Livorno, A. Lucarelli e le parole del fratello Cristiano: "Se non prendi 3 giocatori rimani a Milano"
Il ds del Livorno Alessandro Lucarelli fa il bilancio dell'avvio di stagione, parla del fratello Cristiano allenatore e degli obiettivi di mercato in Serie C
Il direttore sportivo del Livorno Alessandro Lucarelli ha fatto il punto sull'avvio di campionato dei labronici in Serie C, tra la vittoria contro la Torres, il pareggio con il Pineto e la sfida di domenica contro l'Atalanta U23. Nell'intervista a TuttoMercatoWeb.com, l'ex difensore ha parlato anche del rapporto professionale con il fratello Cristiano Lucarelli, allenatore della squadra amaranto, degli obiettivi di calciomercato e ha commentato l'attualità di Fiorentina, Parma e le pretendenti alla Champions League.
Direttore, il Livorno ha cominciato questo campionato di Serie C con una vittoria contro la Torres e un pareggio con il Pineto, mentre domenica arriverà la sfida contro l'Atalanta Under-23. Che primo bilancio fai?
"Sicuramente a livello di punti positivo. È normale, sapevamo che l'inizio soprattutto sarebbe stato un po' più difficoltoso perché abbiamo cominciato tardi, abbiamo costruito la squadra a ritardo, abbiamo preso giocatori volta a volta che comunque dovevano riacquisire una condizione atletica e quindi tutto quello che arriva ad oggi secondo noi sono punti guadagnati perché possiamo, siamo destinati a crescere perché per creare l'amalgama, far salire l'aspetto fisico ci vuole tempo e quindi siamo soddisfatti, sappiamo che dobbiamo crescere però insomma è tutto preventivato e cerchiamo di riuscire a rincorrere il tempo e a fare questo nel minore tempo possibile".
Non mi viene in mente un altro caso di due fratelli che, dopo aver giocato entrambi a calcio, facciano uno il direttore sportivo e l'altro l'allenatore della stessa squadra. Come si traduce questo rapporto a livello lavorativo?
"È pesante".
È più pesante lui o sei più pesante tu?
"No, è più pesante lui. Sa che gli allenatori sono sempre esigenti, stimolanti, poi soprattutto quando non c'è la forma di rispetto che ci dovrebbe essere tra direttore sportivo e allenatore perché c'è due fratelli di mezzo è normale che poi ci si dice di tutto, capito? Quindi però per il momento insomma stiamo cercando di fare, abbiamo fatto un buon lavoro dai, ora dobbiamo cercare appunto di rifinire la squadra con quelle pedine che mancano per fare un buon campionato".
Essere tifoso del Livorno e lavorare per il Livorno è un valore aggiunto?
"Sì, è quello che ho detto ai ragazzi. Hanno un vantaggio e uno svantaggio. Nel senso il vantaggio è che essendo tifoso del Livorno farò di tutto per metterli nelle condizioni di rendere al meglio. Lo svantaggio è che essendo tifoso del Livorno se non rigano dritto è un problema. Quindi sotto l'aspetto della professionalità, del rispetto chiederò tantissimo ma fortunatamente oltre che l'aspetto tecnico ho preso dei calciatori che anche a livello morale umano si stanno dimostrando ragazzi per bene e positivi. Quindi sono contento e non credo di avere questi problemi in futuro".
Cristiano Lucarelli si aspetta tre rinforzi da qui alla fine del mercato: un centrale difensivo, un centrocampista e un attaccante. Veseli e Morachioli sono vicini all'ufficializzazione?
"Siamo avanti, stiamo trattando, stessa cosa anche per il centrocampista. Cercheremo di farlo dentro stasera e Cristiano mi ha detto se non prendi tre giocatori rimani a Milano e non tornerai nemmeno a Livorno. Quindi è quello che mi ha chiesto. Quindi mi tocca prenderli per forza se no si arrabbia".
Domani sarai in campo allo Stadio Franchi per l'amichevole fra le leggende della Fiorentina organizzata in occasione del centenario del club viola.
"Sì, anzi ringrazio la Fiorentina per l'invito. Purtroppo non potevo partecipare nei giorni scorsi per impegni di lavoro però il fatto che si siano ricordati di me anche se ho fatto un solo anno questo sicuramente mi ha fatto piacere. Domani sera sarò in campo, sicuramente sarà una bella serata di divertimento e quindi insomma ci vediamo lì".
Parliamo anche della Fiorentina, che ha cambiato molto: è arrivato Beto, è uscito Kean, e ci sono stati tanti altri acquisti. Due partite, due sconfitte: che ne pensi?
"È un progetto completamente nuovo, che ha tantissimi giocatori arrivati alla spicciolata e che ha bisogno di tempo. Sicuramente i due risultati sono eclatanti, soprattutto a livello numerico e magari questo un piccolo segnale di allarme lo deve dare, però sul fatto che sia una squadra nuova, che sia da costruire, ci vuole tempo. Non è facile, nessun allenatore ha la bacchetta magica. Gli investimenti sono stati importanti, i giocatori sono importanti, ci vuole un pizzico di pazienza per mettere tutto a posto. Quindi credo che serva un minimo di tempo a disposizione".
E sul Parma, squadra a cui sei legato: il lavoro fatto è positivo, ma sarà difficile ripetersi quest'anno?
"Il lavoro che stanno facendo non è male, sicuramente sono arrivati anche l'anno scorso a fare un campionato più che dignitoso. Il Parma come filosofia ha quella di prendere i giocatori, valorizzarli, venderli e poi ruotarli con altri innesti l'anno successivo. Quindi anche quest'anno ci sono state diverse vendite, tanti acquisti nuovi e ci vuole un po' di tempo per mettere a posto tutto il quadro. A livello di risultati, a parte la sconfitta di Torino, magari fa un po' più male quella in casa col Cagliari che è uno scontro diretto, però sono le prime partite. Anche l'anno scorso ha fatto una partenza un po' a rilento, poi il mister è riuscito a trovare la quadra e sono convinto che anche quest'anno sarà così".
Chi vedi favorita in Champions League, e cosa ti aspetti dalla Roma?
"La Roma è la mina vagante secondo me perché avendo già un anno di conoscenza del tipo di lavoro che chiede Gasperini e che vuole dalla squadra sicuramente parte avvantaggiata. Quindi questi primi risultati sono un segnale importante che la Roma dà al campionato. Poi è normale, nella globalità della rosa e delle alternative l'Inter ha sempre uno o due passi in più rispetto agli altri, però magari potrebbe trovare più fatica con le concorrenti".
Vedere il Como in Champions League ti stuzzica?
"È una bella realtà ormai, il Como affronterà questa competizione, sono convinto, con grande entusiasmo e ha la capacità anche di poter, secondo me, stupire anche in Europa. Quindi insomma è un valore anche per il nostro campionato portare una squadra magari a livello europeo sconosciuta ma che poi dimostra sul campo di essere una realtà importante".
Intervista ad Alessandro Lucarelli
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