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ESCLUSIVA TG –  Daraen: “Il Torino è la solita squadra degli anni passati: sono sfiduciato e calcisticamente depresso”
Oggi alle 13:30Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin

ESCLUSIVA TG – Daraen: “Il Torino è la solita squadra degli anni passati: sono sfiduciato e calcisticamente depresso”

Daraen nella prima partita di campionato non ha visto un nuovo atteggiamento da parte del Torino e tanto meno la grinta di mister Abate per cui si aspetta la solita stagione anonima

Daraen, content creator, conduttore di Torocast nonché tifoso del Toro, è stato intervistato da TorinoGranata.it. Ecco che cosa ha detto sul Torino dopo la prima giornata di campionato che ha visto la squadra di Ignazio Abate sconfitta dal Milan per 2 a 1.

Il Torino si è affacciato al nuovo campionato rimediando una sconfitta da parte del Milan, dopo la vittoria in Coppa Italia sulla Carrarese che però è squadra di Serie B. Almeno però rispetto all’anno scorso con l’Inter non ha subito un tracollo per 5 a 0. Che cosa ne pensa di questo Torino?
“Per me non conta nulla che il Torino quest’anno all’esordio in campionato a livello di risultato abbia fatto meglio dell’anno scorso perché sono dell’idea che tanto o si vince o si perde oppure si pareggia. Tutt’al più il fatto che quest’anno la sconfitta sia stata meno traumatica può avere a che fare con una visione più ottimistica a livello di futuribilità. Non c’è stata una débâcle clamorosa e quindi si può pensare che il Torino nella prossima partita, quella col Sassuolo, o comunque nelle successive potrà rifarsi.
Detto questo, però si partiva da presupposti entusiastici per l'arrivo in panchina di Abate poiché l’allenatore si era posto in maniera molto grintosa affermando che  non aveva paura di nessuno, ma poi al di là del risultato, 2-1, il Torino è stato assolutamente passivo a parte negli ultimi 15-20 minuti. Quella grinta sfoderata da Abate io non l’ho vista se non appunto nel finale. Dai nostri giocatori in campo mi aspettavo molto di più fin dall’inizio della partita, almeno a livello dell’atteggiamento dato che si parlava di un nuovo atteggiamento. Sinceramente ho visto il Torino esattamente come l'altro anno e come nelle stagioni precedenti e non ho notato nulla di differente. Sono proprio sfiduciato e calcisticamente depresso ogni anno di più. Speravo anch'io che quest’anno fosse differente e invece non ho visto niente che mi faccia pensare che questo è il Torino di Abate: ecco perché calcisticamente parlando del Torino sono depresso”.

Quanto può aver influito sulla prestazione del Torino col Milan che non ci sia ancora una squadra al completo senza gerarchie definite e che in rosa ci siano giocatori sul mercato perché non rientrano nei progetti tecnici oppure perché saranno ceduti per fare cassa?
“Poco. Può aver un po’ influito, ma, secondo me, meno di quanto si possa credere e non inserisco questo come possibile giustificazione. E’ un discorso demagogico perché stiamo parlando di giocatori professionisti di Serie A, anche se alla fine questo vuole dire tutto e niente. A livello di stimoli, a prescindere che si sia pagati poco o tanto, bisogna sempre dare tutto dall’inizio alla fine della partita. Comunque è anche vero che quel qualche cosa in più lo si dà quando si sa che si fa parte di un progetto. Però, secondo me, nel 2026 i giocatori sono sempre sul mercato e quindi devono essere abituati e di conseguenza devono comunque avere stimoli. Forse può avere influito, ad esempio, per Cacciamani oppure per Mascardi, anche se giocano entrambi titolari e ricevono grande fiducia da parte di Abate. Ripeto, può aver influito, ma in minima parte.
La prima di campionato poi è una partita che dovrebbe essere fuori dagli schemi proprio perché è tutto un po' non allineato e gli equilibri non si sono ancora creati, anche se il Milan è una squadra più forte. Alla prima di campionato ci dovrebbe essere quell'entusiasmo, anche solo perché si sta iniziando e a prescindere se si sa che domani si andrà in un'altra squadra, anzi proprio per questo così la squadra che ti sta prendendo ti vorrà anche di più. Eppure domenica sera tutto questo non c'è stato, a parte nell'ultimo quarto d’ora. La risposta sintetica è che non dovrebbe influire, ma secondo me in piccolissima parte ha influito, anche se tendo a dire di no”.

Il Torino è una squadra con tanti giovani, alcuni persino all’esordio in Serie A, e con giocatori nuovi arrivati anche da poco per cui l’emozione e il rodaggio ancora precario non possono avere in qualche modo avuto un peso?
“Mascardi è un 2006 e non ha ancora compiuto 20 anni, ma il portiere è una cosa a parte. Comuzzo è un 2005, ha 21 anni, Cacciamani poi è un 2007 però se l’allenatore li ha mandati in campo vuole dire che erano pronti”.

Anche Njie, Gineitis, Casadei sono tutti parecchio giovani, anche se magari hanno già giocato in Serie A però non hanno alle spalle tanti campionati. Mentre nel Milan c’era Modric un campione di fama mondiale che gioca ancora a quasi 41 anni e che quando è entrato ha fatto la differenza.
“Mettendo tutto nel calderone, il peso legato all’età e all’esperienza c’è l’ha solo Vlasic”.

Anche Simeone, Zapata e Paleari, seppur gli ultimi due fossero in panchina, ma aggiungiamo anche Adams, subentrato e autore del gol, Ismajli, Cömert e Coco tutti di un’età compresa fra i 27 e i 35 anni.
“Sì, però questo va un po’ a cozzare con il ritenere un fattore positivo il voler costruire una squadra puntando sui giovani da far crescere. Anche Abate con il suoi 39 anno lo è. Abate, Petrachi e la dirigenza hanno deciso la linea giovane per cui devono anche prendersi la responsabilità di questa scelta. Io non mi sento di giustificare nessuno in nessun modo. Con il Milan abbiamo visto una partita bruttissima partita. E’ vero che c'erano tanti giovani, però non è stato comunicato come un problema, anzi come un fattore positivo a prescindere perché è la strada scelta per costruire un nuovo ciclo, almeno così sembra. Certo nel Milan c’erano Modric, Rabiot e Maignan, ma anche Cissè e Musah.
A questo punto allora mi chiedo: alla fine questa stagione per il Torino cos’è? Devono arrivare ancora altri giocatori e alcuni andranno via, ma sommando tutto anche chi ha stimoli e chi no, chi è giovane e chi lo è meno qual è l’obiettivo di classifica per la stagione? E’ una stagione di transizione? Una con un progetto con Abate che parte così perché è giovane ed è al primo anno in panchina in Serie A?
Potrei accettare tutto, ma solo se qualcuno fra Cairo, Petrachi e Abate dichiarasse qual è l’obiettivo di classifica. Poi lo si può raggiungere o meno, ma fino a quando non c’è un obiettivo di classifica, magari pure a medio termine, non si va da nessuna parte come accaduto in tutti questi anni.
Mi può stare anche bene se dicessero che quest’anno l’obiettivo è arrivare quartultimi e che entro due-tre o cinque anni si va in Conference League, non sto ponendo un traguardo clamoroso. Un discorso di questo tipo lo potrei accettare. Ma se non si dice nulla, se non si inquadra la stagione all’interno di uno schema allora cosa facciamo? Si lotta ogni anno per restare in Serie A? In questo caso allora non posso giustificare proprio nulla. Se il tifoso non sa dove si punta quest’anno o fra due o tre ha difficoltà a giustificare le scelte. Questo è il grande problema, ma se ne è parlato mille volte.
Mi ricordo che Mihajlovic appena arrivato aveva detto che, al di là della società, lui si era posto l’obiettivo di portare entro tre anni il Torino in Europa League. Per cui si era creato uno schema e si sapeva che il Toro scendeva in campo per questo. Ma Mihajlovic è stato l’unico allenatore a porre un obiettivo ben preciso. Adesso invece è tutto aleatorio. Io sarò anche “cattivo”, ma voglio capire e voglio di più. Per questo è difficile che possa giustificare alcunché.
Abate ha ripetuto che non ha paura di niente, ma di cosa si dovrebbe aver paura? Quando si arriva al Toro cosa si deve temere? Forse gli viene messa pressione? Non mi sembra e allora è inutile che si ponga in questo modo super grintoso. Basterebbe che dicesse che quest’anno vuole arrivare in Conference League e in questa frase ci sarebbe tutta la grinta”.

Lei ritiene che al Torino non ci sia l’idea di dove si vuole arrivare e di conseguenza non c’è un progetto e allora questa squadra in termini assoluti che valore ha, sempre che ne abbia uno?
“Al di là del fatto che vadano via Tizio e Caio e che arrivino Sempronio e Giovanni, a livello di campo il Torino ha un valore assolutamente mediocre. Vorrei fortissimamente sbagliarmi, ma ogni anno alla fine ho ragione. Non sto dicendo che retrocederemo perché come sempre anche quando la squadra è nella parte bassa della classifica e in molti temono la retrocessione poi puntualmente ci salviamo, con maggiore o minore tranquillità. Ma allo stesso modo quando le cose sembrano girare al meglio non riusciamo a piazzarci neppure in un posto utile per la Conference.
Siamo una squadra molto mediocre, ma non da Serie B perché comunque ci sono giocatori come Vlasic, Casadei e Simeone per cui non siamo scarsi e non lo siamo da tanti anni però siamo mediocri. Il valore assoluto della squadra non lo so perché non ho elementi. Se la società avesse detto che quest’anno per tanti motivi dobbiamo salvarci e se arriviamo quart’ultimi va bene. Non ne sarei stato entusiasma, ma quantomeno avrei un riferimento. Non si sembra proprio che sia stato posto un obiettivo che poi è salvarsi o arrivare in Europa perché per rimanere in Serie A cosa cambia se si arriva quart’ultimi o decimi? Se arrivi ottavo almeno non devi iniziare la Coppa Italia a Ferragosto dai trentaduesimi.
Nella vita se si hanno obiettivi allora ci possono anche essere eventuali giustificazioni, ma se gli obiettivi non ci sono è difficile dare qualsiasi valore. Sono un essere umano e ho passione per il Toro e prima di Toro-Milan nonostante tutto avevo un mini entusiasmo potenziale, latente che voleva solo uscire vedendo una partita nella quale c’era un Toro diverso, anche se avesse perso. Ma non è stato così e allora cosa possiamo fare? Calcisticamente è tutto molto deprimente”.

Spostando il discorso sul mercato, mancano 7 giorni alla chiusura e quindi cosa si aspetta, sempre che si aspetti qualche cosa?
“Partendo dal portiere, che è un ruolo molto particolare, Mascardi ha ricevuto tante critiche, ma a prescindere che ha 19 anni: sul primo gol la palla di Cissè era tesissima e nel secondo il tiro di Rabiot è partito da due passi. Non credo che potesse fare chissà che cosa, ma i portieri non li so valutare perché hanno un ruolo troppo particolare. Ma, secondo me, può Mascardi può essere il primo portiere con Paleari secondo, anche perché Perri non mi sembra un fenomeno. Il portiere appena fa qualche cosa di buono è sopravalutato e quando sbaglia diventa subito scarsissimo. C’è un’inoggettività totale sulla valutazione dei portieri.
In difesa serve qualcuno che abbia grande esperienza e solidità non le hanno né Ismajli, s’impegna, sa chiudere bene e ha grande interdizione però spesso è infortunato e comunque qualche errore lo commette anche lui, né Coco.
Sulle fasce, non sono un anti Pedersen, fa più cose positive che negative, ma è mediocre. E sicuramente terrei Cacciamani. E’ arrivato Fortini, però serve almeno un altro giocatore.
A centrocampo C’è Casadei è ok, è vero che sta rendendo al di sotto delle aspettative però è un giocatore che mi piace ed è il più forte che abbiamo, e c’è il nuovo arrivato Fitz-Jim che non mi convince del tutto per cui servirebbe qualcosa di più perché Oristanio è già finito fra le riserve e serve un sostituto di Gineitis, lui a me non piace per niente perché pur essendo giovane non riesce ad esprimersi anche se è grosso e ha il fisico. Quindi ci vorrebbe qualcuno che nel 3-4-2-1 sia un interno di centrocampo o una mezzala perché io non giocherei con Fitz-Jim e Gineitis.  
In attacco mi aspetto un giocatore forte, d’esperienza e che segni con continuità: una punta che mi esalti e mi gasi. Simeone di gol né fa, ma lui da solo non basta. Col Milan Adams ha fatto bene, ma giocando solo gli uno spezzone alla fine. Una cosa non la capisco: perché abbiamo ancora Zapata che ha 35 anni e un fisico che non regge? Massimo rispetto per lui, ma non è più un giocatore di calcio per cui mi chiedo perché sia ancora a libro paga.
Al Torino serve la spina dorsale. Una volta avevamo Glik come centrale di difesa forte. Poi ci serve un centrocampista altrettanto forte e un attaccante più forte di Simeone. Poi le fasce sono un contorno, ma comunque arrivasse uno migliore di Pedersen andrebbe benissimo, però io punterei sulla linea centrale con uomini forti e d’esperienza e attorno un po’ di giovani. Non mi spiego come Njie quest’anno sia così forte, col Milan è entrato e ha fatto benissimo ma io non mi fido perché avrà continuità? Cacciamani forse è un po’ sopravalutato, però è forte. Ma vedremo se farà il titolare. Ecco io mi aspetto quello che ho detto dal mercato”.

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