LIVE D’Aversa: "La parola d'ordine è pretendere la salvezza e la gara col Pisa è importante. In campo con la determinazione di raggiungere il più velocemente possibile il nostro obiettivo"
Il Torino è di fronte al rush finale, otto partite, di questo campionato e deve raccogliere il prima possibile i punti per la salvezza per non arrivare all’ultima giornata, gara contro la Juventus, con patemi. Prima della sosta per gli impegni della Nazionale, purtroppo con esiti nefasti vista le terza non qualificazione consecutiva al Mondiale, i granata avevano perso con il Milan pur disputando a tratti una non malvagia partita. Ora invece dovranno affrontare il Pisa, ultimo in classifica insieme al Verona, che ha 15 punti in meno. L’allenatore del Torino, Roberto D’Aversa fra poco in conferenza stampa presenterà la gara con il Pisa.
Come ha trovato la squadra dopo la sosta? Pur con parecchi giocatori via, questo periodo le è servito per fare qualche passo avanti?
"C'è sempre l'incognita quando ci sono le soste per le Nazionali sia per quelli che vanno via sia perché s'interrompe il campionato. In queste due settimane abbiamo principalmente lavorato sull’aspetto fisico, ma anche su altri aspetti ed è chiaro che i lavori sono stati fatti più sull'individuale che sul concetto di squadra. Abbiamo lavorato benedissimo e sono molto soddisfatto. Vediamo domani, sarà molto importante per l'obiettivo e il nostro campionato".
Il calcio italiano è in crisi, come può risalire la china dopo la terza esclusione consecutiva dell'Italia dai Mondiali?
"In questo giorni ho sentito e letto tante cose e per esprimere il mio pensiero avrei bisogno di molto tempo. Il mio focus è solo ed esclusivamente sulla partita col Pisa, dico che mi dispiace per Gattuso perché credo che faccia tutto con passione. Detto questo, se ne sono dette troppe e ci vorrebbe molto tempo e oggi preferisco non dire nulla perché il nostro focus è solo ed esclusivamente sulla partita di domani".
Con domani inizia un mini ciclo di tre partite importanti per chiudere il discorso salvezza, che percezione e consapevolezza ne ha la squadra?
"E’ vero, abbiamo un mini-ciclo di tre partite fondamentali che passano dalla gara di domani. La consapevolezza sta nel fatto che nell’ultima partita in casa il Pisa ha vinto col Cagliari in inferiorità numerica e quindi non dobbiamo assolutamente pensare che sia un impegno semplice. Per noi è importante fare risultato sia per la classifica sia per dare un input diverso per quel che riguarda il nostro cammino fuori casa, dove abbiamo perso due volte da quando siamo arrivati noi. Domani è una di quelle gare importantissime per avvicinarsi all'obiettivo primario che è quello della salvezza, per la classifica e per affrontare il resto del campionato in maniera diversa. Dobbiamo andare in capo con la voglia e la determinazione di raggiungere il più velocemente possibile il nostro obiettivo e questo passa dalla trasferta di domani".
Quali insidie possono arrivare dal Pisa per la sua squadra? E quindi se dovesse dare una parola d’ordine ai suoi giocatori quale sarebbe?
"La parola d’ordine è: pretendere la salvezza. Pretendere significa passare oltre gli ostacoli e fare di tutto per raggiungere la salvezza. Per il resto basta ragionare sull’ultima partita che il Pisa ha fatto in casa vincendo meritatamente contro il Cagliari nonostante tutto il secondo tempo e parte del primo abbia giocato in 10 contro 11. Ha vinto anche altre partite in casa, ora non ricordo quali. Detto questo, dobbiamo ragionare sul fatto che per noi è una partita che serve a migliorare la posizione in classifica per avvicinarci al primo obiettivo che è preservare la categoria".
Al suo arrivo chiedeva coraggio alla squadra, ora dopo 4 partite è soddisfatto e dove vorrebbe vedere qualche cosa di più?
"Per l’atteggiamento sono soddisfatto, come coraggio sia in casa sia in trasferta col Napoli e soprattutto col Milan abbiamo dimostrato di averlo come la personalità. Ma dobbiamo migliorare perché quando fai prestazioni o crei, oltre a realizzare, altre occasioni da gol poi devi limitare gli errori in modo che la prestazione sia seguita da un risultato positivo".
Qual è il problema dei tanti gol subiti? E’ un problema di concentrazione’ Come si può correggere questo?
"Le due trasferte coincidono con Napoli e Milan che lottano con l'Inter per vincere lo scudetto. E' evidente che quando commetti errori contro squadre simili a te, magari sei fortunato a non subire gol o bravo a rimediare; se li commetti contro squadre con giocatori importanti che possono sbloccare la partita per qualità proprie, è chiaro che la percentuale di subire gol quando si commettono errori aumenta. E la qualità del Napoli e del Milan ha portato ad aver subito gol dove più che parlare di difesa è tutta la squadra ad aver sbagliato, altrimenti sembrerebbe che le responsabilità vadano attribuite solo ed esclusivamente al reparto difensivo. Spesso si sono commessi errori singoli tecnici e quindi bisogna cercare di lavorare sull’atteggiamento. Ma la squadra sta dimostrando quotidianamente in allenamento e non solo in partita un atteggiamento giusto. Molto spesso il risultato e la prestazione è la conseguenza di come si lavora durante la settimana".
Petrachi ha parlato di senso di appartenenza e blocco italiano: cosa ne pensa?
"Mi trovo molto d'accordo con le parole del direttore. In passato, parlo per la mia esperienza, quando si è avuto successo, si sono vinti campionati o si è ottenuto salvezze miracolose c'era un senso di appartenenza. Magari inserire più italiani può essere un punto a vantaggio del ricreare un senso d’appartenenza, ma è tutto il contorno che porta a creare senso di appartenenza. Vorrei nel più breve tempo possibile che chi arriva al Filadelfia respiri questo senso di appartenenza però sono tutte le componenti all’interno del club sono importanti affinché si respiri questo senso d’appartenenza oltre la mentalità. Non solo per mia esperienza personale, ma anche per l’esperienza di club che hanno vinto sia in Italia sia all’estero hanno avuto un nucleo storico che faceva trasparire questo senso d’appartenenza a chi arrivava".
Senza Zapata infortunato, cosa cambia per Simeone giocare con Adams o Kulenovic? Farà richieste diverse al Cholito?
"Dispiace per Duvan, stava lavorando sodo per ritrovare una condizione fisica ottimale. Ma ragiono anche in maniera positiva: non penso alle assenze, ma al fatto che ci saranno opportunità per altri. Simeone ha giocato con Adams, con il Parma, e con Kulenovic, quindi sceglierò per sfruttare le caratteristiche di chi gioca e non di chi gli sta a fianco conoscendo pregi e difetti degli avversari cercando di limitarne i pregi e sfruttare se ci sono difetti. Più che cambiamenti singoli rispetto a Simeone, i cambiamenti ci sono in base all'avversario e al tipo di gara che vogliamo interpretare".
In cosa sono differenti Lazaro e Pedersen? E cosa la porta a scegliere uno anziché l’altro?
"Uno biondo e l'altro no...(ride, ndr). Un allenatore sceglie per il bene della squadra. Pedersen ha qualità e difficilmente ho trovato picchi di velocità come i suoi di 37-38 chilometri orari. Sotto l’aspetto fisico ha una qualità che difficilmente si riesce a trovare nella normalità all’interno di una rosa. Credo però che a livello offensivo possa darci di più. Lazzaro è un giocatore costante sotto l’aspetto sia offensivo sia difensivo, ma poi dipende dall'avversario che ha in fascia, in questo momento Pedersen sta molto bene e indipendentemente da quale sarà la mia scelta sicuramente vanno bene entrambi".
E' un Torino che raramente va oltre il 50% di possesso palla: lavora su questo dato? Può essere importante aumentarlo oppure no?
"Dipende da come vogliamo considerarlo. Un possesso palla sterile, orizzontale a metà campo non porta vantaggi, con il Milan abbiamo avuto meno possesso ma più occasioni di palle gol. In questa squadra ci sono giocatori che sfruttano molto le proprie caratteristiche sulla riconquista della palla e in ripartenza. Possiamo migliorare nel possesso affinché porti alla cosa più importante: fare gol. Se con più possesso fai più gol, allora è bene migliorarlo. Ed è anche importante in chiave difensiva: più hai la palla, meno ce l’hanno gli avversari e magari li porti anche a fare partite che non piace loro. Quando incontri grandi squadre è chiaro che a loro piace fare la partita e hanno il possesso palla, ma quando invece sono costretti a fare una partita difensiva li porti a giocare sfruttando meno le caratteristiche che hanno. Il dato più importante è fare gol quindi il possesso palla è importante perché hai possibilità di creare palle gol e di segnare".
Oltre a Zapata e Aboukhlal ci sono altri infortunati? Quando potrà rientrare Zacaria?
"Tutti gli altri sono disponibili e convocati".






