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I top e flop di gennaio: i voti al mercato prima della maratona finaleTUTTOmercatoWEB
lunedì 31 gennaio 2022, 00:00Il Punto
di Ivan Cardia
per Tuttoc.com

I top e flop di gennaio: i voti al mercato prima della maratona finale

Sono sette le società che a oggi non hanno operato alcun innesto. Sette su sessanta: non pochissime, segno che qualcosa si è mosso. Non tutte, però, e se poi si vanno a guardare tipologia e costi delle operazioni, è facile notare come di soldi ne siano girati molto pochi. A gennaio, si dira, è anche normale. Ma che le finanze dei club siano in sofferenza non è certo una novità. Mancano poche ore - la finestra invernale chiuderà ufficialmente i battenti alle 20 - per scoprire se queste squadre si muoveranno o no. Nel frattempo, proviamo a tracciare un bilancio. I voti prima della fine? Certo, magari qualcuno prende spunto…

Tanta roba il Catanzaro, per quantità e qualità delle operazioni la regina della sessione invernale di mercato. Le incognite sono due: come si amalgameranno al resto della rosa tanti volti nuovi e di spessore. E poi se valga la pena un all-in di questo tipo avendo come obiettivo più realistico l’assalto al secondo posto e quindi “solo” un biglietto privilegiato per la lotteria dei playoff. Però, quando spendi e prendi così tanti elementi di valore, il voto al mercato non può che essere altissimo.

Molto bene la Feralpisalò, che ha mandato un chiaro messaggio e ora prova a chiudere anche per Ardemagni. Al SudTirol bastava anche solo prendere Galuppini per meritarsi un grande plauso; da capire a tal proposito le ambizioni del Renate che ha una linea societaria molto chiara ma intanto perde un riferimento non da poco. Sopra la sufficienza - ma con riserva - il Bari che non doveva toccare tantissimo ma quel che ha fatto lo ha fatto bene: resta da risolvere la questione Simeri. Tra quelle che si sono mosse tanto - mossa rischiosa ma a volte necessaria - ci sembra intelligente la mezza rivoluzione, anche questa da completare, della Viterbese; mettiamo dalla parte dei “buoni” pure la Vibonese. I tifosi non guardano sempre a questo aspetto, ma bene anche le cessioni del Teramo: valorizzare è sempre la strada per sopravvivere al meglio. Menzione per Modena e Reggiana: forti erano forti, pescano entrambe in B e alzano ulteriormente l'asticella.

Passiamo ai "cattivi". Bocciato il Padova. Dell’operato di Sogliano si può pensare quel che si vuole, personalmente non ho neanche motivi per difenderlo o attaccarlo. Stesso discorso, per la cronaca, per quanto riguarda Mirabelli, che pare avere in canna un bel colpo di coda e a cui vanno i migliori auguri. Silurare il direttore sportivo di una squadra seconda in classifica a meno di una settimana dalla fine del mercato è però oggettivamente una mossa difficile da comprendere, specie se non spiegata. Farlo per divergenze su un’operazione - la cessione di Moro al Sassuolo già da ora - che poi avverrà comunque anche con il suo successore, è del tutto no-sense.

A Foggia non ci si è capito quasi niente: alla fine, la vicenda Zeman-Pavone si è chiusa bene, ma ha squinternato l’ambiente e anche il mercato è stato errabondo rispetto alle richieste del boemo: se lo dice Zdenek. Male anche il Pescara: ci si aspettava francamente qualcosa in più. E la tarantella Galano deve ancora chiudersi. Un mercato di questo tipo vuol dire solo una cosa: alla possibilità di puntare alla promozione, sulle rive dell’Adriatico, non ci credono. Ci si attendeva qualcosa di diverso pure dal Potenza, al netto delle ultime da casa Caiata; Messina può salvare il giudizio in extremis: al di là delle frenetiche vicende della dirigenza, manca un attaccante. Dietro la lavagna finisce pure la Pistoiese: passi la transizione societaria, ma l’olandesima a oggi è penultima e ha portato a casa soltanto un innesto.

Incognita? L’Avellino. Chiariamoci, gli irpini hanno preso Murano: gran bel colpo e lo ha confermato andando già a segno. È sempre stato il vero obiettivo e ve l’abbiamo detto, ma nel frattempo sono usciti un’infinità di nomi, dando la sensazione che le idee non fossero troppo chiare. Ora ci si sta intestardendo su Volpe della Turris: il giocatore non si discute, ma vale la pena l’eventuale sforzo economico? Sospendiamo il giudizio.