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Trapani, Boscaglia a TLP: "Il sorpasso? Realisti, non stupidi. Morace è una goccia d'acqua nel deserto"TUTTOmercatoWEB
Roberto Boscaglia (allenatore del Trapani)
© foto di Anto.Abbate/TuttoLegaPro.com
domenica 10 aprile 2011, 00:01Interviste ESCLUSIVE
di Claudio Gallaro
per Tuttoc.com

Trapani, Boscaglia a TLP: "Il sorpasso? Realisti, non stupidi. Morace è una goccia d'acqua nel deserto"

Gestione oculata, continuità tecnica, squadra costruita senza spese folli e risultati che finora danno ragione. A Trapani stanno dimostrando di saper fare calcio e meritare la Lega Pro, ma soprattutto di avere la pazienza e la capacità di programmare. Una cavalcata dalla D al secondo posto in Seconda Divisione impossibile senza gli sforzi economici del presidente Morace, l'esperienza di dirigenti come Lipari e la personalità di mister Roberto Boscaglia, quarantatreenne gelese capace di plasmare a sua immagine e somiglianza un organico variegato composto da tante giovani "scommesse" con una bella dose di esperienza in tutti i reparti. In esclusiva per TuttoLegaPro.com, Boscaglia svela i segreti della perfetta alchimia creatasi nel club trapanese e lancia il guanto di sfida al Latina, capolista del girone C distante soli tre punti.

Mancano cinque partite alla conclusione del campionato. Come sta la squadra dal punto di vista fisico e mentale alle porte di questo rush finale?
“Stiamo bene, abbiamo fatto dei buoni risultati nonostante i due pareggi esterni con Vigor Lamezia e Neapolis Mugnano, partite stradominate che però non siamo riusciti a chiudere. Anche fisicamente la squadra è pronta a tirare la volata finale ed eventualmente ad affrontare i playoff”.

Crede che questa estenuante rincorsa al Latina possa in qualche modo avere un effetto boomerang nel caso in cui non dovesse andare a buon fine?
“Dobbiamo essere realisti, non stupidi. Tra noi e il Latina c’è solo una partita di differenza. Allo stesso tempo non dobbiamo smettere di guardarci alle spalle, dove squadre come il Milazzo e l’Avellino stanno risalendo velocemente. Non dobbiamo peccare di superbia ed essere presuntuosi, ma bravi a guardare con un occhio il primo posto e con l’altro a tenerci stretto il secondo. Sarò sincero, siamo partiti per fare un buon campionato, abbiamo tanto entusiasmo, anche perché fino a qualche giornata fa i punti di svantaggio dalla prima in classifica erano 7-8, ho a disposizione un organico con dei buoni ricambi e col passare del tempo la squadra ha acquisisto una mentalità vincente. Poi c’è un pubblico straordinario e un ambiente che non ti mette troppa pressione e ti fa lavorare serenamente. Si può vincere e anche non vincere, però questo non rovina minimamente quanto di buono stiamo facendo”.

Dove si deciderà secondo lei il campionato? Il Latina nelle ultime cinque giornate affronterà solo due squadre “motivate” a fare punti: Aversa Normanna e Neapolis Mugnano, mentre il vostro impegno più proibitivo sarà al “Partenio” di Avellino.
“Guarda, il Latina ha perso punti con Melfi e Isola Liri. Noi con la Vigor Lamezia. Vien da sé che nessuna squadra ti regala niente, quindi noi dobbiamo guardare partita per partita. Paradossalmente nella preparazione delle partite “difficili” il lavoro dell’allenatore è minimo, mentre in quelle apparentemente facili bisogna lavorare più minuziosamente e evitare pericolosi cali di tensione”.

Se la promozione diretta dovesse sfuggirvi, secondo lei quale squadra sarebbe la favorita nei playoff?
“I playoff sono un terno a lotto, chi li affronta meglio mentalmente, vince. Sulla carta l’Avellino ha in organico giocatori importanti a livello individuale, ma la sconfitta di Catanzaro dimostra che ogni squadra può perdere e vincere contro chiunque”.

A febbraio ha rinnovato il suo contratto col Trapani addirittura fino al 2013. Un’importante dimostrazione di stima e di fiducia da parte della società, ma anche del suo grande attaccamento alla piazza granata.
“Sono arrivato qui nell’estate 2009 per iniziare un progetto, dove abbiamo abbattuto i costi e costruito una squadra con tanti giovani, anche di categorie inferiori, e 2-3 innesti importanti ed esperti. Trapani è una città di mare bellissima, c’è una tifoseria che ti fa sentire un vero allenatore e poi c’è un presidente che ha sposato la causa in maniera eccezionale. Non è una sviolinata, ma Morace sta al calcio come una goccia d’acqua sta al deserto. Quando mi hanno proposto il rinnovo, non c’ho pensato due volte ad accettare. Certo, portare i risultati aiuta, ma in questa piazza ci sono programmi importanti e sono entusiasta di rimanere ancora a lungo”.

Nel Trapani si stanno mettendo in mostra tanti giovani interessanti: Coco, Alletto e Ficarrotta, solo per citarne alcuni. C’è uno che secondo lei ha tutte le carte in regola per sfondare in categorie superiori?
“Credo che ci sono giovani molto molto interessanti in tutta la Seconda Divisione. Ne ho visti alcuni ad Aversa, Matera e Lamezia. Noi abbiamo Ficarrotta che è stabilmente in Nazionale, Coco ha una tecnica importante, anche se deve ancora crescere fisicamente e tatticamente. Lo stesso Lo Bue ha fatto un campionato straordinario, senza dimenticare Alletto, un giocatore importante anche se gioca meno. La cosa più importante, però, è che sono tutti ragazzi con la testa sulle spalle, professionisti seri e dediti al lavoro”.

Mister, lei sta partecipando al corso per allenatore di Seconda Categoria a Coverciano. C’è qualche collega che ammira particolarmente per la sua idea di calcio?
“Siamo tutti allenatori di Lega Pro, quindi tutto sullo stesso livello. Credo che ogni allenatore debba sentire tutti quanti, scambiarsi informazioni, parlare delle proprie esperienze, ma poi fare il proprio calcio in base alle caratteristiche dei giocatori che ha. Non ci sono cose da copiare da altri allenatori. Il nostro calcio può crescere solo con il confronto".

Nella sua ancor breve carriera da tecnico, ha sempre allenato in Sicilia. Qualora le proponessero di lavorare fuori regione, sarebbe difficile per lei dire di si?
“Il nostro lavoro può portarci oltreoceano. Non mi pongo limiti. Perché non arrivare in categorie superiori sulla panchina del Trapani?”.

Lei è nativo di Gela. Cosa ne pensa dell’attuale situazione sportiva e non del club di Angelo Tuccio?
“E' una situazione che non conosco nei dettagli. L’unica cosa che posso dire è che il presidente Tuccio è una persona straordinaria che nel momento peggiore ha regalato il salto di categoria. Adesso è una squadra giovane, ma la società è sana. La salvezza è un’impresa ma spero che ce la facciano”.

Mister, oggi al “Provinciale” arriva l’Isola Liri: una squadra che sulla carta non ha più niente da chiedere a questo campionato, ma che in realtà gode di ottima salute (è reduce da un rotondo successo contro la Vigor Lamezia, ndr) e che vorrà ben figurare al cospetto della vice capolista.
“Affronteremo l’Isola Liri con rispetto, come se fosse la prima della classe. E’ una squadra temibile, un mix di tanti giovani e qualche anziano che all’andata ci mise molto in difficoltà. Poi dopo aver fermato il Latina, vorrà ripetersi contro di noi”.
 

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