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Barletta-Salernitana e la "maledizione" del PuttilliTUTTOmercatoWEB
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Oggi alle 06:41Serie C
di Redazione TMW

Barletta-Salernitana e la "maledizione" del Puttilli

Barletta-Salernitana è il romanzo di una rivalità senza tempo: dall'ultimo graffio di Celiento al tabù infranto nell'84, ecco perché il "Puttilli" resta un catino inespugnabile per i granata.
Non è mai una partita come le altre. Non lo è stata domenica scorsa, con quel 1-1 pirotecnico che ha riacceso i riflettori del "Cosimo Puttilli" sul grande calcio, e non lo sarà mai finché la storia ricorderà cosa significhi l'incrocio tra Barletta e Salernitana. Quella tra pugliesi e campani non è una semplice rivalità geografica da terza serie, è un romanzo calcistico fatto di fortini inespugnabili, incroci del destino e sliding doors che hanno segnato le parabole di entrambi i club.

L'ultima gara, il graffio di Ciliento

Il recentissimo scontro del 15 settembre 2026 ha confermato l'antico copione fatto di fiammate e pathos. Al "Puttilli" i biancorossi accarezzano a lungo il sogno del colpaccio, passando in vantaggio grazie a una sfortunata deviazione che provoca l'autogol di Pieraccini. Quando il fortino pugliese sembra reggere all'assedio, arriva la doccia fredda per il pubblico di casa: la zampata di Celiento fissa l'1-1 finale, salvando i granata e blindando un pareggio che, per come si era messa, accontenta soprattutto la panchina ospite.

Il fortino del "Puttilli" e quel tabù infranto nel 1984

Per comprendere l'essenza di questa sfida bisogna scavare nelle fondamenta del "Cosimo Puttilli", storicamente un autentico catino infernale per i colori granata. Per oltre vent'anni, la Salernitana ha vissuto la trasferta all’ombra di Eraclio come una maledizione biblica. Il tabù si spezzò soltanto il 20 maggio 1984, in una domenica rimasta scolpita negli annali, la Salernitana espugnò Barletta per la prima volta nella sua storia grazie a una rocambolesca autorete di Simoni. Quel pesante 0-1 non fu solo uno sblocco psicologico per i campani, ma interruppe un record d'invincibilità interna dei biancorossi che durava da ben quattro anni (l'ultimo KO casalingo risaliva al marzo 1980).

Destini incrociati: la parentesi in Serie B

Nonostante le due piazze abbiano quasi sempre masticato il pane duro della Serie C, esiste un unico, drammatico precedente al piano superiore. Stagione 1990/1991, Serie B, il 7 aprile 1991 il "Puttilli" è una polveriera. La sfida finisce 0-0, ma a tormentare i sonni dei tifosi barlettani per anni sarà il calcio di rigore fallito dal fantasista biancorosso Andrea Pistella. Un errore dal dischetto che pesò come un macigno, a fine campionato, in una sorta di tragico patto del destino, sia il Barletta che la Salernitana capitolarono retrocedendo insieme in terza serie.

Il neutro di Benevento e le amicizie spezzate

La rivalità tra le due fazioni si è inasprita anche a causa di dinamiche storiche extra-campo. Nel campionato 1993/1994, la sfida d'andata si giocò sul neutro del "Santa Colomba" di Benevento, la Salernitana scontava infatti una pesante squalifica del campo a causa dei disordini avvenuti l'anno precedente in Coppa Italia contro il Perugia. Fu un episodio spartiacque: proprio quegli scontri con i grifoni ruppero definitivamente lo storico gemellaggio che legava la tifoseria salernitana a quella perugina, ridisegnando le mappe delle alleanze e delle rivalità di tutto il panorama ultras del Mezzogiorno. Sul campo, la Salernitana vinse 3-1, ma la tensione accumulata in quegli anni attorno alla sfida non si è mai del tutto placata.

Tra note jazz e bilanci storici

C'è spazio anche per le curiosità da almanacco, come quella del 22 febbraio 1987 (anno della storica promozione in B dei pugliesi), quando il terzino goleador granata Agostino Brancale – oggi noto anche per essere il padre della celebre cantante jazz Serena Brancale, siglò un clamoroso 1-1 in inferiorità numerica che gelò il pubblico di casa.I numeri complessivi, dopotutto, fotografano fedelmente quanto il suolo pugliese sia storicamente ostico per i granata, nei 27 incontri ufficiali disputati in casa del Barletta, si contano ben 15 vittorie biancorosse, 8 pareggi e appena 4 colpacci esterni della Salernitana. Il verdetto dell'ultimo turno ha confermato il trend, a Barletta non si passa facilmente. La storia continua, il feudo del Sud resta aperto.

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