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Renate, Magoni: "Con Gattuso ottima sintonia, è la persona giusta per il nostro progetto"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 11:49Serie C
di Daniel Uccellieri

Renate, Magoni: "Con Gattuso ottima sintonia, è la persona giusta per il nostro progetto"

Il direttore sportivo del Renate ha fatto il punto sulla nuova stagione, dal mercato al salary cap, passando per Gattuso e gli equilibri del girone: "L'Union Brescia è la super favorita, noi vogliamo fare bene".
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Oscar Magoni, direttore sportivo del Renate, è intervenuto ai microfoni della radio di TuttoMercatoWeb.com. Direttore, manca ormai poco all'inizio della stagione. Come arriva il Renate ai nastri di partenza? "Diciamo che dobbiamo dimenticare l'anno scorso. Sono passati due mesi e dobbiamo andare oltre: si riparte da zero. Pensiamo di aver costruito una rosa importante, ambiziosa e naturalmente vogliamo fare bene. Ci presentiamo ai nastri di partenza, come tutti, con la squadra ancora in evoluzione. Proprio ieri abbiamo acquisito un nuovo calciatore, il difensore Gabriele Minotti, dal Milan Futuro. Stiamo dando al mister una rosa completa per poter fare il meglio possibile. Detto questo, come sempre c'è il campo che sarà l'ultimo giudice inflessibile e vedremo più avanti se avremo fatto le cose per bene o meno". Al netto del mercato, sembra esserci grande equilibrio nel girone. C'è però una squadra che parte con i favori del pronostico? "Io credo che l'Union Brescia sia una squadra ingiocabile per questo campionato. Credo che loro siano decisamente i super favoriti per questa stagione. Poi ci sono un sacco di squadre molto attrezzate. Ci sono quelle che arrivano dall'anno scorso, come il Trento e il Cittadella, e altre come il Treviso, nel nostro girone, che hanno comprato molto bene. Anche il Novara si è rinforzato molto. Ci sono un bel po' di squadre lì a ridosso che sono tutte più o meno uguali e ci sarà da battagliare come sempre. Però sicuramente il punto di riferimento di quest'anno sarà il Brescia, perché ha fatto la finale l'anno scorso, poi ha rinforzato ancora la squadra ed è una società di imprenditori di altissimo profilo. Insomma, hanno tutto per poter fare il salto di qualità". Come è nata la scelta di puntare su Gattuso e come stanno andando questi primi mesi da allenatore del Renate? "È nata perché noi con Gattuso ci conosciamo da anni, anche per via del fatto che abbiamo giocato contro spesso. Alla fine, facendo lo stesso girone, ci si conosce bene sia dentro il campo che fuori. Abbiamo trovato un'ottima sintonia, ci è sembrata la persona giusta per continuare il progetto dopo Foschi, che ha fatto due anni con noi molto bene. Ci sembra la persona più adatta per portare avanti il nostro progetto. Poi naturalmente adesso anche lui sta lavorando, sta portando le sue idee. Come tutti gli allenatori ha bisogno di tempo. Naturalmente il tempo è sempre nemico degli allenatori perché, come ben sappiamo, bisogna fare comunque sempre risultato. Però stiamo lavorando, sta lavorando lui e il suo staff, e come società stiamo lavorando nella maniera giusta, sulla strada giusta. Stiamo cercando di mettere a disposizione tutto quello che serve per fare un calcio pulito, un calcio serio, basato su una base solida di giocatori di categoria con tanti giovani promettenti. Speriamo che questi giovani si migliorino, si confermino e che possano crescere velocemente". Ieri è arrivata l'ufficialità di Gabriele Minotti. I tifosi possono aspettarsi qualche altro regalo da qui alla fine del mercato? "Ce lo possiamo aspettare nel momento in cui ci saranno delle uscite, perché abbiamo due problemi. Il primo è che abbiamo la lista in eccesso e il secondo è il problema del salary cap, che dobbiamo tenere particolarmente sotto controllo, perché naturalmente quest'anno è cambiato molto anche il modo di fare la campagna acquisti. Dunque dobbiamo avere un'attenzione molto importante verso questi due parametri e in questo momento abbiamo la necessità assoluta di far uscire dei giocatori. Abbiamo qualcuno che avrebbe voglia di cambiare aria e vediamo di accontentare i ragazzi, se riusciamo a trovare l'opportunità giusta sia per la società che per i calciatori stessi". Proprio sul salary cap: quest'anno entra ufficialmente in vigore dopo la sperimentazione. Come cambia il vostro lavoro? "Cambia parecchio perché dobbiamo mantenere dei parametri molto precisi. Dobbiamo spendere per il monte ingaggi il 50% di tutti i ricavi della società, ma capite bene che i ricavi del Renate Calcio non possono essere equiparati a quelli di certe altre società e dobbiamo spendere bene i soldi che abbiamo. Il monte ingaggi ci può permettere di fare una squadra comunque competitiva, però naturalmente non dobbiamo sforare, altrimenti incorriamo in delle multe e naturalmente il presidente non vorrebbe pagare delle penali perché sforiamo il monte ingaggi. Dobbiamo tenere conto dei calciatori, dobbiamo tenere conto degli agenti, perché purtroppo stiamo andando in questa direzione. Chiaramente le squadre più grosse, quelle che hanno più pubblico e più introiti, saranno sempre più forti, mentre le squadre piccole, quelle diciamo di paese come la nostra, saranno sempre più in difficoltà. Questa è l'amara realtà e dunque bisogna gestire bene tutto quello che è l'aspetto della gestione della società, per riuscire a creare più introiti dentro una società stessa e avere poi più soldi per avere la possibilità di acquisire calciatori di un certo profilo". Questa introduzione può però penalizzare i club virtuosi che hanno sempre lavorato senza fare il passo più lungo della gamba, come il Renate? "Può essere anche così. Detto questo, però, io posso garantirle che in 16 anni di Renate in Lega Pro abbiamo sempre fatto il passo lungo quanto la gamba e siamo abituati a questa gestione. Non è una novità: non è che oggi ci facciamo la testa perché è arrivato il salary cap. Abbiamo sempre fatto una gestione oculata dei soldi e dunque dei monte ingaggi. Questo però garantisce anche il fatto che, fortunatamente, forse non vedremo più squadre penalizzate o squadre che alla decima partita devono essere sospese. Avremo campionati più regolari e questo è solo un bene per il calcio della Lega Pro" Secondo lei è sufficiente per garantire maggiore regolarità ai campionati? "Speriamo, vediamo. È un inizio per andare verso dei campionati regolari e noi lo accettiamo volentieri. Detto questo, le differenze tra le grandi squadre e le piccole saranno sempre più elevate. Noi lo accettiamo volentieri perché, ripeto, siamo abituati a fare questo tipo di calcio. Ci siamo sempre organizzati per fare squadre competitive più con le idee che con i soldi. Anche se comunque il nostro presidente e il nostro direttore generale stanno facendo sacrifici enormi per riuscire ad aumentare quello che può essere il monte ingaggi della società. Io credo e spero che tutto questo serva per avere un campionato regolare. Basta vedere squadre penalizzate, classifiche stravolte, società che falliscono. Vogliamo un campionato regolare, un campionato uguale per tutti"

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