Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / serie c / Serie C
Banchini: "Ho avuto un confronto con la Giana Erminio, bella società. Vedremo che sarà"TUTTOmercatoWEB
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Oggi alle 11:10Serie C
di Claudia Marrone

Banchini: "Ho avuto un confronto con la Giana Erminio, bella società. Vedremo che sarà"

Ascolta il podcast
00:00
/
00:00
Tra le panchine che devono ancora trovare un "padrone", c'è quella della Giana Erminio, che dopo l'addio con Vinicio Espinal sta cercando il sostituto. Si è parlato di Joelson, come abbiamo anticipato, ma si è fatto anche il nome di Marco Banchini, che questa mattina, nella diretta della radio di TuttoMercatoWeb.com, ha confermato la cosa: "È una società che mi ha contattato, abbiamo avuto un confronto, vedremo cosa succederà. Il percorso che il club ha fatto nella Serie C negli ultimi anni lo ha oramai consolidati, quindi è sicuramente una società ambita da questo punto di vista". Quest'anno sono state tante le piazze ambite perché, stranamente, non ci sono stati problemi per le iscrizioni. Nonostante questa debba essere la normalità, è invece forse la vera notizia. "Sì, è vero. Ogni anno sappiamo che poi col mese di luglio, con le iscrizioni, ci sono sempre delle sorprese, ma probabilmente queste sorprese le vedremo nel mercato, saranno decisamente più piacevoli. Le strategie delle squadre sono comunque più consolidate e speriamo si possa pensare di più al campo. Certo, anche l'aspetto amministrativo-finanziario è importante, ci sono queste nuove regole, queste nuove sfumature che si stanno introducendo proprio per dare stabilità a questa categoria che è importantissima e, soprattutto, affascinante per quello che è poi la ricerca dei talenti del nostro calcio". Anche perché di talenti nel calcio italiano probabilmente ce ne sono ancora, il problema è che non si sanno valorizzare. "Penso che ci siano degli esempi di ragazzi giovani che riescono comunque a esordire in C, che riescono poi in un anno a fare subito il salto anche in A, non mancano. La verità è che tante cose dipendono poi dall'ambiente, dall'allenatore, dai compagni di squadra, le riflessioni sulle criticità sono successive, anche se ci sono, e mettono in evidenza il fatto che si hanno pochi giovani che giocano nelle squadre soprattutto di alto livello. Eppure adesso ai Mondiali vediamo delle nazionali con 4-5 giocatori che sono sotto i 21 anni. È il singolo club che può, diciamo, far fronte a questa negligenza dando spazio ai giovani, perché poi la regola del minutaggio è una regola che accompagna quest'idea, ma sicuramente il credo del club, il credo dello staff tecnico, può fare la differenza. Io sono stato abituato sempre a utilizzare i giovani e mi ricordo anche negli anni di Como, dove la società non mi metteva assolutamente pressione per far giocare gli under, andavo in campo con 4-5 ragazzi; così a Pesaro, ad Alessandria, a Vercelli. E questo, secondo me, è il futuro di questa categoria: utilizzare sempre di più i giovani". E magari, ecco, farlo con un po' più di merito, senza quelle rigide regole che, e accade maggiormente in D, portano voi tecnici a usare la calcolatrice anche per le sostituzioni. "Dalla Serie C alla Serie D c'è un abisso, perché in D ci sono appunto regole vincolate anche alle annate, ed è davvero scomodo, come dici tu. Sicuramente, quando costruisci una squadra devi tener conto di tanti aspetti che prescindono da questo, ma, ritornando al discorso dei talenti, penso che per diventare un campione serva anche incontrare qualcuno che ti faccia sentire campione, che ti dia la possibilità, e quindi, banalmente, continuo sempre di più a essere convinto che aiutare e accompagnare i giovani sia fondamentale. Questo da parte dello staff tecnico, ma anche dai giocatori più esperti, perché la crescita dei giovani passa anche dallo stare nello spogliatoio. Perché per essere un giocatore formato serve uscire dallo spogliatoio di una Primavera e andare nello spogliatoio di gente che ha famiglia, di gente grande, di gente che gioca perché ha un percorso da valorizzare, anche economico, e quindi le esigenze, le necessità sono diverse. Credo che il giovane che si adatta di più a stare in mezzo al gruppo esperto è quello che poi riesce anche in campo a esprimere se stesso". A proposito di campionato Primavera. Penso che sul tema giovani un altro grande problema dell'Italia sia che oggi a 20 anni si gioca ancora appunto nel campionato Primavera... "Qualche anno fa sono stato uno dei primi che vi ha detto che, secondo me, un Under 23 è destinata prima o poi a vincere la Serie C. Mi ricordo la prima Next Gen di Pecchia, l'Atalanta di due anni fa. È vero che poi i giocatori che fanno un gran campionato, come l'ha fatto Palestra, volano in Serie A, e quindi questo è un po' limitante per lo sviluppo di un certo progetto, ma credo ci possa essere la possibilità di avere più squadre U23. Le formule non sono di certo io a doverle suggerire, però per me giocare in una Squadra B e giocare contro squadre di C è un vantaggio. Si acquisisce l'esperienza di quella che è poi la difficoltà emotiva, logistica e ambientale, si matura. Dopodiché la voglia e il coraggio di usare i giovani e l'interpretazione del ragazzo stesso fanno la differenza: come dico sempre, in campo noi portiamo il nostro carattere. Dico sempre ai miei giocatori che in campo siamo noi stessi, quello che siamo nella vita; vale per i giocatori, vale per gli allenatori. Bisogna avere coraggio di fare certe scelte". Parlando di futuro, che progetto le piacerebbe sposare in vista della nuova stagione? "Dopo alcuni anni oramai consecutivi di Serie C ero incappato in alcune esperienze dove poi le società, come dicevamo all'inizio, hanno avuto problemi dal punto di vista finanziario-strategico. Quindi, avendo una consolidata amicizia con Karembeu, sono sceso in Serie D a Sanremo: abbiamo fatto un girone di ritorno veramente col vento in poppa, le cose sono andate bene. Adesso ci sono delle dinamiche societarie particolari, quindi vedremo cosa succede, ma sicuramente la mia attenzione è focalizzata nel trovare un progetto dove ci sia la possibilità di lavorare sul campo, di avere dei dirigenti che ti conoscono, che capiscono quello che stai facendo e, soprattutto, quelle piazze dove, quando ci sono i risultati, ci si accende e si crea quel traino con la squadra che poi diventa un volano di emozioni. Sicuramente la Serie C è una categoria molto stimolante, sappiamo quanto è difficile avere continuità perché i campionati sono sempre in equilibrio, e quindi ben venga un progetto difficile, ambizioso: ci siamo, siamo pronti".