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Caravello: "Ronaldinho al Ravenna è marketing, i Lucarelli possono rilanciare il Livorno"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 11:04Serie C
di Daniel Uccellieri

Caravello: "Ronaldinho al Ravenna è marketing, i Lucarelli possono rilanciare il Livorno"

L'agente Danilo Caravello analizza il momento del mercato tra Serie A, B e C. Poi si sofferma su Livorno, Ravenna e Ronaldinho, sui gironi di Serie C e sulle prospettive delle grandi piazze.
L'agente Danilo Caravello è intervenuto alla radio di TuttoMercatoWeb.com per commentare i primi movimenti di mercato di Serie C. Il mercato è ancora piuttosto fermo. Si dice che il Mondiale stia rallentando le trattative in Serie A e, a cascata, anche quelle in Serie B e Serie C. È davvero così? "Siamo un Paese che spesso trova delle scuse. Sicuramente il Mondiale può rallentare alcune operazioni ai massimi livelli, perché ci sono club che aspettano di valorizzare i propri giocatori impegnati nella competizione. Ma questo riguarda soprattutto la Serie A. Faccio un esempio: l'Inter ha inseguito un giocatore come Palestra per un mese, poi è arrivato il Chelsea e in un attimo ha chiuso tutto. Questo dimostra che quando ci sono disponibilità economica e organizzazione, le operazioni si fanno. Il vero problema è un altro. Fino al 30 giugno molti club sono rimasti fermi per sistemare i bilanci, completare le iscrizioni ai campionati e risolvere eventuali questioni societarie. Siamo in forte ritardo: le squadre stanno per iniziare i ritiri e molte hanno appena scelto allenatore e direttore sportivo, mentre altre devono ancora farlo. Inoltre ci sono le rose chiuse, una regola che soprattutto in Serie C considero un delitto. Anche un ragazzo del 2007 o del 2008 con un contratto occupa uno slot. Le società hanno organici già pieni e tutti rispondono: 'Prima dobbiamo cedere, poi vedremo'. Così si arriva all'inizio del campionato con squadre ancora incomplete e negli ultimi dieci giorni succede di tutto, come ogni anno." Tra le squadre che devono ancora ufficializzare l'allenatore c'è il Livorno, dove potrebbero arrivare Cristiano Lucarelli in panchina e Alessandro Lucarelli come direttore sportivo. È una bella storia. "Appartiene a un calcio che oggi esiste sempre meno, quello romantico. Credo che molte proprietà straniere, dopo le prime esperienze, abbiano capito che affidarsi soltanto agli algoritmi non basta. I giocatori vanno osservati sul campo e valutati sia dal punto di vista tecnico sia umano. Nei campionati minori è fondamentale avere persone che conoscono la piazza, la categoria, il mercato e gli avversari. Questo fa tutta la differenza del mondo. Chi pensa di arrivare in Italia e fare player trading tra Serie C e Serie D senza conoscere il contesto rischia soltanto di perdere tempo e soldi. Vale anche al contrario: se io andassi a lavorare in Inghilterra o in Germania senza conoscere quei campionati, avrei le stesse difficoltà. Per questo ben vengano i fratelli Lucarelli a Livorno: sono due bandiere della città, porteranno senso di appartenenza e potranno fare la differenza in una piazza calda come quella amaranto." Un altro tema è quello del Ravenna e dell'annuncio di Ronaldinho. È un'operazione di marketing o possiamo davvero aspettarci di vederlo in campo? "Ronaldinho è stato un fenomeno e la sua qualità tecnica resta. È evidente però che si tratti soprattutto di un'operazione di marketing. Magari farà qualche apparizione, ma pensare che a 46 anni possa affrontare un campionato da protagonista mi sembra irrealistico. È comunque un colpo geniale dal punto di vista mediatico: ne stanno parlando tutti e continueranno a farlo." Restando al Ravenna, il Girone B sembra destinato ad alzare molto il livello con le retrocesse dalla Serie B. Sarà il raggruppamento più difficile? "Sarà sicuramente un girone molto competitivo e di alto livello tecnico. Se saranno confermate squadre come Reggiana, Spezia, Pescara e lo stesso Ravenna, il livello sarà elevatissimo. Detto questo, non sottovaluterei il Girone C, dove ci sono realtà importanti come Catania e Salernitana, oltre a tante piazze calde. È un campionato in cui il fattore ambientale pesa tantissimo. E attenzione anche al Girone A: spesso viene considerato il più semplice, ma poi ogni anno dimostra di essere molto più complicato di quanto si pensi." L'Union Brescia parte come favorita nel Girone A? "Sicuramente ha già una struttura importante e ha dimostrato il proprio valore nella scorsa stagione. Se farà un mercato intelligente, parte con i favori del pronostico. Detto questo, ripetere un campionato come quello del Vicenza dell'anno scorso non sarà semplice. Nel calcio bisogna sempre dimostrare tutto sul campo: in estate vincono tutti, poi è il campo a parlare." Tra le possibili rivali c'è il Cittadella, che però è in ritardo rispetto alla sua abituale programmazione. Se lo aspettava? "Quando vivi due stagioni difficili, qualcosa cambia inevitabilmente. Il primo anno il Cittadella è retrocesso dalla Serie B per un punto, il secondo non è riuscito a conquistare la promozione. Conoscendo però Marchetti, che considero uno dei dirigenti più competenti e con cui collaboro da tanti anni, sono convinto che costruirà una squadra competitiva, con il carattere che ha sempre contraddistinto il Cittadella. Sarà ancora una delle protagoniste del Girone A." Chiudiamo con il Bari. Che stagione si aspetta dopo tutto quello che è successo? "Auguro innanzitutto a Pierpaolo Marino di trovare la strada giusta per rimettere il Bari in carreggiata. La situazione è molto complicata: c'è un ambiente fortemente contestatore nei confronti della proprietà e ci sono tensioni che inevitabilmente condizionano anche il mercato. Spero che venga fatta chiarezza il prima possibile, perché il Bari merita stabilità. Tutte le componenti devono fare fronte comune, altrimenti sarà difficile uscire da questa situazione. Una piazza come Bari merita una squadra importante e deve lottare per tornare subito in Serie B."