Reggiana, Tesser: "Fiducia, umiltà e determinazione. Il Guidonia può arrivare in alto"
Attilio Tesser presenta Guidonia Montecelio-Reggiana: il tecnico granata parla di assenze, sintetico e di un avversario che considera tra i più forti del girone
Attilio Tesser presenta Guidonia Montecelio-Reggiana: il tecnico granata parla di assenze, sintetico e di un avversario che considera tra i più forti del girone. Ecco le sue considerazioni raccolte da TuttoReggiana:
L'infermeria è piuttosto piena. Come arriva la squadra alla partita?
"Purtroppo è stata una settimana particolare. Speravamo fosse tranquilla, invece, oltre ai classici infortuni, abbiamo avuto anche delle influenze. Ponsi non ci sarà, mentre Libutti viene via con noi. Tecnicamente potrebbe essere recuperabile, perché non ha controindicazioni a livello medico, se non quella di avere dei punti in testa e di poter giocare condizionato. Non credo però che lo utilizzerò. Poi c'è Bertagnoli, che con la caviglia non è a posto e rimane a casa. È un peccato soprattutto per Ponsi, che stava crescendo anche dal punto di vista fisico. Adesso si è fermato e vedremo quanto dovrà stare fuori".
Queste assenze possono portarla a cambiare sistema di gioco?
"No, perché abbiamo appena iniziato a farlo. Cambiare può essere una soluzione improvvisata e quando si improvvisa forse è peggio dell'originale. L'ho fatto anche a partita in corso a Gubbio e un pensierino ce l'ho fatto anche di recente. Bisogna vedere l'andamento della gara: se saremo capaci di reggere bene dentro il nostro sistema non c'è motivo di cambiare, altrimenti si può anche pensare di variare qualcosa".
Come stanno Cavion e Crisetig dal punto di vista fisico?
"Stanno meglio e stanno recuperando. Cavion è un po' più avanti rispetto a Crisetig, però i 20-25 minuti giocati contro il Vado secondo me hanno dato una bella spinta a Crisetig. Si allena con la massima intensità e quindi acquisisce velocemente condizione. In una delle tre gare lo farò partire dall'inizio".
Che squadra è il Guidonia?
"La considero una squadra molto forte, una di quelle che staranno in alto. Hanno preso un tecnico che secondo me è molto bravo e che si è costruito una formazione su misura, proprio come la voleva lui. Mi risulta che abbiano fatto un mercato importante anche a livello economico. Basti pensare che in panchina hanno giocatori come Ferrari, Murgia e D'Urso, che io ho avuto a Trieste. Una panchina del genere dice molto sulla profondità della rosa. È una squadra completa e costruita per essere competitiva fino in fondo".
Che partita si aspetta dal punto di vista tattico?
"Loro giocano con un 3-5-2 molto offensivo, che può diventare un 3-5-1-1 quando non giocano con Ferrari e Vertainen insieme, perché Spavone o D'Urso sono trequartisti e riempiono molto il centrocampo, un po' come noi con il rombo. I loro esterni sono un po' più alti rispetto ai nostri e partono più avanti. In mezzo al campo siamo abbastanza simili, mentre sugli esterni hanno un atteggiamento più offensivo. Noi dovremo interpretare bene la partita sotto l'aspetto tattico. In settimana abbiamo lavorato sulle due fasi, sia per limitarli sia per costruire il nostro gioco".
La Reggiana come dovrà affrontare una gara del genere?
"Dobbiamo riconoscere le qualità dell'avversario, ma giocare anche sulle nostre. Dobbiamo avere fiducia, con grande umiltà e determinazione, consapevoli che tutte le partite sono difficili in questa categoria e non ce n'è una che si può sottovalutare. Dobbiamo arrivare nel miglior modo possibile, sia mentalmente sia sotto l'aspetto tecnico-tattico, continuando la nostra crescita".
Dopo Ravenna, Gubbio e Vado, che tipo di difficoltà si aspetta di trovare a Guidonia?
"Penso che sarà una partita con meno spazi per entrambe, ma sul livello di quella col Ravenna. Giocando quasi a specchio in mezzo al campo potrebbe essere una gara molto intensa. I dati raccolti nelle prime giornate dicono che tiriamo più di tutti quindi danno fiducia e ci dicono che siamo sulla strada giusta. Per questo non vado a modificare il sistema al primo contrattempo: qualcuno si adatterà, come spesso capita nel calcio".
Le voci riguardo a un possibile cambio societario tornate a emergere negli ultimi giorni in qualche modo vi toccano?
"Ci concentriamo solo sulla parte tecnica e sul lavoro quotidiano, la società non ci fa mancare nulla. Tutto il resto spero che si risolva nel miglior modo possibile per il futuro della Reggiana. L'entusiasmo c'è e si è visto nelle prime partite, ora dobbiamo continuare a dare segnali di serietà, lottando su ogni pallone".
La Reggiana dovrà affrontare anche il terreno sintetico. Avete preparato la squadra allenandovi su questa superficie?
"Il sintetico non è un alibi, ma è chiaro che un minimo di adattamento serve: è un campo completamente diverso dall'erba. Non abbiamo fatto allenamenti su questa superficie perché, per esperienza, non è facendo un allenamento che ti adatti: ogni sintetico è diverso dall'altro. Non abbiamo ritenuto opportuno toccare equilibri che possono essere positivi per la partita, ma magari dannosi a livello muscolare. Dobbiamo essere consapevoli che il rimbalzo può essere diverso, così come la corsa o la velocità del pallone. Serve solo maggiore concentrazione: nessuna scusa e nessun alibi".
La trasferta sarà anche un test di maturità per una squadra chiamata ad adattarsi a una realtà diversa dal "Città del Tricolore"?
"Può esserci l'effetto di giocare in uno stadio importante, come è successo al Vado. Per noi, però, l'adattamento alle altre realtà è qualcosa che abbiamo preparato dall'inizio del campionato. La forza di una squadra si vede anche in queste partite, non tanto per il valore ambientale: bisogna essere concentrati ed entrare subito in sintonia con l'ambiente. La differenza la fanno i giocatori in campo, quelli che ti vengono addosso e mettono intensità. Bisogna mettere tutto assieme e dire: noi ci siamo".
In estate era stato accostato alla Reggiana il nome di Vertainen, che lei ha allenato a Trieste. Era un giocatore realmente seguito?
"È stato un nome che è stato vagliato. Sta facendo molto bene, ha segnato e fatto anche degli assist. È un ragazzo interessante e sta disputando una stagione importante. In quel momento, però, bisognava stare attenti e non si potevano prendere giocatori finché non c'erano delle uscite. Quindi quel discorso è caduto".
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