Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / serie c / Serie C
Giammarioli su Ronaldinho al Ravenna: "Operazione d'immagine, farà bene a tutta la Serie C"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 11:49Serie C
di Daniel Uccellieri

Giammarioli su Ronaldinho al Ravenna: "Operazione d'immagine, farà bene a tutta la Serie C"

Il direttore sportivo Stefano Giammarioli commenta l'arrivo di Ronaldinho al Ravenna: "È un'operazione che darà grande visibilità al club e all'intera Serie C".
Ascolta il podcast
00:00
/
00:00
Stefano Giammarioli, direttore sportivo, è intervenuto alla radio di TuttoMercatoWeb.com per commentare vari temi: Partiamo da quello che è stato probabilmente il colpo mediatico dell'estate in Serie C. Il Ravenna, dopo l'ottima stagione da neopromossa culminata con la qualificazione ai playoff, ha annunciato l'ingaggio di Ronaldinho. Il campione brasiliano, oggi 46enne, dovrebbe disputare almeno una partita con i giallorossi. Secondo lei è un'operazione di marketing o c'è anche altro? "Credo sia soprattutto un'operazione d'immagine, per la società e per la città. Parliamo di uno dei giocatori più importanti della storia del calcio, un campione che ha lasciato il segno ovunque abbia giocato. Penso che il Ravenna sia stato molto intelligente ad annunciare subito questa operazione, all'inizio della stagione e prima dell'apertura del mercato. È una scelta che darà enorme visibilità e che sarà gestita con grande attenzione, anche perché a Ravenna ci sono dirigenti con esperienza in questo tipo di iniziative. Alla fine sarà un beneficio non solo per il club, ma anche per tutta la Serie C." Restano però i dubbi sulla tenuta fisica. Le qualità non si discutono, ma Ronaldinho non gioca una partita ufficiale dal 2015. Quanto tempo potrebbe servirgli per tornare almeno una volta in campo? "Se scenderà in campo lo farà per giocare davvero. Personaggi di questo livello non vanno in una squadra soltanto per fare presenza o qualche palleggio. Sono certo che si preparerà nel migliore dei modi. Detto questo, credo che l'aspetto tecnico sia l'ultimo dei pensieri della società. Chi avrà la fortuna di affrontarlo in quella partita se la ricorderà per tanti anni." Passiamo al mercato degli allenatori. Ha fatto molto discutere la vicenda di Marco Turati, che sembrava destinato al Catanzaro e invece allenerà lo Spezia. Come valuta questa scelta? "Credo sia una scelta coraggiosa, ma che ha una logica ben precisa. Allo Spezia è arrivato Guido Angelozzi, uno dei direttori sportivi più preparati e competenti del calcio italiano. Se ha deciso di puntare su Turati significa che ci crede profondamente. È un'accoppiata interessante: da una parte un dirigente di grande esperienza, dall'altra un allenatore giovane ma già molto stimato nel nostro ambiente. Se Turati ha preferito lo Spezia al Catanzaro significa che il progetto lo ha convinto." Un'altra panchina importante è quella del Catania, che ha scelto Emilio Longo. Che ne pensa? "È una scelta che magari ha meno impatto mediatico rispetto ad altri nomi, ma Longo è un allenatore che ha fatto tutta la gavetta e si è meritato questa occasione. Io però ripeto sempre una cosa: nel calcio si parla troppo degli allenatori e troppo poco delle società. Prima ancora del tecnico servono organizzazione, idee chiare e una struttura solida. Anche il miglior allenatore, senza una società forte alle spalle, va inevitabilmente in difficoltà." Restando sulle società, c'è quella che forse sta vivendo il momento più delicato: il Bari, retrocesso in Serie C e alle prese con il tema della proprietà. Che stagione si aspetta? "I primi due o tre mesi saranno decisivi. Saranno fondamentali la scelta delle figure professionali, la costruzione della squadra e la credibilità che la società riuscirà a trasmettere. Se il Bari darà subito l'impressione di avere un progetto serio e ambizioso, i tifosi torneranno vicini alla squadra, come hanno sempre fatto. Se invece questi primi mesi saranno negativi, rischia di diventare una stagione molto complicata, anche per le enormi pressioni che ci sono in una piazza come Bari." Anche perché il livello della Serie C continua ad alzarsi. Forse quest'anno il girone B sarà addirittura il più competitivo. "Credo che sia uno dei campionati più difficili degli ultimi anni, per il valore delle società partecipanti. Ci sono piazze importanti, ma il nome da solo non basta. Il nome serve all'inizio, magari per creare entusiasmo, ma dopo quattro o cinque giornate contano soltanto organizzazione e lavoro." Da questo punto di vista l'Ascoli è stato uno degli esempi migliori della scorsa stagione. Sì, l'Ascoli è stata una società molto organizzata. Ha seguito una linea tecnica precisa dall'inizio alla fine, senza cambiare strada nei momenti difficili. La società ha sempre sostenuto il progetto ed è stata premiata con la vittoria. È uno degli esempi più belli che abbiamo visto." Chiudiamo con il girone A. L'Union Brescia ha perso la finale playoff contro l'Ascoli, ma sulla carta sembra partire con qualcosa in più rispetto alle concorrenti. È la favorita? "Credo proprio di sì. Conosco il presidente Pasini ed è una persona abituata a vincere. Il primo anno è servito per riorganizzare tutto, anche perché erano partiti in ritardo. Adesso la società ha capito cosa serve per vincere in una piazza importante e penso che l'Union Brescia sia la squadra da battere." Quali potrebbero essere invece le outsider? "Direi il Cittadella. È una società che difficilmente sbaglia due stagioni consecutive. Se c'è una squadra che può sorprendere, secondo me è proprio il Cittadella."