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Milanese sulla Serie C: "Professionistica solo di statuto. Riforma? Difficile andare contro A e B"TUTTO mercato WEB
© foto di Monia Bracciali
Oggi alle 21:04Serie C
di Tommaso Maschio

Milanese sulla Serie C: "Professionistica solo di statuto. Riforma? Difficile andare contro A e B"

Nel corso della sua intervista ad 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio, l'ex dirigente della Triestina Mauro Milanese ha parlato anche delle difficoltà della terza serie e di come una riforma che possa toccare gli interessi delle due categorie superiori possa essere difficile da far approvare anche dal futuro presidente della FIGC. Queste le sue parole: "La Serie C è professionistica solo di statuto. Non ha i ritorni di Serie A e B nei diritti d'immagine: una delle riforme da fare già da tempo era considerarla semi-professionistica. I 1.500 milioni sono distribuiti in 1.400 alla Serie A e 100 alla Serie B, quindi cinque milioni a testa per venti squadre. La C non è sostenibile se si deve sopravvivere pagando soltanto dagli incassi e dagli introiti dagli sponsor: c'è chi ha grandi ingaggi, mentre le società piccole fanno 200 spettatori. L'avevo fatto subito presente alla Triestina, ho cercato di sottolineare questo problema che sta alla base di tanti fallimenti: i costi superano le entrate". Spazio poi a un'eventuale riforma: "Se non c'è la volontà politica, una riforma non si fa: i presidenti di A e B hanno un peso politico tale da influenzare il Consiglio Federale, non danno i soldi alla C. Il presidente federale non farà mai una riforma per mettersi contro i grandi imprenditori della Serie B, è come un cane che si morde la coda, una riforma potrebbe dar fastidio".