Savoia, lo sfogo del pres. Sessa: "Come si passa, in pochi mesi, dagli applausi agli insulti?"
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Andrea Piras
Andrea Piras
Oggi alle 09:19Serie C
autore Andrea Piras
29.10.2026 09:19Serie C
Dario Fico/TuttoSalernitana.com
Arcangelo Sessa rompe il silenzio. Il presidente del Savoia ha affidato ai social un lungo sfogo dopo le recenti contestazioni: "Non sono abituato a scrivere pubblicamente. Ho sempre preferito lavorare in silenzio e lasciare parlare i fatti. Ma oggi, sento il dovere di intervenire.
Cosa è cambiato dopo quel 3 maggio 2026? Non voglio raccontarlo io. Voglio lasciare che a parlare sia un video di pochi mesi fa. Non lo pubblico per autocelebrarmi, anche perché in quel video non viene pronunciato il mio nome. Viene acclamato un altro nome: Nazario. Lo stesso Nazario che oggi viene fischiato e oltraggiato per avervi chiesto semplicemente di aspettare tre giorni prima di contestare, perché ci attendeva una partita importantissima di Coppa Italia.
E tre giorni dopo la risposta è arrivata sul campo, una vittoria importantissima e un altro traguardo storico per il Savoia, con la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia. Guardate quel video. Ascoltate quelle voci. Come si passa, in pochi mesi, dagli applausi agli insulti? Dall'acclamazione alla contestazione? Cosa è cambiato davvero? Oggi si arriva persino a contestare questa società perché non abbiamo voluto raccontare una precedente stagione di Serie C.
Nessuno ha cancellato la storia del Savoia. Abbiamo scelto il rispetto. Quella squadra conquistò meritatamente la promozione, ma prima dell’inizio del successivo campionato di Serie C (2013/2014) l’allora presidente fu tratto in arresto. La società affrontò gravissime difficoltà economiche e il suo futuro risultò seriamente compromesso. Conosciamo le conseguenze che quella stagione ebbe sul Savoia. Non conosciamo invece compiutamente l’esito delle vicende giudiziarie di quell’uomo.
Proprio per rispetto nei suoi confronti abbiamo preferito non riportare alla luce una pagina dolorosa della sua vita. Non abbiamo voluto cancellare la storia. Abbuiamo scelto di non riaprire una ferita. E anche questo dovrebbe essere motivo di contestazione? Voglio ricordare Emanuele Filiberto di Savoia, che ha creduto e continua a credere ed investire in questo progetto e ha riportato sulla nostra maglia lo storico stemma originale del 1908, lo stesso stemma sul petto della squadra campione del sud Italia del 1924.
Grazie a lui e a Nazario oggi siamo nei professionisti. E sia chiara un’altra cosa: il Savoia non sta attraversando alcuna crisi sportiva. Siamo pienamente in linea con i programmi annunciati. Basta guardare la classifica, una classifica cortissima, nella quale se volessimo guardare con obiettività, ci separano appena quattro punti dalla zona playoff.
Questo fa comprendere che siamo in linea ai programmi stabiliti. Quale obiettivo avremmo tradito? Quale promessa non avremmo mantenuto? Basta guardare la classifica per darsi da soli una risposta. La critica sportiva è legittima e sarà sempre rispettata. Ma gli insulti, le contestazioni sistematiche e certi atteggiamenti che considero anomali non possono diventare la normalità. Ora basta. Mettiamo un punto. Chiunque pensi di utilizzare le contestazioni per esercitare pressioni, ottenere vantaggi o condizionare questa società deve sapere una cosa: ha sbagliato società.
La nostra linea è e resterà quella della legalità, della trasparenza e del rispetto. Nessuna pressione e nessun interesse estraneo al bene del Savoia potranno condizionare il nostro lavoro. E adesso pensiamo alla cosa più importante. Lasciamo da parte polemiche e divisioni. Pensiamo alla squadra, ai nostri colori e a ciò che ci aspetta. Pensiamo solo che domenica vi riportiamo a Salerno, all'Arechi, per scrivere altre pagine di storia. E mi auguro che quel video sia soltanto uno dei tanti che potremo ancora realizzare, tutti insieme, per festeggiare nuove vittorie, nuovi traguardi e altre grandi emozioni. Perché il Savoia è di chi lo ama, di chi lo sostiene e di chi vuole vederlo vincere. E noi vogliamo continuare a scrivere la sua storia. Insieme. Avanti Torre Annunziata! Avanti Savoia!".
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