1^ Divisione, la Spal certifica l'involuzione del Como
Si diceva: nuvola passeggera contro il Foggia o ambizioni ridimensionate in riva al lago? Alle 16.54 una sentenza non certo definitiva ma comunque da analizzare nel corso della settimana per il Como: la bella squadra che nel mese di settembre aveva in qualche misura stupito anche gli addetti ai lavori conosce la prima sconfitta. Un rovescio accompagnato dai medesimi problemi apparsi nel sofferto 0-0 di lunedì: disattenzioni difensive e cattivi (se non del tutto mancati) movimenti in avanti. Per la Spal una boccata d'ossigeno dopo il solo punto raccolto nelle ultime due partite, con la formazione di Vecchi abile a fruttare al meglio gli episodi favorevoli e a punire gli azzurri al primo errore.
Gli impegni ravvicinati (mercoledì a Pisa e domenica il Benevento in casa) suggeriscono a Ramella alcuni cambiamenti, in parte figli della prestazione di sei giorni or sono (fuori Lewandoski in mediana, conferma per Bardelloni sulla fascia), in parte dettati dalla ricerca di una freschezza atletica che giocatori come Vicente dovrebbero garantire. Tra Ripa e Tavares vince una maglia da titolare quest'ultimo, con l'ex Pro Patria pronto per la ripresa. Modulo speculare con l'ormai canonico 4-2-3-1 per i ferraresi che affidano le proprie speranze al figliol prodigo Arma.
L'approccio timido degli spallini autorizza un quarto d'ora di buon Como, non tanto nelle occasioni quanto in personalità e voglia di innescare gli esterni della trequarti ma soprattutto un vivace Toledo. Il traversone al 15' di Paolo Rossi con Arma che perde l'attimo per l'incornata dona coraggio agli ospiti riequilibrando il tabellino dei punti, ma la vera occasione occorsa al 22' è di marca lariana ed è anche un po' l'emblema delle attuali difficoltà offensive degli uomini di Ramella. Innanzitutto emerge come tra i lariani l'unico attualmente a “saltare l'uomo” sia ormai il tanto bistrattato (dal pubblico di casa, soprattutto lo scorso anno) Bardelloni, e poi viene evidenziato -anche dal mister in conferenza stampa- come i compagni di reparto spesso non seguano l'azione, lasciando Tavares a lottare con il mondo intero. Il qui pro quo tra Filippini e lo stesso Tavares a metà del primo tempo è dunque lo specchio di questo Como (provvisoriamente?) smarrito negli ultimi metri di campo, e là dietro non è che i balbettii diventino frasi di senso compiuto. Infatti non passano sette minuti -siamo al 29'- che Melara su assist di Arma trafigge sul secondo palo Giambruno con un tiro non irresistibile ma preciso. Un vantaggio che ci sta. L'ultimo quarto d'ora della prima frazione vede una flebile reazione dei padroni di casa con Tavares che non trova la porta in almeno un paio di occasioni, una pressione alleggerita da un tiro di Migliorini parato in presa bassa dall'estremo difensore lariano. A dimostrazione di come la sfortuna bussi sempre nel momento meno opportuno è l'infortunio alla spalla di Bardelloni, problema che costringe Ramella a bruciare un cambio evitabile anche perché il Ciotola delle prime apparizioni valeva senz'altro l'ex-rondinella, non certo il Ciotola dell'ultimo mese.
I pronostici dell'intervallo che scommettevano sull'arrembaggio azzurro trovano conferma nella conclusione di Filippini parata da Teodorani al 48' e soprattutto nella spettacolare rovesciata di Ripa al 60', un'azione i cui sviluppi partoriscono il raddoppio della Spal brava a sfruttare la superiorità numerica a centrocampo: spizzata di Arma in avanti a servire Agnelli che, libero dalla marcatura di Urbano, non si fa troppi problemi a castigare Giambruno. L'espulsione qualche minuto più tardi di Toledo (classico fallo di frustrazione meritevole di un arancione) fa calare il sipario alla partita e le palpebre ai (pochi: la ressa con il Foggia è da catalogare come anomalia) spettatori presenti, dal momento che il motore della partita gira al minimo. Inevitabili dunque i lanci lunghi comaschi a cercare Ripa e Tavares, soluzione che innesca un duello personale tra la giacchetta nera e lo stesso Ripa reo di aiutarsi spesso con le spalle per cercare il contatto. Ma si sa, il Como non è stato costruito per questo tipo di gioco e così la Spal, formazione senza grandi individualità ma ben messa in campo da Vecchi, non corre mai grossi pericoli dalle parti di Teodorani.
In casa azzurra tutti negano, ma un punto in due partite arriva proprio nel momento in cui su un altro campo (societario) si gioca il doppio che vede contrapposti Di Bari/Tesoro vs. Rivetti/Amici di Como. E' vero che i giocatori devono pensare a schemi e palleggi, ma nel dubbio: si deve arrivare al 5^ set o è possibile risolverla prima?
COMO-SPAL 0-2
Como (4-2-3-1): Giambruno; Som, Diniz, Zullo, Urbano; Vicente (dal 53' Lewandoski), Salvi; Bardelloni (dal 39' Ciotola), Toledo, Filippini (dal 55' Ripa); Tavares. A disposizione: Conti, Ambrosini, Ardito, Doumbia. All: Ramella.
Spal (4-2-3-1): Teodorani; Ghiringhelli, Zamboni, Rossi Giovanni, Pambianchi; Agnelli, Migliorini (dal 72' Castiglia); Melara (dal 69' Cosner), Rossi Paolo (dal 58' Bedin) Laurenti; Arma. A disposizione: Capecchi, Vecchi, Canzian, Marconi. All. Vecchi
ARBITRO: Sig. De Benedictis di Bari coadiuvato dai Sigg. Calò e Boz
MARCATORI: 29' Melara (S), 60' Agnelli (S)
NOTE: pomeriggio soleggiato ma ventoso, terreno in ottime condizioni. Ammoniti: Salvi (C). Migliorini (S), Rossi Giovanni (S), Agnelli (S), Ripa (C), Teodorani (S). Espulso al 63' Toledo per gioco scorretto. Angoli: 4-3. Recupero: 3' pt.-4' st. Spettatori: 1500 circa.


