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INTERVISTA TC - Giammarioli: "Grosseto non era da ultimo posto"TUTTOmercatoWEB
© foto di Lorenzo Marucci
venerdì 15 aprile 2022, 16:30Interviste TC
di Raffaella Bon
per Tuttoc.com

INTERVISTA TC - Giammarioli: "Grosseto non era da ultimo posto"

Per commentare la retrocessione del Grosseto TuttoC.com ha intervistato l'ex direttore sportivo della formazione maremmana, Stefano Giammarioli: "Mi dispiace perchè è un ambiente dove mi sono trovato benissimo, c'erano presupposti per fare qualcosa di importante. E' una città che non si merita la Serie D. Ha una tifoseria che ama la squadra tiene tantissimo alle loro tradizioni, ogni risultato finale ha un suo percorso. Quello del Grosseto credo sia stato abbastanza tortuoso".

Sul mercato si poteva fare di più?
"La squadra è stata modificata con l'innesto di Nocciolini e l'inserimento di giovani anche se ce n'erano già abbastanza. E' sempre apprezzabile chi si impegna a prelevare società mettendoci la faccia però credo che il Grosseto abbia stravolto in brevissimo tempo il precedente modo di fare calcio. Senza progetti e idee valide si rischia di fare questa fine".

Cosa non ha funzionato?
"Continuo a dire che la squadra non era da ultimo posto in classifica, ho conosciuto ragazzi serissimi negli anni scorsi. I giovani del Grosseto sono tra i più interessanti di tutta la C, come mi hanno insegnato i miei maestri c'è una parola che è un valore assoluto ed è quella della gestione che deve essere fatta da chi il mestiere lo conosce nel pieno rispetto dei ruoli. Serve gente che capisce di calcio, in tutte le categorie c'è un modo diverso di affrontare le cose e credo che questo passaggio non è stato capito".

Si è distrutto il lavoro fatto?
"I Ceri erano una famiglia fatta di gente appassionata, molto leale. gente perbene come del resto la proprietà attuale. Si sono ritrovati in Serie C all'improvviso e hanno voluto gestirla con grande coraggio mantenendo una cultura legate alle loro esperienze con un sostegno totale della città e questa era una forza non da poco. Sono percorsi che durano pochissimo perchè il professionismo ha delle regole che non si possono tralasciare".

E' mancata un po' di esperienza?
"A me è stato presentato un progetto in maniera chiara dalla famiglia Ceri che rispetto profondamente, ho portato dei giovani di assoluto livello dei quali sentiremo parlare tra qualche anno. Poi abbiamo preso Dell'Agnello e De Silvestro che non avevano bisogno di presentazioni, sono arrivati senza allenamenti nelle gambe e il loro rendimento è stato inferiore alle aspettative però il Grosseto ha una struttura che ha fatto miracoli l'anno scorso e ho sempre detto che anche qualora fossi rimasto non sarebbe stato facile ripetersi perchè conosco troppo bene il calcio e dopo il Covid è stato tutto diverso".

Potrebbero esserci speranze di ripescaggio?
"Grosseto è una piazza importante e la nuova società vorrà far vedere di essere presente nel territorio. Sento che ci sono molte situazioni difficili e vista la buona gestione economica credo che sia possibile. Io sono arrivato lì per aiutare la società nei rapporti con le squadre di Serie A e credo di averlo fatto in quel periodo. Penso di essere stato più un amico della famiglia Ceri che un direttore sportivo".