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Union Brescia, lunedì l’asta per il marchio storico. Cellino annuncia battagliaTUTTOmercatoWEB
ieri alle 23:19Serie C
di Luca Bargellini

Union Brescia, lunedì l’asta per il marchio storico. Cellino annuncia battaglia

Sono giorni caldissimi in casa Union Brescia, chiamata a definire alcuni passaggi fondamentali per il proprio futuro societario. Tra il fine settimana e la giornata di lunedì, infatti, si concentreranno snodi decisivi legati soprattutto alla questione del marchio storico del Brescia Calcio, destinata ad accendere un nuovo scontro con Massimo Cellino. Lunedì alle ore 15, presso uno studio di Desenzano del Garda, si terrà l’asta per l’affidamento in licenza d’uso esclusiva del marchio figurativo “Brescia Calcio 1911”, con una concessione della durata di tre anni e possibilità di proroga annuale. Il simbolo, depositato nel giugno del 2005 e registrato nel settembre del 2008, comprende anche altri segni distintivi storicamente collegati alla società biancazzurra. In città cresce l’attesa per capire se il club guidato da Giuseppe Pasini riuscirà a riportare sotto il proprio controllo uno degli elementi più rappresentativi della tradizione calcistica bresciana. La questione del marchio rappresenta infatti uno dei tasselli più importanti del progetto di consolidamento dell’Union Brescia, impegnata a rafforzare il legame con la propria storia e con la tifoseria. Sul fronte opposto, però, Massimo Cellino non sembra intenzionato a fare passi indietro. L’ex presidente del Brescia, attraverso i propri legali, ha contestato apertamente la procedura e sarebbe pronto a intraprendere iniziative giudiziarie qualora il marchio venisse assegnato all’Union Brescia o ad altri soggetti. Secondo quanto sostenuto dall’imprenditore sardo, infatti, un’eventuale aggiudicazione "attuerebbe una gravissima violazione dei diritti di natura identitaria, sportivi e di privativa" del Brescia Calcio. Cellino rivendica la titolarità della matricola 7810 e degli elementi che identificano storicamente il club, dalla celebre “V” bianca al riferimento al 1911 fino ai colori sociali. "Può usarlo solo il mio Brescia", è la posizione espressa dall’ex patron biancazzurro, che avrebbe già dato mandato ai propri avvocati di "agire in ogni sede competente" per tutelare "la riconoscibilità esclusiva dei segni e dei colori propri della maglia calcistica". La disputa sul marchio si inserisce in un contesto societario particolarmente delicato per il vecchio Brescia Calcio. Nelle scorse settimane, infatti, il Comitato Regionale Lombardia ha riattivato la storica matricola 7810, consentendo alla società riconducibile a Cellino di valutare una ripartenza dai campionati dilettantistici, seppur restino ancora aperti numerosi nodi sul piano giudiziario e finanziario. Per l’Union Brescia si prospetta dunque un weekend decisivo: da una parte la volontà di riappropriarsi dei simboli storici della città, dall’altra una complessa partita legale e societaria destinata a incidere profondamente sull’identità del club nei prossimi anni. L’esito dell’asta di lunedì potrebbe rappresentare soltanto il primo capitolo di una battaglia destinata a proseguire anche nelle aule di tribunale.