DIFFICOLTA' IN LEGA PRO: ECCO LA MIA IDEA DI RIFORMA
Il Consiglio Federale che si terrà in via Allegri il prossimo 29 aprile, probabilmente diraderà alcune delle nuvole che, attualmente, si addensano pericolose sul capo delle società di Lega Pro.
Infatti per stessa asserzione del presidente federale, recentemente all’uopo sollecitato, in quella data potrebbero essere forniti i primi dettagli relativi alle nuove norme per l’ottenimento della licenza nazionale, necessaria per iscriversi al prossimo campionato e si parlerà, inevitabilmente, anche della ventilata riforma degli organici della terza serie.
Due argomenti estremamente delicati alla luce, anche, dell’ ultima raffica di penalizzazioni che hanno portato a 34 il numero delle società di categoria penalizzate, a vario titolo.
Gli obblighi derivanti dal rispetto delle norme riguardanti i criteri sportivi, organizzativi e infrastrutturali, in diversi casi del recente passato, alcuni problemi pur se piccoli, li hanno creati. Grazie agli insegnamenti ricevuti e alle sanzioni subite, saranno certamente superati positivamente da tutti.
Le difficoltà sorgeranno per il rispetto degli adempimenti economici, finanziari e legali che, proprio in conseguenza delle penalizzazioni sanzionate, rappresenteranno l’argomento più spinoso da superare, per ottenere il rilascio della licenza nazionale.
Non è ancora concessa la possibilità di conoscere le nuove regole, auguriamoci, per il bene comune, che si possano apprendere il prima possibile. Soprattutto che non rappresentino una spada di Damocle ai più insormontabile.
Perché prendendo a riferimento quanto richiesto negli anni trascorsi, la domanda che nasce spontanea è intrigante.
Delle società attualmente in carenza finanziaria quante sarebbero in grado di dimostrare, entro la fine dell’ imminente mese giugno, di aver saldato le retribuzioni da corrispondere ai propri tesserati dovute sino al 30 aprile 2011 e di avere nel contempo regolarizzato, sino alla stessa data, le relative posizioni contributive, erariali e del fondo fine carriera.
Per di più, nel contesto innovativo, si parla anche di introdurre l’obbligo, finanziariamente pesante per le società, di allegare alla domanda di iscrizione, nuove garanzie bancarie (fideiussioni) per un importo superiore a quello richiesto negli anni precedenti.
La speranza auspicabile è che tutte le società superino l’esame, ma il timore, che ci possano essere tante escluse e che la riforma dei campionati subisca una accelerazione obbligata, è grande. Sarebbe una sconfitta per tutti, inclusi i calciatori. Il teatrino dei ripescaggi del passato più o meno recente, deve necessariamente aver insegnato qualcosa. Il meccanismo va oliato.
Sulla riforma dei campionati tutti attendono incuriositi ed impazienti le novità. La eventuale riduzione drastica, a sessanta squadre, del numero delle società partecipanti ai campionati di Lega Pro è penalizzante e per questo non condivisibile.
Perché non pensare allora ad un progetto parzialmente diverso e più stimolante.
La Prima Divisione a girone unico di 20 squadre: quattro promozioni alla serie Bwin. Le prime due classificate, automaticamente, di diritto. Play off dalla terza alla decima con spareggi di andata e ritorno ad eliminazione diretta, per designare le altre due. Quattro gare, al massimo, per ogni squadra come nell’attuale, per arrivare al verdetto finale. Sei le retrocessioni in Seconda Divisione. Le ultime tre direttamente, per le altre play out dalla 12a classificata alla 17a con scontri, ad eliminazione diretta, andata e ritorno.
Sarebbe un campionato completamente nuovo, di grandissimo interesse, certamente più emozionante sino all’ultima giornata, in quanto con forbice minima di differenza per la lotta tra la promozione e la salvezza. Tutto rimarrebbe nell’ incertezza sino al triplice fischio dell’ ultimo minuto di gioco, coinvolgendo in una lotta all’ ultimo gol tutte le partecipanti, in un caso o nell’altro. Significherebbe oltretutto, grazie alla forma inedita, dare un spintone definitivo al nascere di qualsivoglia pettegolezzo o perplessità sul corretto andamento dei risultati.
Seconda Divisione inalterata con 3 gironi da 18 squadre ciascuno. Non si dovrebbe cambiare nulla rispetto all’attuale. Promozione diretta per le prime classificate di ogni girone. Play off dalla seconda alla quinta per designare le altre tre. Retrocessione diretta per le ultime di ogni girone. Play out dalla quindicesima alla penultima per designare le altre.
In conclusione Lega Pro con organico complessivo ridotto a 74 squadre, sicuramente più consono alla realtà attuale della terza serie e, principalmente, meno penalizzante e con meno sacrifici rispetto a quelli previsti dal drastico taglio preconizzato.
E’ solo una idea. Ha il pregio di essere nuova e senza dubbio stuzzicante.
Servono certamente nuove norme finanziarie, ma accessibili e non traumatiche, che permettano alle società di proseguire, senza strappi dolorosi, il percorso di ristrutturazione faticosamente intrapreso nelle ultime stagioni. Norme in ogni caso trasparenti e inattaccabili, tali da impedire drasticamente,per esempio, la firma di contratti eccessivamente onerosi o anomali (relativamente alla distonia tra gli importi della prima e della seconda annualità) o il ricorso improvvido all’ utilizzo di documenti “inquietanti” per la loro autenticità.
Il momento è estremamente difficile per tutti, l’esempio risolutore viene dall’alto. Il “Fair Play” finanziario tanto desiderato, voluto ed alla fine imposto da Michel Platini a livello internazionale di Club. Stipendi e ammortamenti non devono superare, nei prossimi anni, il 70% dell’ammontare dei ricavi. Equilibrio perfetto nella gestione tra le entrate e le uscite economiche. A nulla contano gli investimenti personali delle proprietà se non utilizzati per l’ impiantistica sportiva o per il settore giovanile. Chi non rispetta è escluso. Il progetto, doverosamente personalizzato dopo attento studio, va applicato anche alle categorie inferiori.
Le follie sono vietate, non è una corrente di pensiero ma una realtà nuova, ci si dovranno abituare tutti. Attenzione, una realtà che fa riflettere e con la quale tutte le componenti avranno l’obbligo di confrontarsi. Inclusi tesserati e tifosi.
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