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ESCLUSIVA TG – Forte: “Il Torino con la Roma deve ritrovare se stesso: ci si aspetta una prova di carattere”

09.03.2018 07:00 di Elena Rossin    per torinogranata.it   articolo letto 179 volte
Fonte: Elena Rossin
ESCLUSIVA TG – Forte: “Il Torino con la Roma deve ritrovare se stesso: ci si aspetta una prova di carattere”
© foto di Federico Gaetano

Camillo Forte è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Forte è redattore del quotidiano “Tuttosport” e con lui abbiamo parlato di Roma-Torino.

Oggi il Torino affronterà un squadra forte com’è la Roma, ma l'ultima volta che ha incontrato un'altra formazione di livello, la  Juventus, ha retto solo per la prima mezz'ora. Cosa ci si può aspettare da questo Torino che dopo la débâcle con la Juventus ha giocato una gara sotto le aspettative anche con il Verona?

“Dobbiamo aspettarci molto dal Torino per forza di cose. La Roma ha qualcosa in meno della Juventus e poi, magari, potrà avere la testa alla partita di Champions contro lo Shakhtar di Donetsk dove ha la possibilità di superare il turno, ma non avrà Dzeko e quindi non credo che per la Roma sia il massimo. L’importante per il Toro è ritrovare se stesso, giocare con grinta e cattiveria agonistica e, poi, si può anche uscire dal campo sconfitti, per carità, perché la Roma resta comunque una grande squadra, però, dal Toro dobbiamo aspettarci una prova d'orgoglio, di carattere e se arriverà nonostante il risultato saranno gettate le basi per un futuro importante, ma se i giocatori dovessero fallire sotto l'aspetto della corsa e della determinazione, l'ha detto anche Mazzarri, allora potremmo assistere davvero a una rivoluzione prima del tempo”.

Dopo questa gara mancheranno ancora undici giornate perché c'è da recuperare anche quella con il Crotone, parlare di rivoluzione oggi ha un senso tenuto conto che il mercato del Torino di solito si svolge all'ultimo momento, infatti, difficilmente si è visto anche in estate arrivare più giocatori prima che inizi il ritiro?

“Per rivoluzione intendo valorizzare i giocatori su cui puntare per il futuro e parliamo dei giovani. Quando Lyanco starà bene dovrà giocare titolare con N’Koulou e Bonifazi, magari, può giocare insieme a due nella difesa a tre. Quando Barreca starà bene potrà provare da esterno sinistro nel 3-5-2. Per rivoluzione s’intende gettare le basi per il prossimo anno e poi è chiaro che il Toro deve cambiare anche mentalità perché prendere i giocatori all'ultimo o al penultimo giorno di mercato non serve a niente. Bisogna avere le idee chiare e a giugno prendere almeno un paio di giocatori che possono entrare nell'ottica Mazzarri, che dopo aver valutato l'organico allora può costruire davvero un Torino all'altezza della situazione”.

Le squadre vincenti si costruiscono anche sui giocatori importanti per qualità e quantità caratteristiche che devono albergare nello stesso individuo e non solo su giocatori di qualità che magari sono discontinui, ed è facile quando si parla di Torino pensare a Ljajic sotto questo aspetto, oppure giocatori che sono di quantità ma che non sempre riescono a fare la differenza come Rincon. Con questi giocatori il Torino può pensare a un futuro oppure è meglio rivoluzionare tutto in estate iniziando l’ennesimo nuovo ciclo?

“Penso che si possa puntare su molti giocatori dell’attuale rosa perché ci sono giocatori con caratteristiche importanti che abbinano quantità e qualità. Rincon, ovviamente Belotti, ma soprattutto la coppia centrale della difesa che potrebbe essere composta da Lyanco e N’Koulou. La dorsale della grande squadra il Torino ce l'ha già perché gli allenatori per fare una grande squadra cercano un grande portiere, un grande difensore, un grande centrocampista e un grande attaccante. Il Torino in porta ha Sirigu, come centrale N’Koulou che adesso tutti i club vorrebbero, a centrocampo Baselli che può crescere e in avanti c'è Belotti che nonostante una stagione non all'altezza è comunque un grandissimo giocatore. Al Torino, come si vede, la dorsale esiste, quindi, bisogna lavorare attorno a questa per costruire una grande squadra”.

Tornando all’attualità, con la Roma questa sera il Torino potrebbe disputare una partita simile a quella che fece in Coppa Italia, anche se la coppa non è il campionato e le condizioni sono molto differenti?

 “Sì, io penso di sì se questi giocatori dimostrano di svegliarsi e di giocare come sanno loro. Serve la partita perfetta, se il Toro è in grado di fare la partita perfetta come potenzialità può mettere in difficoltà la Roma. Può vincere o pareggiare, però, deve scendere in campo con la voglia e la determinazione perché se l'ha fatto una volta può ripetersi: nulla impossibile, ma deve ripetere quel tipo di prestazione”.

All'inizio diceva che la Roma potrebbe essere un po’ distratta dalla Champions, quanto questo potrà influire anche sulle scelte di turnover che farà Di Francesco?

“Tanto, potrà influire tanto. Per iniziare non ci sarà Dzeko che in quest'ultimo periodo è il giocatore che sta segnando gol importanti. Ne ha fatti due al San Paolo, il primo pareggiando il gol di Insigne e poi segnando quello del tre a uno. Senza Dzeko la Roma è una squadra che non è al cento per cento. La testa per forza di cose in questi casi è già alla Champions perché i giallorossi hanno la possibilità dopo tantissimi anni di entrare tra le otto d'Europa, infatti, se batteranno lo Shakhtar anche solo per uno a zero saranno qualificati, quindi, inconsciamente questo penserà e non poco”.

Prima della vittoria sul Napoli la Roma ha vissuto un periodo non proprio brillante e anche se quest'anno ci sono più posti per la Champions futura l’ambiente giallorosso ha aspettative alte per il campionato. Questo non dovrebbe fare da contraltare alla possibile distrazione?

“Ci può stare, per carità. La Roma punta al terzo-quarto posto, quindi, i tre punti contro il Torino sono fondamentali, però, tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare e queste sono situazioni alle quali non si pensa, ma che si verificano. Magari non lo si pensa e si va in campo per giocare e vincere, ma certi giocatori mi raccontavano che se anche la posta in palio in campionato è alta il pensiero alla Champions League involontariamente ti prende durante la partita, è una cosa inconscia, non voluta, ma che spesso succede”.

Il Torino anche su questo deve puntare questa sera?

“Certo, sicuramente deve battere anche su questo tasto”.


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