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Tesser sui playoff di Serie C: "La testa è l'ingrediente principale. Tomei mi ha sorpreso"TUTTO mercato WEB
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Oggi alle 11:04Serie C
di Luca Bargellini

Tesser sui playoff di Serie C: "La testa è l'ingrediente principale. Tomei mi ha sorpreso"

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Intervistato dalla radio ufficiale di TuttoMercatoWeb.com sui playoff di Serie C, Attilio Tesser ha analizzato il quadro delle semifinali, soffermandosi sulle favorite, sul peso dell’aspetto mentale e sui tecnici emergenti della categoria. Spazio anche a una riflessione sul playout di Serie B tra Südtirol e Bari e sul proprio futuro in panchina. Mister, Salernitana, Brescia, Catania e Ascoli sono le quattro semifinaliste. È andato tutto secondo le previsioni? “Sì, direi di sì. Sono arrivate le quattro squadre più forti, con rose ampie e piazze molto importanti. I pronostici, alla fine, sono stati rispettati”. A questo punto della stagione, in playoff così equilibrati, cosa conta di più: testa, condizione fisica o motivazioni? “Le motivazioni sono altissime per tutti, perché il salto di categoria è il sogno di ogni squadra quando parte il campionato. La condizione atletica conta tantissimo: arrivare bene fisicamente e giocare con intensità è fondamentale. Però la testa comanda su tutto, anche sulle gambe. Bisogna evitare di bruciare energie nervose che poi diventano energie fisiche. La gestione mentale sarà decisiva. Le quattro semifinaliste hanno rose profonde e importanti, quindi anche le rotazioni possono incidere”. Le semifinali metteranno di fronte anche profili di allenatori molto diversi: da una parte tecnici esperti come Corini e Cosmi, dall’altra uno come Francesco Tomei, che sembra all’anno della consacrazione. “Tomei è sicuramente la novità rispetto agli altri. Toscano, anche se non ha allenato in Serie A, è uno che ha vinto tantissimo in Serie C ed è ormai una certezza, così come Corini e Cosmi. Tomei invece ha dato una bella identità tecnica e tattica all’Ascoli. All’inizio la squadra aveva sofferto un po’, ma poi è venuta fuori molto bene. La cosa più importante è stata la capacità di reagire e arrivare fino all’ultima partita a giocarsela con l’Arezzo. Gli altri sono allenatori navigati, abituati a queste pressioni”. Restando sul tema allenatori: questa Serie C ha mostrato tanti tecnici emergenti interessanti. Quale le piace di più? “Ce ne sono tanti. I nomi che avete fatto sono tutti allenatori che, con squadre magari meno conosciute, hanno proposto bel gioco. Conosco meglio Tabbiani, perché ci ho giocato contro negli ultimi anni: lo stimo molto sia come tecnico che come persona. Ho visto anche le squadre di Tisci e Birindelli giocare bene. Sono allenatori che hanno dato identità alle loro squadre. Poi chiaramente serve continuità e tempo per confermarsi, ma sono convinto che sentiremo parlare ancora di loro”. Domani si gioca il ritorno del playout di Serie B tra Südtirol e Bari dopo lo 0-0 dell’andata. Che gara si aspetta? “Il pareggio del San Nicola obbliga il Bari a vincere. La squadra di Longo ha qualità importanti, ma il Südtirol di Castori è una squadra strutturata, forte fisicamente e con due risultati su tre a disposizione. Anche qui conterà tantissimo l’aspetto mentale. All’andata si è vista una partita molto tattica e poco spettacolare sotto il profilo tecnico. Credo che anche al ritorno sarà una sfida molto equilibrata, in cui peseranno soprattutto i primi e gli ultimi minuti”. Infine: quando la rivedremo in panchina? “Spero presto. Ho ancora tantissimo entusiasmo e voglia di allenare, mi piacerebbe ripartire dall’inizio della stagione e portare la mia esperienza. Negli ultimi anni a Trieste ho vissuto situazioni complicate: in tre stagioni sono riuscito a terminarne solo una. Però alla Triestina auguro sempre il meglio, perché è una grande piazza. Mi auguro soltanto che nel calcio non si vedano più società in difficoltà come quelle che abbiamo visto negli ultimi anni”.