Taranto, Girardi a TLP: "La mia carriera è iniziata domenica scorsa"
Dopo appena tredici minuti di gioco, i primi da quando è un nuovo giocatore del Taranto, il ventiseienne Domenico Girardi ha segnato il gol decisivo della vittoria contro il Cosenza. Sceso direttamente dalla Serie A e dalla lontana Verona, si è spostato in riva allo Ionio in virtù della “ristrutturazione” della squadra rossoblù voluta dal presidente Enzo D’Addario per tentare l’assalto alla B. Intervistato in esclusiva da TuttoLegaPro.com il calciatore nato a Terzigno espone le sue sensazioni.
Schierato in campo fin dall’inizio da Dionigi, ha subito festeggiato con un gol al Cosenza. Se l’aspettava?
“No. Sicuramente non immaginavo che avrei potuto giocare titolare da subito - afferma Girardi - Penso di aver ripagato al massimo la fiducia accordatami dal mister. Sono contento per il gol, ma sono convinto che il succo della vittoria di domenica sia l’ottima prova collettiva della squadra e la voglia di portare a casa i tre punti”.
È arrivato dal Chievo in questo mese di gennaio, dopo aver provato a giocare in Serie B con il Modena. Non ha un pizzico di rammarico per non essere rimasto in una categoria superiore?
“Certamente l’anno scorso ho provato l’esperienza in B, ma sono stato penalizzato perché nelle gerarchie davanti a me c’era un attaccante come Sasà Bruno, che è un giocatore di categoria e fa la differenza. Comunque, penso di avere fatto la mia parte con i pochi minuti che mi erano stati concessi. E inoltre, in questa stagione, sono rimasto un po’ ai margini anche se sono stato in una squadra di Serie A, ma per un giocatore non c’è niente di meglio che poter giocare e dare sfogo alla propria voglia di esprimersi”.
Eppure alla guida del Chievo c’è quello Stefano Pioli che era colui che l’aveva lanciata nel calcio professionistico.
“Sì, è vero: fu con la Salernitana. Lo ebbi come allenatore anche all’inizio della mia carriera, ma secondo me la carriera è iniziata domenica scorsa: sono venuto a Taranto con forte motivazione e con la volontà di rilanciarmi”.
Oltre a lei è arrivato a rinforzare il Taranto anche Ousmane Sy, per quella che sarà una sana competizione nel giocarsi il posto in attacco.
“Senza dubbio c’è un parco attaccanti ottimo per la categoria, e la concorrenza fa sempre bene. Avere 4-5 attaccanti di livello per il mister sarà gratificante, poi sarà lui che sceglierà partita per partita”.
Davide Dionigi è un fresco ex calciatore, ha quindi la “vicinanza generazionale” per gestire una squadra professionistica.
“E’ un allenatore molto preparato Dionigi, soprattutto è molto disponibile con il gruppo e parla con ogni singolo giocatore, facendosi capire bene. Quelli che vanno in campo sono i giocatori, ma egli ci mette anche del suo. Nei sette-otto anni in cui gioco a calcio ho incontrato poche volte un gruppo così motivato e forte, poi il mister ci insegna a provare e riprovare sino alla noia, fino a quando non facciamo i movimenti giusti”.
Questo Taranto è al quinto posto, e ha il calendario dalla sua parte. Ospiterà Nocerina, Benevento e Lanciano per i quartieri alti, e soprattutto avrà allo “Jacovone” l’ultima partita con il Viareggio.
“E’ vero, anche se giocheremo pure in casa delle squadre che sono sotto di noi. Non credo che abbiamo né un vantaggio né uno svantaggio: quello che conta è che il Taranto viva alla giornata. La classifica va guardata alla fine: dobbiamo solo andare avanti partita per partita e portare a casa più punti possibile, e dopo tirare le somme”.
Domenica c’è una sosta, poi ci sarà una doppia trasferta: la prima ad Andria e l’altra a Cava de’ Tirreni.
“Per ora staccheremo un attimo la spina, dopo ci concentreremo sulle due trasferte. Nessuna delle due è facile, perché andremo su due campi ostici, ma daremo sempre il massimo per vincere fuori casa. Questo mi preme perché il Taranto in questo campionato in trasferta non ha mai vinto, e abbiamo un’occasione per sfatare questo tabù”.
Che obiettivo vi ponete?
“Abbiamo un obiettivo che penso sia comune con la piazza e con la società: siamo ambiziosi e poi faremo il meglio delle nostre possibilità. Il campo sarà giudice delle nostre prestazioni”.


