riccardo Innocenti al quale non si può chiedere di cantare e portare la croce. Ma gli attaccanti costano, e anche tanto visto che a gennaio rappresentano una merce rara, soprattutto per la categoria.
Chi rischia: Emanuele Ferraro non è stato fortunato in riva allo Ionio. Nonostante il suo arrivo sia stato salutato con entusiasmo, il rapporto con la tifoseria sembra ormai incrinato. Il primo indiziato a partire, in caso di un nuovo arrivo in attacco, è proprio lui. Ma non è l'unico con le valigie in mano, visto che in tanti hanno deluso le attese. Insomma, dicembre è un mese verità per tutti.
Serve gente di calcio: se oggi il Taranto non ha un'anima e pecca in personalità, probabilmente una parte della colpa è da attribuire alla società. Il calcio è una materia estremamente semplice, ma per poterlo fare bisogna capirlo, non si può improvvisare. Gli sforzi, di tutti, sono da elogiare, ma in questa società manca un elemento dominante, oltre al presidente. Come potrebbe essere un direttore sportivo o un direttore generale di comprovata esperienza. Con tutto il rispetto per il consulente Valentino Angeloni, che a Taranto si vede di tanto in tanto, in via Martellotta ci vorrebbe una figura più imponente, magari del calibro di Giorgio Perinetti, tanto per fare un esempio. Forse è chiedere troppo, ma una grande società e una grande squadra si costruiscono dalle fondamenta...


